Amori controversi

Ho vissuto un amore lungo, intenso ed appassionato, per ben otto anni con un uomo divorziato, di 22 anni più grande di me. Sono sempre stata al centro della sua vita, mi sono sentita importante, mi sono sentita amata, mi sono sentita” la” più bella delle donne, mi sono sentita importante, coccolata, continuamente corteggiata, riempita di attenzioni, di affetto, di premure, di coccole, di tanto tanto amore!!!! L’unico problema: la differenza di età e la sua situazione personale, che a me non è mai pesata, giacchè lui mi ha sempre anteposta a tutto, anche e perfino ai suoi figli. Un uomo perfetto, con cui ho condiviso forti emozioni e con il quale ho grandi ed incancellabili ricordi, emozioni uniche ed irripetibili, che il tempo non è riuscito a scalfire. Un uomo che auguro a tutte di incontrare… se tutti fossero così – ho sempre pensato – non ci sarebbero matrimoni falliti!!!!!!
Eppure, le difficoltà createmi in casa per la differenza di età ed il fatto che lui fosse divorziato, mi hanno costretta a vivere questa storia in modo clandestino per tanti anni…. Col tempo cresceva in me sempre più forte il desiderio di vivere alla luce del sole, di poter ricevere telefonate e messaggi in tranquillità, di poter uscire senza sotterfugi, … ma non avevo il coraggio di confessare tutto ai miei, che ne avrebbero sofferto troppo, data la loro mentalità molto tradizionale. E così, ho deciso di fidanzarmi con un mio coetaneo: ragazzo molto bravo ed educato, di ottima famiglia, senza tanti grilli per la testa. Per i primi tre mesi tutto è sembrato andare per il meglio, ma più passava il tempo e più mi rendevo conto che mi mancavano le attenzioni, quelle attenzioni, quella presenza costante e continua, che dà solidità e sicurezza; quel modo di vedere le cose uguale al mio, quella sensibilità di fronte alle cose belle della vita, ad un bel libro, ad un pezzo di musica classica, ad un panorama, ad un tramonto……. E così ho incominciato a sentire lui, il mio “porto sicuro”, la mia ancora di salvezza, la mia certezza; ci siamo anche visti, ma ogni volta è stato un tira e molla, perché lui chiedeva di più ed io non potevo dare; lui pretendeva la persona di sempre, che io ormai non sono più, perché vivo di sensi di colpa e di incertezze.
Negli ultimi due anni le cose stanno andando avanti così: sto qualche mese senza vederlo e sentirlo (nel frattempo cerco – invano – di annerirlo), e poi inevitabilmente lo cerco…e lui è sempre lì, pronto a starmi vicino.
Col mio attuale fidanzato vado d’accordo, ma non c’è la magia……. Lo vorrei più presente, vorrei sentirmi unica, vorrei essere per la lui la più bella, la più tutto, quella per cui lui respira, la donna della sua vita, unica ed insostituibile!!!! E, invece, non è così…. Mi trovo spesso a stare un giorno intero ad aspettare una telefonata, a sperare che mi dica cose belle, che mi comprenda, che partecipi delle mie cose…. E, invece, non è così!!!! Nonostante ciò, non riesco a chiudere con lui.
In questi due anni sto avendo uno scarso rendimento in tutto ciò che faccio… e non riesco a capire il perché. Ho chiaro che non posso fare a meno dell’uno, ma so che non potrei vivere quel rapporto serenamente; ….ed ho chiaro che non riesco a chiudere con l’altro, perché è la tradizione, è la persona con cui potrei mettere su famiglia….
Ora mi domando: come fare per dipanare la matassa: sto con il fidanzato e penso a lui, e continuo a fare paragoni; chiamo l’altro, e mi sento in colpa, perché ingenero in lui aspettative che non sono in grado di concretizzare (e dopo un po’ sparisco, per poi ricomparire di lì a breve) e, nel contempo, mi sento in colpa verso il fidanzato… in tutto ciò sono sempre triste, svogliata e senza stimoli…. Cosa devo e posso fare per rinascere????? Voglio svegliarmi da questo torpore mentale… voglio vivere!!!!!
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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,7k 294 200
Gentile ragazza, inizi chiedendosi questo: tenendo conto che ha 35 anni, è più conveniente impostare la propria vita in base a ciò che vogliono i suoi genitori, o in base a ciò che vuole lei?

