Utente 902XXX
Salve mi chiamo Andrea sono un ragazzo di 23 anni.A dicembre 2004 ho iniziato improvvisamente a soffrire di disturbi intestinali.I sintomi erano pressochè quotidiani:aerofagia,dolori alla pancia,fitte anali,freddo e soprattutto scariche di feci non formate soprattutto la mattina anche 5/6 volte al giorno.Si pensava a un virus ma le cure non sortirono alcun effetto.La situazione non si risolveva:andando ancora al liceo mi sono trovato spessissimo in imbarazzo.Essendo un ragazzo socievole,noto per aver successo anche con le ragazze,"popolare",questo problema mi faceva sentire limitato.Nonostante ciò non ho mai rinunciato a nulla:ho sempre cercato di vivere al massimo.Nei mesi e negli anni successivi ho affrontato ogni tipo di esame:tutto negativo,sano come un pesce.Nel 2008 ho fatto una 1°colonscopia che mostrava una lievissima infiammazione;iniziai ad assumere farmaci per la colite ulcerosa ma anzichè migliorare peggioravo.A livello psicologico soffrivo solo quando stavo effettivamente male,mentre nei periodi in cui i sintomi erano più lievi riuscivo comunque a godermi la vita.Dopo un'altra colonscopia(assolutamente negativa)entro in contatto quasi per caso con un noto gnatologo che mi diagnostica una malocclusione:ho il morso incrociato e molto profondo.Mi vengono fatti dei test appositi e a dicembre 2009 inizio a portare 24h al dì un bite su misura per riequlibrare la mia mascella.A livello psicologico però l'ansia si era già affacciata da mesi e ogni volta che dovevo affrontare qualcosa di importante andavo sistematicamente in bagno molte volte,specie se dovevo uscire con la mia attuale ragazza:avevo e ho paura di sentirmi male quando sono fuori.Da gennaio avverto subito grossi cambiamenti fisici,non ho più fitte anali,l'intestino sembra rispondere bene,si regolarizza,quasi nessun dolore alla pancia:tuttavia cresce l' ansia...e inizio anche a dimagrire,ad avere difficoltà a dormire.Adesso quando mi distraggo e sono coinvolto in una situazione mi accorgo che sono davvero guarito:prima di mettere il bite indipendentemente dal mio stato d'animo era la norma che mi sentissi male improvvisamente,mentre se non ci penso e se sto calmo sto bene,mi sento rinato.Il problema è che quando sono da solo rimugino:è come un'ansia anticpatoria,non riesco a scollarmi di dosso il passato,mi è rimasta la fobia del bagno,proietto le molte esperienze brutte e imbarazzanti del passato relative ai miei problemi nel futuro.Ho paura di tornare com'ero e trovarmi di nuovo in difficoltà quando esco,mi faccio mille paranoie ed è proprio quando mi faccio prendere dalla paura che il mio intestino si fa'risentire,anche se in maniera molto meno forte di prima,non ho più veri crampi o diarrea.E'come se mi facessi venire apposta il sintomo,come se non volessi"guarire".Ogni volta che inizio a sviluppare una forte ansia mi paralizzo,mi manca il respiro,ho un nodo gola e qualsiasi attività fisica me la fa crescere.Mi sembra di combattere contro me stesso!Cosa potreste suggerirmi?

[#1]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Salve Andrea, da ciò che racconti sembra che la tua ansia abbia cambiato faccia e si sia "evoluta". L'ansia si può manifestare in molti modi, ma due delle modalità di base sono attraverso sintomi somatici, nel corpo, oppure attraverso sintomi principalmente mentali. In un certo senso, la seconda modalità è più "evoluta" della prima, perché chi soffre d'ansia somatica, a volte, può tentare di risolversela da solo, finendo per trasformarla in ansia anticipatoria, dubbi o pensieri ossessivi. È il tentativo di metterla sotto controllo, e di resistere, che realizza questo passaggio. In altre parole, non sembra che tu sia ancora guarito dalla tua ansia, ha solo cambiato forma.
Il suggerimento più adatto, in questi casi, è di cercare un aiuto specialistico, da uno psicologo/psicoterapeuta.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
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[#2]  
Dr.ssa Irene Massetti

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Gentile utente,
comprendo la sua preoccupazione ed il suo stato d'animo, ma nei casi di ansia il più delle volte sono proprio i nostri pensieri ad alimentare e a mantenere nel tempo gli stessi sintomi ansiogeni che nel Suo caso si manifestano con specifici sintomi somatici. E' proprio la sua preoccupazione, il timore di stare nuovamente male ed il pensare a quello che potrebbe succedere nell'eventualtà capitasse ancora, che la porta a controllare gli specifici segnali corporei a cui sta ben attento. In questo modo però non fa altro che "gettare legna sul fuoco" a tutti quei segnali somatici che a loro volta ne vengono amplificati. Si crea così un circolo vizioso che necessita di essere spezzato. E' proprio il modo in cui noi pensiamo alle cose che influenza il modo in cui le viviamo. Quello che posso consigliarle è di rivolgersi ad un professionista in grado di aiutarla a gestire proprio questi momenti che lei ben descrive.
Un caro saluto


