Identità di genere

Buonasera a tutti, so che la mia domanda può risultare complessa,quindi cercherò di sintetizzare. Ho 21 anni e da tre mesi sono vittima di un disturbo ossessivo che credo però essere stato presente da molto prima.
Ho avuto parecchi problemi in famiglia dati dal brutto rapporto con mio padre (in adolescenza) e con mia madre (nell'infanzia)
tre mesi fa ho avuto una crisi, ho iniziato a essere tormentata dall'ossessione di essere lesbica. (questo fatto si è scatenato poichè ho iniziato ad avere fantasie sessuali omosessuali ed essendo all'epoca ignorante in materia mi sono spaventata perchè per me significava ESSERE lesbica) mi sono documentata e ho capito che le fantasie non sono per forza specchio di ciò che siamo nella realtà.
Dopo avere superato questi dubbi sulla mia omosessualità ne sono comparsi altri, che riguardando la mia identità di genere.
Oggi come oggi vivo ogni secondo della mia vita con l'ossessione, e la paura, di essere un maschio represso. la domanda quindi è: è possibile che nell'infanzia io percepissi questo disagio e non sapessi dargli un nome, e che quindi io abbia rimosso questa cosa dalla mia memoria? dico così perchè l'ossessione mi ha portata a documentarmi su internet e ho visto che delle ragazze che hanno deciso di diventare uomini parlano di certi "sintomi" che mi sembra di aver provato in tenera età. questi sono:
disagio nel vedermi nelle foto
disagio nel riascoltare la mia voce
disagio nel mettere la gonna
disagio nel sapere che un giorno avrei avuto il ciclo mestruale, e che quando l'ho avuto la prima volta ho pianto molto
nessun interesse verso la danza o altri sport femminili

nonostante tutto ricordo che mi piacevano collane e bracciali, trucchi, vestiti da femmina, passione per le barbie, non ricordo e non penso di essermi mai sentita maschio, nemmeno da piccola. ricordo solo di aver avuto la passione per il corpo delle donne adulte (mi piaceva guardarle su giornali o in tv) oggi mi sembra di non riuscire a stare in mezzo alle altre persone e a sentirmi sicura di me. e non capisco se sia perchè ho accumulato ansie e fobie o perchè il maschio represso si è risvegliato e non si riconosce nel mio corpo decisamente femminile.
ho paura e non so cosa fare. la mia psicologa non mi dà diagnosi ma mi fa solo parlare, ma non mi sembra che riportare a galla da sola tutte queste cose del mio passato sia utile. vorrei solo essere me stessa. secondo voi dunque potrei essere affetta da disturbo dell'identità di genere? aggiungo che da quando sono piccola ho il complesso di essere grassa, perchè sono sempre stata definita "robusta" da tutti i famigliari e gli amici. ora sono in peso forma dopo aver perso 20 chili, e il mio corpo non mi spiace, ma a volte mi sembra di non sentirlo come mio.
attendo con ansia qualche consiglio
a presto
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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
>>> mi sono documentata e ho capito che le fantasie non sono per forza specchio di ciò che siamo nella realtà
>>>

Meno male che esiste ancora qualcuno refrattario ai luoghi comuni, come lo scontatissimo "i sogni son desideri".

Oltretutto le sue non sembrano "fantasie", bensì ansie. Il suo concludere con: "attendo con ansia qualche consiglio" mi sembra dica già parecchio.

Legga quest'articolo:

https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/790-e-se-fossi-omosessuale.html

Che rapporto ha con l'altro sesso? Ha un ragazzo attualmente, ha mai avuto esperienze con ragazzi?

Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
www.giuseppesantonocito.it

[#2]
Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 316 668
Cara Ragazza,
I consigli non servono a molto, le diagnosi si.
Molti utenti ci scrivono pensando e temendo di essere omosessuali, ma in realta' poi hanno un disturbo d' ansia o un doc,
Ma da qui' non si puo' fare diagnosi.
L' orientamento sessuale, non cambia da un giorno all' altro, valuti l' ipotesi di rivolgesri ad uno psicologo, per diagnosi certa del suo disagio e terapia mirata e risolutiva.
Ha avuto relazioni con l' altro sesso?
Se si ce ricordo custodisce?

