Attaccamento del bambino al padre

Buongiorno, sono il papà di un bambino di 13 mesi, che presenta un grosso attaccamento a me, se sono in casa e mi allontano dalla stanza, piange disperatamente, vuol sempre stare in braccio a me e soprattutto quando siamo insieme a mia moglie non vuole stare in braccio con lei, fino a fare delle scenate esagerate con pianti e grida e le interrompe solo se lo riprendo in braccio io.
L’attenzione che abbiamo fornito al bambino dalla nascita è stata la stessa, mia moglie lo tratta amorevolmente e lo ha allattato al seno fino al settimo mese ed è stata a casa dal lavoro finchè il piccolo non è andato al nido, che frequenta da quando aveva 10 mesi e non è un problema farcelo andare, lo accompagno io e va con le maestre senza problemi.
Una volta che mia moglie ha dovuto dormire fuori casa l’ha cercata tutta la notte e ha dormito pochissimo e pianto spesso.
Non riusciamo a spiegarci questo comportamento e mia moglie è molto turbata da questo atteggiamento, fino al punto di starci male, si sente come rifiutata!
Grazie mille per l’aiuto che potrete darci!
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Dr.ssa Sabrina Camplone Psicologo, Psicoterapeuta 4,9k 86 99
Gent.le utente,
entrambe le figure genitoriali sono importanti nello sviluppo dello stile di attaccamento del bambino, è possibile che sia l'inserimento al nido, sia questa esperienza di assenza materna durante la notte, abbiano contribuito ad uno "spostamento" dell'attenzione del bambino
su di lei che, forse finora è stato percepito come una presenza più affidabile e quindi più rassicurante.
Comprendo il turbamento di sua moglie ma bisogna essere altrettanto comprensivi con il bisogno di contatto fisico di un neonato, necessario a sviluppare uno stile di attaccamento sicuro. A tal proposito consiglio la lettura del libro "Una base sicura" di Bowlby per sviluppare delle strategie relazionali più funzionali alla soddisfazione dei bisogni affettivi del bambino.
Cordialmente

Dr.ssa SABRINA CAMPLONE
Psicologa-Psicoterapeuta Individuale e di Coppia a Pescara
www.psicologaapescara.it

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Dr. Armando De Vincentiis Psicologo, Psicoterapeuta 7,2k 220 110
Gentile utente, la cosa più saggia è quella di non farsi prendere dalla preoccupazione nè di fare tentativi per trovare il modo di avvicinare il piccolo alla mamma. Tali tentativi potrebbero peggiorare la cosa dato che, inevitabilmente, non possono essere spontanei.
NON accanitevi e, magari, parlatene con uno psicoterapeuta di orientamento sistemico-famigliare.
saluti

Dr. Armando De Vincentiis
Psicologo-Psicoterapeuta
www.psicoterapiataranto.it
https://www.facebook.com/groups/316311005059257/?ref=bookmarks

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Dr.ssa Laura Rinella Psicologo, Psicoterapeuta 6,3k 119 7
Gentile utente,
è opportuno mantenere un atteggiamento tranquillo con il bimbo evitando forzature.
A mio parere sarebbe utile anche approfondire l'evolversi della situazione particolarmente in merito al ritorno al lavoro di sua moglie.
E' inoltre importante che sua moglie riceva comprensione e sostegno per superare i turbamenti relativi al suo ruolo di madre che, oltre a provocarle sofferenza, non sono di aiuto nella relazione con il piccino.
Per questo concordo con il collega in merito all'opportunità di consultare un terapeuta famigliare.

Cordialmente

Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
www.psicologiabenessereonline.it

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