Gelosia molto complicata

Gentili dottori,
è successa nella mia vita una situazione impensabile, ma come diceva anche Pirandello nella vita reale succedono cose che la fantasia spesso non arriva ad immaginare. Convivo con un uomo separato che ha avuto due gemelle dalla precedente unione che ora hanno 7 anni. Io non ho figli, ho 30 anni e lui ha 10 anni più di me. Io sono stata molto gelosa del fatto lui avesse condiviso l'esperienza di avere figli con un'altra donna ma, focalizzandomi sul rapporto con le bambine in sè (non in quanto figlie di), ho superato con grande sforzo il mio dolore.
Rimane tuttavia la gelosia verso questa ex moglie. Lei è stata molto male in passato per la separazione tanto che io, che stavo seguendo una psicoterapia, ho pensato ai tempi (due anni fa) di dare al mio compagno i riferimenti telefonici per poter aiutare questa donna. Purtroppo il mio dottore ha inviato la ex del mio compagno da un collega e tale ex ha iniziato a dire tutta una serie di bugie sul mio compagno (tipo che veniva picchiata ecc), oggi smentite e giustificate dal lei col fatto che in quel periodo non stava bene. Il mio dottore, venendo io da una storia brutta precedente, è venuto a sapere dal collega queste voci e non le ha minimamente prese con le pinze, parlandomene come dato di fatto e intervenendo in maniera massiva nella mia terapia (so che sembrano cose dell'altro mondo ma è andata così, forse complice l'affetto per me e il voler "togliermi" il più presto possibile da una situazione considerata a rischio). Essendo cose non vere, hanno praticamente causato la rottura col mio psicoterapeuta inficiando in parte il lavoro fatto (dopo quest'evento ho sofferto per un anno di una depressione strana, ho cercato di riparlarne col mio dottore, cercando di cucire la ferita ma il rapporto sembra essere purtroppo rotto dopo questi episodi). Ora mi ritrovo due gemelle che stanno finalmente bene dopo periodi duri causati anche dal non star bene della madre. E una madre che è rifiorita nella sua psicoterapia, che sta bene e si è rifatta una vita. Io, pur essendo contenta per le bambine, non riesco a superare quello che mi è successo e penso che per fare del bene ho perso quel rapporto che mi stava facendo bene e sono doppiamente gelosa di lei, per il fatto di aver avuto le gemelle e per il fatto che se la psicoterapia per lei è stata un successo io ho perso tutto. La ex ovviamente non sa di questo scambio tra colleghi di cose riguardanti quello che diceva nel setting privato perchè allora ho avuto il buon senso di tenere le crisi per me, c'erano due gemelle di 5 anni di mezzo e se lei saltava la psicoterapia queste due bambine rischiavano. Ora io sto male, perchè così tanto secondo voi? Non capisco più... non mi consola aver fatto tutto a fin di bene, non sto bene nel ruolo di cenerentola e ho paura di non poter più riavere fiducia in uno psicoterapeuta, mi è anche difficile salvare il "bene" che c'è stato, alterno rabbia a riconoscenza, risentimento.... vi ringrazio per l'aiuto.
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Dr. Daniela Benedetto Psicologo, Psicoterapeuta 187 4 12
Gentile sig.ra normalmente non vengono utilizzate informazioni riferite da terze persone nè tanto meno da consulti con altri colleghi se non esplicitamente autirizzati o implicitamente se compatibili con il trattamento in atto.
Il comportamento del professionista in questione, che lei riferisce, è davvero particolare.
Senza voler entrare nel merito in quanto non abbiamo elementi sufficienti per valutare io credo che lei ora abbia generalizzato la questione forse influenzata da vissuti di inadeguatezza e inferiorità.
"Io sono stata molto gelosa del fatto lui avesse condiviso l'esperienza di avere figli con un'altra donna ma, focalizzandomi sul rapporto con le bambine in sè (non in quanto figlie di), ho superato con grande sforzo il mio dolore. "
Dalla frase riportata sopra sembra che lei abbia a priori deciso di non poter essere madre o meglio condividere questa esperienza con il suo compagno facendo un vostro figlio. Si è presa poi carico della salute delle bambine e della madre. Lodevole ma in cambio di cosa?
Io credo che sia partita con il piede sbagliato e cioè svalutando i propri desideri,mettendo a rischio la propria psicoterapia (fornendo come prima chance il nome del proprio terapeuta) ecc.
Rifetta su questi aspetti anche alla luce di non arrendersi riguardo alla possibilità di iniziare un altro percorso psicoterapeutico e quanto questa volta possa fare lei qualcosa per se stessa, arginando meglio i confini rispetto al farsi carico delle "pene" altrui.