Dr.ssa IRENE MASSETTI

[#3] dopo  
Utente 902XXX

Ringrazio entrambe per la pronta risposta. Ho provato qualche mese fa'a consultare una psicologa con il risultato che mi ha messo ancora più confusione: lei sosteneva che i miei sintomi anche quelli originari erano dovuti unicamente all' ansia,precisamente dalla delusione avuta in campo sportivo a seguito di un infortunio grave al ginocchio, e secondo lei la malocclusione ha solo una importanza limitata. Nel momento in cui iniziarono tutti i miei problemi ero tutto fuorchè ansioso : ero felice nonostante l' infortunio(rottura del legamento).I fatti dimostrano che la causa scatenante è di tipo fisico: prima di "bilanciarmi" con questo ortotico i disturbi erano invalidanti,sempre presenti e indipendenti dal fatto che fossi agitato o meno. Il dottore che mi segue ha pazienti con casistiche simili alle mie e hanno risolto del tutto l'aspetto sintomatico intestinale ( mi sono anche messo in contatto con una di queste persone :sembrava di sentire la mia storia).Mi ha spiegato infatti come il movimento della lingua e dei muscoli masticatori influenza il sistema nervoso che controlla anche la peristalsi intestinale e come una malocclusione posso modificare negativamente e cronicamente tale funzione. L' ansia vera è subentrata nell' ultimo periodo...è come se 6 anni di sofferenze mi avessero shoccato e adesso che sto bene, perchè sto bene, non mi sembra possibile. E' ragionevole questa mia spiegazione dell' ansia? E' come se aspettassi il mal di pancia perchè ero abituato ad averlo ,non so se mi spiego.
Sono stato ultimamente a Ibiza e Londra con amici e sono stato benissimo, la pochissima ansia che mi veniva non era sufficiente a farmi venire i sintomi che ripeto, sono molto ma molto inferiori rispetto a prima della cura gnatologica. E' possibile che la mia ansia sia dovuta essenzialmente dal fatto che non riesco a scrollarmi di dosso le paure deriventi dai miei difficili trascorsi, nonostante adesso sia "clinicamente" guarito ?Prima stavo male e quasi non ci facevo caso ... era la normalità. Adesso che sto bene è come se non accettassi di esser tornato "apposto". Che senso ha in psicologia cercare di mantenere il sintomo che mi ha fatto stare così male anche se la causa è stata rimossa?

[#4]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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"Clinicamente guarito" non mi sembra una definizione adatta. Il fatto che tu non abbia più sintomi fisici, e che ne abbia ora di psichici, non significa che clinicamente sia tutto a posto. Forse volevi dire "fisicamente guarito".

Dal mio punto di vista, dei sintomi mentali hanno ora sostituito quelli fisici, ma sempre di ansia si tratta.

La stessa determinazione che esprimi nell'interessarti alle "cause", è essa stessa un sintomo d'ansia. L'ansia traspare dalla tua descrizione, e dalle tante domande.

Ad ogni modo per uscire dall'ansia quasi mai è necessario sapere da dove viene. Dal punto di vista psicologico la cura efficace dell'ansia non consiste nel cercarne le cause, ma nell'impiegare protocolli d'intervento specifici. Se poi ci fosse davvero qualcosa "dietro", o "sopra" o "di sotto", inevitabilmente verrà fuori nei colloqui, e potrà essere opportunamente trattato anche quello.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
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[#5]  
Dr.ssa Irene Massetti

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Gentile ragazzo,
la sintomatologia somatica che lei descrive si intreccia e viene influenzata da quella psicologica...come dire, sono due sfere e dimensioni che non possono fare a meno di influenzarsi reciprocamente. Nonostante abbia trovato, dopo tante indagini mediche, una causa organica specifica al suo malessere(la malocclusione)e per la quale sta facendo un trattamento, le sue ansie persistono ancora.
Lei riferisce:

"Il problema è che quando sono da solo rimugino:è come un'ansia anticpatoria,non riesco a scollarmi di dosso il passato,mi è rimasta la fobia del bagno,proietto le molte esperienze brutte e imbarazzanti del passato relative ai miei problemi nel futuro.Ho paura di tornare com'ero e trovarmi di nuovo in difficoltà quando esco,mi faccio mille paranoie ed è proprio quando mi faccio prendere dalla paura che il mio intestino si fa'risentire,anche se in maniera molto meno forte di prima,non ho più veri crampi o diarrea"

E' su questo aspetto che Lei dovrebbe lavorare oggi, nel presente, per riuscire a gestire e ad affrontare la sintomatologia ansiosa che si manifesta nelle sue preoccupazioni e va ad intensificare i sintomi fisici.