Cordiali saluti

Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta Coach
Consulti online e in presenza
www.giuseppesantonocito.com

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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 134
Gentile Amica,

se non ho capito male il suo ex compagno è libero da altri legami e sarebbe disposto ad iniziare una nuova vita con lei, ma lei ha chiuso la relazione per via della reazione della sua famiglia.
Dall'inizio della relazione sono però passati molti anni e ora lei ne ha 35 e lui 57: se i sentimenti di entrambi sono rimasti invariati non ci sono ostacoli oggettivi al fatto che torniate assieme "alla luce del sole", non crede?
Mi sembra poi che lui non abbia un'età tale da rendere impensabile il matrimonio e la nascita di eventuali figli.

In ogni caso il problema centrale è perchè lei a quest'età si sente ancora così sotto giudizio da parte dei suoi genitori.
Se questo avviene anche in altre aree potrebbe essere segno di un suo atteggiamento generale di insicurezza/sottomissione ai suoi genitori, mentre se avviene solo in quest'ambito le cause possono essere altre, e varrebbe la pena che lei consultasse di persona uno psicologo per parlarne e risolvere la situazione.

Cordialmente,

Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
www.serviziodipsicologia.it

[#3]
dopo
Utente
Utente
Innanzitutto grazie per l'attenzione dedicata al mio lungo racconto!
Beh, in effetti mi sento molto condizionata dal giudizio dei miei genitori... e non sono mai riuscita a palesare questa situazione (a seguito di un tentativo iniziale andato male), perchè so che - dato il loro modo un pò arcaico di vedere le cose - sarebbe un profondo dispiacere non vedermi "inquadrata nella tradizione".
Il mio timore è di avere un pò compromesso la mia vita affettiva, nel senso che, da un lato, non sono in grado di affrontare tutto e tutti per stare con la persona alla quale sono profondamente ed indissolubilmente legata, e, dall'altro, non riesco a vivere serenamente un altro rapporto senza pensare a lui.
... Ma questo mio stato profondo di sofferenza interiore, che mi porta spesso a piangere ed a non riuscire ad affontare con entusiasmo e profitto gli impegni professionali importanti, deriva da insoddisfazione o da cos'altro? Perchè tutta questa difficoltà nel fare cose sempre fatte al meglio?!?!? E, poi, perchè mi riavvicino a lui, ma poi scappo? Sensi di colpa o paura? ... Grazie dell'aiuto!!!
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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,7k 294 200
Fino a che continuerà a consegnare le leve della sua valutazione a qualcun altro, ad esempio ai suoi genitori, è chiaro che non starà mai tranquilla. Aspettarsi che gli altri ci dicano "bravo" è una delle trappole più mortali nelle quali infilarsi.

Se ha questa difficoltà e altre anche sul piano professionale sarebbe opportuno vedere uno psicologo per un aiuto, dal vivo.

Cordiali saluti
[#5]
dopo
Utente
Utente
Purtroppo sono stata abituata fin da bambina a sentirmi dire "brava"... ho sempre preteso il massimo da me stessa, per sentirmelo dire!!! Ho una famiglia che ingerisce molto e da sempre nelle mie scelte e, pensando di fare il mio bene, vincola e condiziona, anche inconsapevolmente, ogni mio passo. Dunque, il mio problema starebbe a monte... Ci rifletterò e vedrò di farmi aiutare.
Seguirò il Suo consiglio...
La ringrazio infinitamente.

Cordiali saluti

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