Malattia non curata

Inizio col dire che ero un ragazzino quando mi ammalo. La malattia si chiama acne nodulo cistica.I miei assolvono il loro dovere portandomi da un dermatologo.
Dopo un anno e mezzo di cure, mi accorgo che il mio viso peggiora sempre più.
Arriva così la mia richiesta di cambiare dermatologo.La mia richiesta viene categoricamente rifiutata con queste esatte parole: "Ti senti superiore al medico? Se vuoi continuare a curarti continui ad andare dal medico dove ti abbiamo portato, se no, non ti curi"Sono un ragazzino, non ho le possibilità sia economiche, ma anche dovute all' età, di trovare una via d' uscita alternativa. Continuo per forza di cose ad andare dallo stesso dermatologo, il quale nel corso degli anni non ha mai ritenuto opportuno modificare la cura datami, fatta di creme e cremine. Alla mia domanda: "Mi sembra che il viso si stia rovinando", il dermatologo risponde: "No, no, Non è nulla"
E' l' inizio del mio dramma.Passano gli anni, la mia acne è sempre lì e il mio viso sempre più deturpato dalle cicatrici. Arrivo all' università, ma dopo due anni torno a casa rifiutandomi di proseguire gli studi. Voglio curarmi. Nonostante tutti sappiano cosa io voglia, il silenzio. Passo tre anni chiusa in casa, senza mai uscire. Mi viene detto in continuazione: "Non hai nulla, sei fissato"Dopo questi tre anni finalmente mi viene concesso il cambio dermatologo.Mi viene prescritto un farmaco per via orale, nel giro di due settimane non ho più l' acne. Sparita.Adesso è arrivato il momento del problema più grande: le cicatrici.Si va da altri medici: incontro sempre medici che dicono che non ho nulla. Il vero problema sapete quel' è? Che nella mia regione non curano questo problema, poichè non lo curano, di conseguenza io non ho nulla in faccia o qualcosina di poco conto. Mi vengono dette, da medici specialisti, frasi del tipo: "E allora chi ha un tumore in faccia cosa dovrebbe fare?"
Tra i vari medici della mia regione, incontro qualcuno più onesto e obiettivo: Mi dicono che non sono esperti in materia di cicatrici e mi prospettano varie strade: Milano, Roma, Parigi.Parto, mi sottopongo ad un erbium per le cicatrici, ritorno a casa. Il risulatato è scarso.I miei credono ancora una volta di aver fatto il loro dovere. Nuovamente silenzio.Passano ancora gli anni. Un noto medico mi propone un intervento con buoni risultati, costo 12.000€. Usciti dalla clinica piango per la cifra esagerata. Si torna a casa, nuovamente silenzio. Lo interpreto come un rifiuto.Non esco più di casa da 5 anni: "Io voglio solo curarmi". Nonostante viva con loro, non c'è più alcun rapporto. Ho chiesto loro una cifra notevole per permettermi di affrontare un anno continuo di cure, senza interruzioni e senza averli intorno. Partirei da solo. Oggi mi vengono consegnati i soldi, dopo mezzora me li tolgono, dicendomi che hanno cambiato idea e se voglio partire devono venire con me. Nel caso non si fosse capito, oggi sono un adulto.
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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Gentile utente,

come mai ha scelto di scrivere indirizzando il suo quesito alla sezione di Psicologia, se ritiene che il suo problema dipenda oggettivamente da quanto accaduto al suo viso?
A queli interrogativi vorrebbe risposta da parte di uno psicologo?

Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
www.serviziodipsicologia.it

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dopo
Utente
Utente
Purtroppo sono finiti gli spazi a me concessi. Ed ho dovuto abbreviare di molto il discorso.
Ritengo, ancor prima del' iniziale dermatologo dermatologo che mi ha avuto in cura, i miei genitori responsabili del mio viso deturpato dalle cicatrici.
I quali finalmente oggi cominciano a pronunciare la frase:
"Noi non lo avevamo capito che ti si stava rovinando il viso" (frase detta più per trovare una scusa con loro stessi che per me)

Detto questo non trovo onesto che prima mi concedono la possibilità di curarmi, promessa che si concretizza con la consegna del denaro e che dopo mezzora mi venga tolta.