Un caro saluto
Dr.ssa IRENE MASSETTI

[#6] dopo  
Utente 902XXX

Condivido in pieno le vostre opinioni quando dite che aspetto psicologico e fisico si influenzano a vicenda. Mi premo solo precisare che prima di iniziare a soffrire di pancia l' ansia non sapevo nemmeno cosa fosse! Escludo al 100 % che tutto sia iniziato come una forma di ansia celata .E' chiaro comunque che adesso il problema da affrontare è l' ansia..un "male" davvero oscuro : non credevo ci si potesse bloccare così a 23 anni. Inoltre prima di iniziare la terapia con l' ortotico la mia preoccupazone si manifastava soltanto nei momenti in cui ero oggettivamente allarmato dalla situazione fisica. E' da Gennaio che mi si manifesta questo stato costante di attesa, aspetto quasi di star male . Provo a piegarvi in maniera dettagliata come agisce il mio pensiero : sto bene, ho risolto il mio problema fisico? ma se mi ranquillizzo e poi all' improvviso ho di nuovo i sintomi? Allora mi agito ,penso al futuro in chiave distorta, mi faccio mille "film" fino a che alla fine a volte mi viene davvero lo stimolo di andare in bagno , fatto che giustifico con l' ansia. Mi dico .. vedi stai bene e se hai qualche disturbo è solo per l' ansia. Ho paura di tornare alla mia normalità fisica di quando avevo 17 anni. Un amico di famiglia che sa di questo mio problemo mi ha consigliato di sottorpormi a ipnosi ; secondo lui è più efficace della psicoterapia e va dritta al punto. Cose ne pensate ?
Grazie ancora dei vostri preziosi interventi. A settembe affronterò di certo in ogni caso una terapia psicologica ma devo scegliere bene lo specialista.

Saluti

[#7] dopo  
Utente 902XXX

Scusate gli errori di battitura! Il primo punto interrogativo sarebbe in realtà un punto esclamativo (altrimenti la frase cambierebbe di senso ).

[#8]  
Dr.ssa Irene Massetti

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Anche i suoi stessi pensieri fanno si che non possa mai "stare tranquillo", ma sempre in "allerta" come se fosse giusto peoccuparsi ed in tal misura non fanno altro che innescare meccanismi a circolo vizioso e a mantenere a loro volta la sintomatologia. Le consiglio un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale poichè, date le sue difficoltà, le permetterà di trovare un aiuto concreto e pratico alla sua sintomatologia intervenendo direttamente su tali meccanismi.
Un saluto
Dr.ssa IRENE MASSETTI

[#9]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Il tuo amico è psicologo? L'ipnoterapia è una forma di psicoterapia come qualunque altra e non ha nulla di "magico" in termini di efficacia. Anzi, per l'ansia non è nemmeno l'approccio più indicato.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
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[#10] dopo  
Utente 902XXX

Ok a settembre mi recherò sicuramente da uno psicoterapeuta: sento che ne ho davvero bisogno per scollarmi di dosso tutte queste diavolo di paure- Spero di trovare la strada giusta perchè questo non è vivere .. potrei avere tutto dalla vita e non me la sto godendo affatto.Ho un bel lavoro una bella ragazza e tanti amici ma non riesco ad essere "felice" e spensierato. E' nei momenti in cui sono solo con me stesso che mi viene l' ansia opprimente e non va affatto bene : una persona per sentirsi apposto deve essere in pace con se stessa e in questo momento non lo sono affatto.
Ah dimenticavo io vivo a Firenze e vedo che esercitate entrambe nella mia città. In base alle vostra esperienze se ne esce da queste situazioni o sarò sempre condizionato da questo problema? Fisicamente più di così non si può fare .. è la mia impronta mentale che va aggiustata! Io voglio mettermi d' impegno ma credo di necessitare di un supporto appunto , psicologico.

[#11]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Se ne esce, se ne esce. Molto dipenderà dalla tua motivazione, ma per ricevere una valutazione più esatta sul tuo caso dovresti fare almeno un colloquio di valutazione.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
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[#12]  
Dr.ssa Irene Massetti

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La decisione di intraprendere un percorso psicoterapeutico è nel suo caso la strada più
opportuna. Vedrà che così il suo problema sarà risolvibile.

Un caro saluto
Dr.ssa IRENE MASSETTI