Sensazione di insoddisfazione profonda

Buonasera! Sono un ragazzo di 18 anni e da anni ormai (soprattutto d'estate) soffro di questo disturbo. Lo definirei profonda insoddisfazione, inappagamento, ma anche svogliatezza e noia. Ho l'abitudine di gettarmi in progetti a volte mastodontici (vacanze in gruppo, acquistare animali, fare spedizioni naturalistiche, scrivere romanzi, improvvisare corti cinematografici) cose che ideo con i miei amici più stretti, ma che non riusciamo mai a realizzare per scarsità di partecipazione di altri, e ciò non fa che creare insoddisfazione. Vivo un pò dell'idea che ogni giorno deve essere unico, che finchè si è giovani è giusto vivere appieno la vita, vivere avventure, intraprendere viaggi, imprese, e rendere ogni cosa epica. Tuttavia molti amici, pur condividendo questo, appaiono con poca iniziativa, e mi ritrovo sempre io a fare da motore delle cose, solo e senza collaborazione. Inoltre c'è da dire che quelle poche volte che riusciamo a andare in fondo alle cose, è più la fatica che ci ho messo a organizzare e "trainare" che non la soddisfazione di quello che ho fatto, e tutto diventa più un dovere che un piacere.
Vorrei tornare come un tempo, a godermi le piccole cose, a essere tranquillo e spensierato, senza inutili paranoie e sogni che molti definirebbero irrealizzabili. Non so a cosa sia dovuta la mia situazione, forse una convinzione sbagliata, o una patologia seria (ma non voglio prendere farmaci o andare da uno psicologo, visto che non farei altro che far preoccupare i miei familiari). Tuttavia, di idee ne ho provate molte, dall'omeopatia allo scansare i pensieri, ma alla fine mi ritrovo sempre così: con grandi progetti e solo nel portarli avanti, spesso senza successo. Mi sembra talvolta di vivere in una boccia di vetro, e quando vedo i miei amici accontentarsi di giornate vuote, noiose, banali, mi pare che stiano sprecando tempo e vita. E io non voglio farlo, e ciò mi porta alla ricerca frenetica di qualche evento speciale da organizzare, pur lottando contro le ombre.
Avete mai fronteggiato un simile caso? Mi occorrerebbe davvero una soluzione, per godermi ciò che ho e non farne un dramma se non posso "vivere i sogni e le avventure", poichè che talvolta sono visto come una mosca bianca. Ho ipotizzato che se trovassi qualcuno che potesse sostenermi nei miei progetti (e forse se avessi qualcuno proprio come me con cui parlare) forse questa cosa si "sgonfierebbe" e non sembrerebbe un problema enorme come lo vedo io, ma non so se sia una soluzione.
Attendo una vostra cortese risposta.
Vi ringrazio.
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Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Gentile ragazzo,
Lei giustamente vorrebbe essere capito e non vorrebbe che noi le si dicesse di andaee da uno psicologo.
Purtroppo invece temo di doverglielo dire. Non perche' lei sia malato ma perche' si percepisce nel suo modo di narrarsi qualcosa che non va, qualcosa che la porta a dovere gestire lei sempre e con energia le cose.
Tutto questo ha una ragione un retroscena che la riguarda, che riguarda la sua sfera affettiva e con cui prima o poi dovra' confrontarsi.
Comnci a mettere in cantiere questa 'impresa'. Sua. Necessaria a Lei. Alla sua vita.
Cordialmente

Dott.a FRANCA ESPOSITO, Roma
Psicoterap dinamic Albo Lazio 15132