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

[#3]
dopo
Utente
Utente
Con l'altro sesso ho sempre avuto un buon rapporto, ho sempre fatto amicizia con i ragazzi e ho sempre desiderato avere un fidanzato. ho avuto una grande delusione d'amore a 11 anni perchè mi ero innamorata di un ragazzo che non mi considerava minimamente (posso capirlo ripensandoci dopo così tanti anni)
a 15 anni mi sono fidanzata con un ragazzo che mi ha lasciata proprio ieri, verso cui ho provato forti sentimenti e con cui ho avuto la prima esperienza in tutti i campi, primo bacio, primo rapporto, praticamente primo "contatto". una storia durata 5 anni e mezzo. l'unica.

non so perchè ma ho fatto abbastanza fatica a lasciarmi andare, già all'epoca avevo molta insicurezza sul mio aspetto fisico. Nonostante questo ho sempre ricavato piacere dai miei rapporti, almeno, all'epoca così mi sembrava, ora mi pare di dubitare anche su questo (ho un dubbio cronico su tutto)

è stato l'unico. ammetto che comunque mi sono presa "cotte" per un paio di altri ragazzi anche mentre ero fidanzata, ma non ci davo importanza. sognavo spesso però un ragazzo che mi piaceva, e nei sogni potevo fare ciò che nella realtà non era lecito..

questo può influire?
[#4]
Dr.ssa Paola Scalco Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 4k 92 43
Gentile Ragazza,
può dirci perché è seguita da una psicologa?
Con lei è riuscita ad affrontare i temi che ha esposto a noi?

Il fatto di essere stata lasciata da poco dal suo ragazzo ha qualcosa a che fare con la sua ansia e i suoi dubbi?

Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
specialista in Psicoterapia Cognitiva e perfezionata in Sessuologia Clinica
ASTI-3315246947-paola.scalco@gmail.com

[#5]
Dr. Roberto Callina Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 1,3k 32 8
Cara ragazza,

premesso che sarebbe bene approfondire i suoi vissuti con la psicologa che la sta seguendo, onde evitare commistioni, credo che la sua domanda finale (<<questo può influire?>>) contenga già in sè una risposta.
Se ha sempre desiderato e sognato ragazzi che le piacevano e ha tratto soddisfazione dai rapporti che ha avuto, seppur con un solo compagno, non mi sembrano esserci molti dubbi al riguardo.

Non ho mai sentito, nella mia esperienza, di persone che dalla sera alla mattina si sono svegliate scoprendo di essere omosessuali.

Il processo di scoperta e di accettazione dell'omossessulità è decisamente più articolato e complesso.

A me sembra che nel suo caso si tratti di un pensiero di natura ossessiva.
Per quale ragione è in cura dalla psicologa? Si tratta di una psicoterapeuta?
Sa, per caso, che tipo di orientamento segue?

Un caro saluto

Dr. Roberto Callina - Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo
Specialista in psicoterapia dinamica - Milano
www.robertocallina.com

[#6]
dopo
Utente
Utente
sono seguita da una psicologa perchè dopo aver iniziato a soffrire dell'ossessione sull'essere lesbica ho deciso di rivolgermi a qualcuno, con i miei genitori non me la sono proprio sentita di parlarne.
la fine della storia con il mio ragazzo non c'entra, perchè ho iniziato a stare male tre mesi fa.
non capisco cosa mi stia succedendo e come ho già detto, il ripensare al mio passato in modo così ossessivo non mi aiuta, ma non riesco a farne a meno. non capisco più quanto io sia stata condizionata da quello che ho letto su internet, o quanto il mio disagio sia reale. ho paura di essere un trans... o di diventarlo! ma dentro di me non c'è un desiderio di cambiare sesso o cose del genere. non c'è un desiderio di farmi chiamare al maschile o di mettermi vestiti da uomo, di tagliarmi i capelli o chissà cos'altro.. però non riesco nemmeno più a essere come prima... quindi non capisco... scusate ma sono in crisi nera, ho conati di vomito e malditesta
[#7]
Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
>>> (ho un dubbio cronico su tutto)
>>>

E allora è probabile che il suo problema sia questo: un'ossessività di fondo che non solo la porta a dubitare di tutto, ma la fa stare male perché non riesce a trovare certezze.

Dubitare è una virtù, è il non poter fare a meno delle certezze che è patologico.