Mi viene tolta perchè uno dei due genitori improvvisa una telefonata ad uno psicologo, il quale telefonicamente, sentendo un breve racconto riassuntivo fattogli per la prima volta dai miei,
dispone ai miei genitori di: togliermi il denaro datomi e che: se voglio i soldi loro devono partire con me. e propone un incontro familiare

trovo scorretto che uno psicologo, basandosi su una spiegazione di 10 minuti abbia sentenziato ciò.

Io ritengo invece giusto che i miei avendo sbagliato di grosso a vietarmi le cure inziali quando ero ancora un ragazzino abbiano oggi il dovere di concedermi tutto ciò a loro possibile per curarmi.
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Utente
Utente
aggiungerei senza se e senza ma.
Senza nessuna condizione da parte loro, dal mio punto di vista non sono più nella posizione di dettare regole.

Voglio i soldi per curarmi? Se si me li devono dare senza condizioni

Lo psicologo dopo il breve racconto dei mie, ha sentenziato invece che i soldi me li daranno solo se io do loro la possibilità di partire con me, cosa che io non voglio

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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
E' sicuro che sia andata così? Uno dei suoi genitori è seguito da questo psicologo?
Mi sembra molto strano che un collega abbia dato un consiglio ad uno sconosciuto dopo una telefonata di qualche minuto, senza conoscere la situazione.
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Utente
Utente
Non voglio i miei genitori con me perchè durante le varie visite, le poltrone per sedersi erano solo due, uno dei due genitori è rimasto in piedi alle mie spalle

Con la coda dell' occhio ho visto più volte il genitore alle mie spalle mettersi le mani tra i capelli rivolgendosi al medico, gesti che dicono: Ci sta facendo impazzire"

Per tale motivo io rifiuto di essere accompagnato da loro. Da persone che dicono un giorno che io non ho nulla, un altro riconosco di aver sbagliato, un altro ancora dicono che non è grave.

Praticamente persone che non mi appoggiano. per quale motivo dovrei portale con me?

Per obbiettività il mio problema è stato fatto rientare nei casi medio-gravi, dai due dei più noti chirurghi plastici del centro e del nord Italia
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Utente
Utente
Chiesto in questo momento, mi è stato detto si la prima volta che ci parlo

Allora me ne sono uscito con la frase: "Non è etico un medico che sentenzia dopo 10 minuti di conversazione"

A questo punto, cambio di versione: "Ci siamo andati diverse volte"

Come vede non ho mai la verità e una sola risposta.
Potrei mai volere dietro persone di tale stampo?
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Utente
Utente

La mia domanda è: "Ho ragione io o i miei genitori insieme a tale psicologo?"

Ossia io voglio che mi vengano dati/riconosciuti i soldi senza condizioni. Sarò io a decidere il da farsi

Loro su consiglio dello psicologo vogliono darmi i soldi alla conzione che partano con me
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Utente
Utente
Un' altra domanda è: "E' così tanto sbagliata la mia avversione verso i miei?"

Lei come considererebbe un genitore che pronuncia questa frase:
"Ti senti superiore al medico? Se vuoi continuare a curarti continui ad andare dal medico dove ti abbiamo portato, se no, non ti curi"

Per me tale frase non può avere perdono, non considero genitore chi abbia il coraggio di pronunciarla.
Questo insieme a tanti altri attaggiamenti riguardanti la mia malattia mi portano oggi alla convinzione che loro debbano darmi questi soldi senza condizioni

Non li voglio con me, non saprei cosa farmene
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Utente
Utente
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