Utente 154XXX
Gentilissimi,
sono una ragazza di 22 e soffro di claustrofobia.
L'ho scoperto all'età di circa 12 anni entrando in una giostra tipo tunnel, dal quale sono dovuta correre fuori perchè mi mancava l'aria.
Col tempo sono riuscita a controllarmi senza pensarci troppo ma da qualche giorno non riesco più ad entrare in metropolitana (cosa per me necessaria per andare all'università).
E' successo che ho lavorato per qualche giorno in un centro che all'ingresso aveva i bussolotti di sicurezza come quelli della banca e entrandoci ho ricominciato a sentire i sintomi.
Qualche giorno dopo mentre ero in viaggio il treno si è fermato per un guasto una decina di minuti sotto una galleria e ho dovuto controllarmi moltissimo e mi sono sentita davvero male.
Ora non riesco più ad entrare in metropolitana e al solo pensiero mi manca l'aria. Voglio andare avanti, vivere una vita normale, non mi aspetto di andare a visitare Napoli sotterranea ma almeno prendere il treno, entrare in banca, senza soffocare, avere la tachicardia e le crisi di panico.
Cosa posso fare? a cosa devo pensare? fermo restando che non intendo prendere psicofarmaci..

[#1]  
Dr. Carlo Conti

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Gentile Utente,
qualcosa però deve impegnarsi a farla, provi a contattare uno psicoterapeuta, magari ad indirizzo analitico, per cercare di comprendere le cause della sua fobia.
Il disturbo che lei racconta, non le permettere di avere una vita serena, anzi appare piuttosto invalidante. Cerchi di correre presto ai ripari, contattando, come detto, uno psicoterapeuta.

SALUTI
Dr. Carlo Conti
SALUTI
Dr. Carlo Conti
www.spiritoepsiche.it

[#2] dopo  
Utente 154XXX

Gentile Dottore,
al momento non ho la possibilità di spendere e vorrei capire come poter risolvere il problema lavorando da sola su me stessa!
Pensa sia impossibile?

[#3]  
Dr. Marianna Berizzi

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Gentile utente,
lavorare su se stessi da soli non è la strada da seguire, almeno al momento. Le cure "fai da te" sono rischiose e possono nascondere insidie. Non è necessario spendere: da una parte ci sono i servizi pubblici (asl, ospedali...) dall'altra liberi professionisti con diversi tariffari. Inoltre, per un disturbo agorafobico è consigliata una psicoterapia cognitivo comportamentale che, normalmente, si concludo in un numero contenuto di sedute. In ultimo, è bene pensare che rivolgersi ad uno specialista è un INVESTIMENTO a favore della qualità della propria vita e non una spesa di denaro.

Cordialmente
Dr. Berizzi Marianna
Ordine Psicologi Lombardia
http://www.psicologibergamo.altervista.org/