Quale specialista?

Salve
Scrivo in questa sezione non tanto per avere una consulenza (che però sarebbe gradita se possibile), ma per avere un suggerimento per sapere in che direzione muovermi.
Cerco di sintetizzare:
Soffro di ansia e lieve depressione (diagnosi Ansia Generalizzata), ipocondria,
Sto assumendo da più di un mese 14 gocce di Citalopram, dopo essere stato da metà luglio a 10 gocce, quindi è già un pò di tempo che assumo il farmaco.
Più o meno in contemporanea con l'assunzione delle 10 gocce di Citalopram ho assunto (sempre su indicazione dello specialista) 8-9 gocce di Xanax al mattino e 5-6 al pomeriggio, dosi minime.
In contemporanea con la partenza per le vacanze estive a fine luglio (quindi un evento per me ansiogeno) cominciavo ad avvertire un senso di sbandamento fastidioso ma sopportabile. Il fatto è che questo senso di sbandamento non solo non si è attenuato ma sta addirittura peggiorando.
Il senso di sbandamento non è rotatorio nè soggettivo nè oggettivo, è un senso di movimento come se fossi appena sceso da una barca. A volte ho l'impressione che alcuni oggetti si muovano lentamente mentre in realtà sono ovviamente fermi. A volte, stando seduto, ho l'impressione di "precipitare" come se mi mancasse d'improvviso il pavimento sotto.
Per la precisione aggiungo che a volte (in media una volta a giorno) avverto un dolore ai lati del collo, come se fossero doloranti (ma preciso: senza gonfiore) le ghiandole linfatiche, o comunque un dolore sordo ai lati del collo, non so se possano essere veramente le ghiandole linfatiche.
Negli ultimissimi giorni oltre al senso di sbandamento sto avvertendo anche nausea e a volte brividi.
Ho eseguito:
Visita otorino con esame vestibolare, che ha escluso problemi all'orecchio, lo specialista mi parlava di "dizziness".
Esami del sangue, tutto nella norma, non ho eseguito però gli esami VES e PCR, non so se possano servire.
Visita cardiologica e ECG tutto nella norma,
Nelle ultime settimane sto scalando (anche su indicazione dello specialista) lo Xanax e ad oggi lo assumo veramente in dosi minime da placebo, 4 al mattino 2 al pomeriggio e tra qualche giorno voglio toglierlo del tutto, poichè l'umore è migliorato già da diverse settimane e inoltre non avverto più quei "picchi" di ansia che avevo in passato
Ora, dopo questo papiro, chiedo:
A quale specialista rivolgermi per questo sbandamento, sinceramente non so come orientarmi.
Se sia un fatto di “astinenza” da Xanax, anche se il mio specialista lo escluderebbe considerato la dose bassa, ma io ho letto che assuefazione e quindi richiesta dell’organismo di farmaco sotto forma di “astinenza” può verificarsi anche a basse dosi, anche considerando che vertigini, nausea e brividi sono riportati come sintomi di astinenza da Xanax.
Se invece dovesse dipendere dal Citalopram, ma questo senso di sbandamento è iniziato quando ero a regime a 10 gocce e quindi prima del passaggio a 14 gocce.
Se invece rivolgermi a endocrinologo, o addirittura oncologo per il sordo e leggero dolore che a volte avverto ai lati del collo.
Se invece rivolgermi ad un neurologo.
Quali altri esami eseguire in previsione della visita specialistica? RMN solo dell’encefalo e collo o anche tutto il tratto superiore? TAC? Altri esami medici?
Grazie per aver letto il mio lungo messaggio
[#1]
Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
Gentile Utente,

di esami ne ha fatti tanti, insieme ai farmaci sta facendo anche un trattamento psicoterapico? Le terapie integrate sono indicate per questo genere di disturbi e in genere hanno un'efficacia maggiore.

Per i dubbi sui farmaci deve chiedere necessariamente al medico che li ha prescritti. Se intende fare altri esami, provi a consultarsi con il suo medico di base.





Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Psicoterapia Psicodinamica
www.psicologoaviterbo.it

[#2]
dopo
Utente
Utente
Grazie mille per la risposta
In effetti seguo anche una psicoterapia TCC. Il mio psicoterapeuta non ha dato troppo peso al mio malessere; c'è da dire però che l'ultima volta che ci siamo visti, un paio di settimane fa, il senso di sbandamento non era cosi intenso come negli ultimi giorni.
Non so cosa pensare.
Preciso che ho inviato la mia richiesta di consulenza per escludere cause fisiche, voglio eseguire tutti gli accertamenti possibili per escludere appunto patologie fisiche e chiedevo se, oltre agli esami fatti, siano possibili altri esami in base ai miei sintomi.
Intendiamoci: non che mi diverta a fare esami e tantomeno ho soldi da spendere, ma (ad esempio) se hai mal di testa ti rivolgi ad un centro cefalee o un neurologo, se hai male ad un ginocchio ti rivolgi ad un ortopedico. Personalmente nella fase in cui mi trovo non so a quale specialista rivolgermi o quale altro esame effettuare.
Copio dalla risposta <<Le terapie integrate sono indicate per questo genere di disturbi e in genere hanno un'efficacia maggiore.>>
Quindi lei ritiene che sia più un malessere psicologico che fisico?

[#3]
Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
Gentile Utente,

>>Quindi lei ritiene che sia più un malessere psicologico che fisico?<<
questo non posso saperlo, ma visto che gli esami che ha fatto hanno dato tutti esito negativo rimane l'ipotesi della "somatizzazione".

L'ansia si può manifestare in diversi modi spesso con sensazioni fisiche di malessere. Se aggiungiamo questo al suo timore di avere una qualche patologia di ordine medico, ecco che il sintomo si autoalimenta.

Non posso suggerire altri esami perché non sono un medico.





[#4]
Dr. Antonio Vita Psicologo, Psicoterapeuta 708 23 44
Gentile Utente,

Io potrei suggerire di andare dal suo medico e discutere con lui se è il caso di effettuare esami dei vasi del collo (eco-doppler). Mi pare che non siano stati fatti.

Poi si vedrà se è il caso anche di fare una Risonanza Magnetica che lei ha citato.

Per il resto mi pare che Lei abbia fatto di tutto.

Che dice il suo psicoterapeuta dei farmaci che prende?
Che percorso state facendo?
Riguardo la sua vita, mi pare che lei non dica molto. E' felice? sereno? Che lavoro svolge? E' sposato, ha figli?Sto rileggendo per vedere se l'ha detto. Mi pare di no.
L'ipocondria è piuttosto problematica, ma ci si riesce a alleviarla e a farla scomparire.

Magari ci risentiamo.

Cordiali saluti ed auguri



Dott. Antonio Vita
62019 - Recanati (Mc)
antonio.vita@psicovita.it
sito web: www.psicovita.it



[#5]
dopo
Utente
Utente
Grazie per la risposta
Dunque, nel mio caso psicoterapeuta di tipo TCC e psichiatra coincidono in quanto il mio specialista fa entrambe le cose.
Devo dire che a livello di umore le cose sono sicuramente migliorate, invece questo malessere a livello fisico si sta "evolvendo": prima era una confusione mentale, una sorta di pesantezza, adesso sta prendendo piede sotto forma di vertigini e anche di uno strano fenomeno che ho dimenticato di riportare: una sorta di "calore" al viso ed alle orecchie, come se fossi accaldato, ma in realtà non lo sono.
Il mio psicoterapeuta ha affermato che mi concentro troppo su questi sintomi e li autoalimento, ma, ripeto, nelle ultime settimane il senso di sbandamento è aumentato e anche questo senso di "calore" per questo motivo volevo escludere cause fisiche.
Una volta escluse cause fisiche (con esami che non ho ancora fatto) posso allora pensare che siano somatizzazioni di ansia e forse tranquillizzarmi un pò.
Il problema (di cui sono cosciente e abbiamo discusso in psicoterapia) è che voglio avere risposte precise sui malesseri che provo, ancora non riesco a "lasciare andare" le cose, a non pensarci, c'è una parte di me che dice "Voglio sapere se posso escludere cause fisiche e se è una causa fisica voglio sapere qual è". Spero di essermi spiegato.
Felice? Non sono certo pessimista ma credo che la felicità esista solo nelle favole.
Sereno? Direi di no, la causa della mia ansia è paradossalmente la vita familiare (con moglie e due bambini), una parte di me non accetta completamente di fare la vita che faccio, sono una persona tendenzialmente tranquilla, mi piacerebbe rilassarmi di più, dormire di più, non sentire troppo la "pressione" della vita familiare. Intendiamoci, adoro i miei bambini, ma la tranquillità che vorrei non è tanto raggiungibile in questo momento. Ma su questo potrei lavorare su me stesso (come sto già facendo in psicoterapia). Il problema è che sull'ansia derivante dallo stress familiare che provo vado ad innestare altri problemi e mi faccio mille domande sulla mia stessa ansia "E adesso cosa è questo tremore?" "Perchè quest' ansia non mi passa?" "La settimana scorsa non stavo cosi" "Ma questi sintomi saranno ansia o il farmaco che prendo?" e cosi via. Quindi aggiungo ansia su ansia. Rimugino troppo sulle cose, lo so.
Ma, ora come ora, invece di rimuginare continuamente (quindi senza avere risposte) sui sintomi di sbandamento e altri malesseri che ho scritto nei precedenti messaggi, ho preferito attivarmi per escludere cause fisiche. Quando sarò sicuro di poter escludere cause fisiche, potrò magari tranquillizzarmi e lavorare sull'ansia.
Poichè, evidentemente, c'è una parte di me che non accetta che questi sbandamenti cosi "strani" e altri malesseri possano dipendere solo dall'ansia. Ecco in sintesi il motivo delle mie richieste.
Grazie mille per l'ascolto e per le eventuali risposte
[#6]
Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
Gentile Utente,