Dr.ssa Daniela Benedetto
Psicologa e Psicoterapeuta a Roma
tel. 3396306112 www.danielabenedetto.it
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dopo
Utente
Utente
Gentile dottoressa Benedetto,
lei centra un punto dolente per me e, tra gli altri, motivo di richiesta di psicoterapia, una certa tendenza a condotte depressive nella vita. Tuttavia, avendo fiducia nel mio psicoterapeuta, non pensavo che un invio giustificato per benessere dei minori (non per la persona in sè a me sconosciuta) potesse essere gestito così ahimè male.
Purtroppo sono venuta a sapere bruscamente della tendenza ad un certo scambio di informazioni tra colleghi, di cui potevo immaginare l'esistenza ma non il fatto di venirne a conoscenza. Da una parte ho apprezzato il tentativo del mio medico di parlarmi senza mezzi termini di qualcosa di cui era venuto a conoscenza ma questo ha provocato in me una grande delusione e rabbia, perchè di fatto le parole di una sconosciuta con seri problemi mentali (parole di medici) sono state prese senza pinze, e fatte valere più di quello che emerge dal rapporto con la mia persona, dopo una terapia già di 5 anni. Penso che ci siano errori ed errori, e solo ultimamente il mio dottore ha affermato di aver sbagliato ai tempi. Tuttavia il rapporto, sebbene mi sia sforzata di recuperare, è compromesso dal fatto non riesco a dare fiducia, è un qualcosa di irrazionale che mi porta ad avere crisi d'ansia nei colloqui che ho tentato di fare per riprendere rapporto.

Sto cercando, dopo un anno, di capire se posso fidarmi di qualcun altro ma per molto tempo ho pensato che fallito quel rapporto per me non c'era più speranza.

Per la mia famiglia, non ho escluso il fatto di avere un figlio mio, tanto da aver smesso la pillola da mesi. Tuttavia sento di nutrire sentimenti negativi che vorrei risolvere per poter vivere una gravidanza non inficiata da questa situazione emotiva.

Un'altra cosa da dire è che questi fatti sono accaduti quando stavo già in condizioni psichiche migliori, quindi poi sono riuscita in molti aspetti della mia vita nonostante la separazione ma mi accompagna, anche nei sogni, la sensazione sgradevole di qualcosa che non si è risolto bene e so bene quanto sia delicato e importante il momento della separazione.

Io vorrei parlarne con un altro specialista ma ho paura che si dia per scontato il fatto che un collega non possa sbagliare, anche se questo conoscere informazioni mi sembra già un qualcosa che possa inficiare una fiducia profonda.

La ringrazio per la gentile risposta.
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Dr. Daniela Benedetto Psicologo, Psicoterapeuta 187 4 12
Io credo che un collega possa accogliere serenamente quanto lei racconta, il commento è escluso, sia nei suoi confronti che nei confronti del collega. Al di là di quello che riferisce poi si andrà a lavorare proprio sulla fiducia e sul significato che l'esperienza con il primo terapeuta le ha ri-attivato. Io credo che la "fiducia" sia uno degli aspetti di base da affrontare. Deve ricominciare da questi vissuti per riprendere l'analisi delle dinamiche interrotte.
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dopo
Utente
Utente
La ringrazio molto,
penso che la fiducia sia stata minata non tanto dal fatto che il collega abbia agito non nel migliore delle sue possibilità (che riconosco e che sono reali) ma per il fatto che abbia sminuito e solo dopo un anno affrontato la questione. Così mi sono sentita presa in giro.
Penso che la gelosia per la ex si sia complicata perchè in qualche modo si colleghi a questa frattura con lo psicoterapeuta, anche se non riesco bene ad individuare il come e perchè, è una sensazione a pelle. Forse con una nuova psicoterapia potrò affrontare queste dinamiche, anche se rimangono i dubbi e sento un forte senso di fatica all'idea di dover affrontare, spiegare. Comunque anche questo confronto con lei "virtuale" mi ha permesso di capire che non troverò giudizio ma magari comprensione.

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