Se l'ipotesi fosse corretta, avrebbe perfettamente ragione a dire:

>>> da tre mesi sono vittima di un disturbo ossessivo che credo però essere stato presente da molto prima
>>>

L'ossessività cambia faccia e si presenta in tanti modi diversi e mutevoli, ma è quella che va trattata, più che l'apparenza del momento (ad es. la paura di essere lesbica).

Se ha letto l'articolo che le ho suggerito dovrebbe capire meglio.
[#8]
dopo
Utente
Utente
grazie dottore, l'articolo l'ho letto, ma non rispecchia più la mia paura. forse se esistesse un articolo uguale sul dubbio sull'identità di genere mi rassicurerei... o forse no?
per voi non è lecito pensare a quei sintomi e a una possibile amnesia volontaria di quando ero piccola?
[#9]
Dr. Roberto Callina Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 1,3k 32 8
<<forse se esistesse un articolo uguale sul dubbio sull'identità di genere mi rassicurerei... o forse no? >>

Potremmo anche scriverne uno uguale sostituendo le parole ma credo che non servirebbe comunque a rassicurarla.

Provi a leggere questo:

https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/895-la-trappola-delle-ossessioni.html

Non parla di identità di genere, o del timore di essere lesbica ma può farle capire come funzionano i pensieri ossessivi.

Un caro saluto
[#10]
dopo
Utente
Utente
la ringrazio, che ci crediate o no ho già letto tutto il leggibile sul web ma non riesco a venirne a capo lo stesso... forse le ossessioni sono troppo forti, o forse non accetto la realtà. se sapessi solo cosa vuol dire... uno psichiatra mi aiuterebbe meglio secondo voi?
[#11]
Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
>>> l'articolo l'ho letto, ma non rispecchia più la mia paura. forse se esistesse un articolo uguale sul dubbio sull'identità di genere mi rassicurerei... o forse no?
>>>

Sarebbe la stessa cosa, perché per definizione l'ansioso che ha bisogno di rassicurazioni non si cura dandogli rassicurazioni: si cura aiutandolo a non aver più *bisogno* di essere rassicurato.

Gliel'ho detto prima: se lei è ossessiva, oggi è la paura dell'identità di genre, domani di poter ammazzare sua madre, domani l'altro d'investire qualcuno in auto, poi di prendere l'Aids usando il bagno di un aeroporto... la fantasia è ciò che non manca alle ossessoni.

Ma sempre di ansia si tratta, ed è *quella* che va curata, non la manifestazione del momento.
[#12]
Dr. Roberto Callina Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 1,3k 32 8
<<che ci crediate o no ho già letto tutto il leggibile sul web >>

ci crediamo, ci crediamo.
Infatti questa è una caratteristica del disturbo ossessivo: la ricerca continua di informazioni e rassicurazioni. Il problema è che più trova rassicurazioni e più la sua mente trova il modo di aggirarle e di concentrarsi sul pensiero ossessivo.

Una terapia farmacologica potrebbe essere utile da affiancare alla psicoterapia soprattutto nelle sue fasi iniziali; dovrebbe però valutarla parlandone con la sua psicologa.
Non mi ha detto se si tratta di una psicoterapeuta e che tipo di approccio utilizza, se lo sa.

Un caro saluto
[#13]
dopo
Utente
Utente
si è una psicologa psicoterapeuta a orientamento breve e strategico e consulente in sessuologia clinica. l'ho conotattata via internet e con lei mi sono trovata a mio agio da subito, anche se ormai non ho più fiducia neanche nella terapia e ho solo più voglia di prendere farmaci. che però mi sa non potrà prescrivermi lei.
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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
Scusi, ma sarebbe molto strano se una psicoterapeuta a orientamento breve strategico la "facesse solo parlare" e "riportare a galla da sola tutte queste cose del mio passato" come ha detto.

Vuol dire che non avrebbe ricevuto compiti specifici da eseguire fra una seduta e l'altra?
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Dr. Roberto Callina Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 1,3k 32 8
<<ho solo più voglia di prendere farmaci. che però mi sa non potrà prescrivermi lei.>>

naturalmente non potrà prescriverli lei ma potrebbe consigliarle un collega psichiatra cui rivolgersi. La terapia farmacologica va comunque monitorata anche da un punto di vista psicologico; pertanto, visto che non assumeva farmaci al momento della presa in carico, sarebbe bene concordare tale aspetto con la sua terapeuta.