>>Il problema (di cui sono cosciente e abbiamo discusso in psicoterapia) è che voglio avere risposte precise sui malesseri che provo, ancora non riesco a "lasciare andare" le cose, a non pensarci, c'è una parte di me che dice "Voglio sapere se posso escludere cause fisiche e se è una causa fisica voglio sapere qual è".<<
difficile avere delle risposte precise su sintomi così generici come quelli da lei descritti.

Talvolta questi sintomi provengono da sensazioni del tutto naturali (fisiologiche insomma) e sono amplificate per il semplice motivo che per lei è più facile pensare a qualcosa di organico e tangibile, piuttosto che comprendere la vera natura del suo malessere.

L'uso del corpo come capro espiatorio esclusivo, potrebbe celare aspetti depressivi che andrebbero valutati insieme al suo curante, così come la presenza di un pensiero che tende ad essere ossessivo.

Da quanto tempo fa la psicoterapia?




[#7]
dopo
Utente
Utente
In realtà sono un paio di anni (cumulativi) che faccio psicoterapia di tipo TCC affiancato alla cura farmacologica.
Ho interrotto per un certo tempo poichè con la cura farmacologica stavo bene, non avvertivo il bisogno di fare psicoterapia, e quindi, anche d'accordo con il terepeuta, ho interrotto. In realtà, era il farmaco a farmi stare bene, infatti all'interruzione del farmaco ho avuto una ricaduta con gli stessi, identici, sintomi che avevo avuto in passato.
La psicoterapia mi ha aiutato a capire la causa della mia ansia, a capire meglio il mio modo di pensare, ma evidentemente la paura dei miei sintomi a livello fisico non sono stati risolti, magari un'altra persona non si concentra cosi tanto sullo sbandamento (ad esempio) che avverte o magari si attiva effettuando gli accertamenti del caso, senza andare in ansia. Io invece mi concentro troppo sui miei sintomi e, molte volte, ci rimugino sopra, cerco sintomi simili sulla rete, ma in concreto non esco da questo circolo vizioso, e non faccio qualcosa di realmente utile a capire il disturbo.
Ecco che in questo caso mi sono attivato facendo esami medici e chiedendo se posso fare altro.
[#8]
Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
Gentile Utente,

i farmaci sono utili, ma a mio avviso dovrebbe iniziare a fare il punto della situazione e discutere con il suo curante gli obbiettivi raggiunti ed eventualmente programmare un percorso psicoterapico diverso con un'altro Collega (continuando la terapia farmacologica con l'attuale curante).

Tenga presente che due anni di TCC non sono pochi, anche in merito al suo status attuale, forse non molto diverso dall'inizio della psicoterapia.




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