Se si tratta di una terapia breve strategica, mi pare strano che la faccia solo parlare...
Ne è certa?

Un caro saluto
[#16]
dopo
Utente
Utente
si, mi ha chiesto di compilare uno schema in cui devo scrivere ora, giorno, emozioni che provo e contenuto dei pensieri, e all'inizio mi aveva fatto scrivere tutti i motivi che secondo me mi portavano a essere fissata sui miei pensieri.

lo schema ho smesso di compilarlo perchè tanto i pensieri ce li ho dalla mattina alla sera, credetemi, anche mentre scrivo qui al pc, mentre mangio, mentre parlo con gli amici. la mia capacità di concentrazione è azzerata, le mie emozioni pure, non penso più a nulla se non a quello. mi sveglio anche di notte, il contenuto è sempre lo stesso e le rassicurazioni mentali anche.
infatti oggi ho avuto una crisi mai avuta prima. ho iniziato a cercare mie foto di quando ero piccola, per vedere se ricordo qualcosa, ho cercato di ricordare il ricordabile ma ad oggi la mia vita è nulla. stasera cercherò di parlarne con i miei genitori.
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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
Da ciò che dice e con tutte le cautele di un consulto a distanza, i compiti che ha ricevuto potrebbero non essere stati i più adatti. Specialmente il primo, ma forse anche il secondo.

Per quanto tempo li ha fatti?
Quante sedute ha fatto finora e in quanto tempo?
Dopo aver iniziato a farli, ha riportato alla dottoressa i risultati?
Che cosa le ha risposto, di continuare a farli o di fare altro?

Non mi è ancora chiaro inoltre in che senso dicesse "mi fa solo parlare" e "riportare a galla da sola tutte queste cose del mio passato".
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dopo
Utente
Utente
Ho fatto una seduta alla settimana, la prima è stata 6 settimane fa, alla fine di aprile.
ho fatto il primo compito (spiegare a cosa servono i pensieri ossessivi) già subito dopo la prima seduta, e consegnato i risultati due sedute dopo.
poi lo schema l'ho fatto dalla quinta seduta, l'ho consegnato la seduta successiva, cioè la scorsa settimana. la terapeuta mi ha detto di continuare a fare lo schema.

ma come ho detto, essendo i pensieri così invasivi non riesco a continuare perchè se no sarei sempre lì. devo dire che l'ansia fisica (sensazione di affanno) è calata rispetto all'ossessione iniziale, ma adesso la mente viaggia proprio per conto suo.
infatti non so cosa fare, anche perchè la prossima seduta sarà la prossima settimana.
penso di essere affetta da depersonalizzazione. passo molto tempo a controllarmi la pelle e a grattarmi via punti neri, brufoli, croste. già da prima delle ossessioni.

sono disperata.
[#19]
dopo
Utente
Utente
dico "riportare a galla le cose del mio passato" perchè tra una seduta e l'altra mi ha fatto riflettere su alcuni termini che sono venuti fuori in seduta. riguardo al rapporto con mio padre, a come vivevo da piccola. per esempio riflettere su che rapporto ho con le emozioni, riflettere sul concetto di protezione, e poi non ricordo nemmeno.
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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
Ha detto alla dottoressa che ha smesso di fare le prescrizioni?
[#21]
dopo
Utente
Utente
si e lei si è un po' irritata dicendo che devo continuare perchè potrebbe essere utile
ma come ho detto io non ci riesco più, anche se a lei ho detto che avrei provato a continuare.

sono in alto mare perchè non ho più passatempi, se no almeno cercherei di fare qualcosaltro, ma non mi riesce nula...
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Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 298 182
>>> sono in alto mare perchè non ho più passatempi
>>>

Benissimo, allora faccia le prescrizioni che le sono state assegnate.

Altrimenti, se non le farà per un tempo sufficiente alla dottoressa per capire se sono efficaci o no ed eventualmente correggere il tiro, starà sprecando tempo e soldi.

La cura in TBS dell'ansia si basa sull'esecuzione da parte del paziente delle prescrizioni assegnate. Se questo non avviene la terapia non può avere successo.

Forse la collega ha cambiato direzione e sta adottando un approccio diverso con lei, più discorsivo, ma è possibile che non sia il più adatto dato il problema che ha descritto.

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