Bambino paura dell'insegnante

Mio figlio di 9 anni, da diversi giorni, vive un profondo stato di angoscia verso un'insegnante particolarmente aggressiva (urla e maltratta a parole i suoi compagni di classe). La cosa particolare è che lui è molto bravo a scuola e questa insegnante lo adora, ma lui è terrorizzato all'idea che quando è nervosa con gli altri compagni,poi si possa rivolgere anche a lui con parole aggrssive (se per qualche motivo commette degli errori)... e questa cosa l'ha mandato in tilt...Oggi mi arriva la comunicazione che il bambino chiede troppo spesso di andare a fare pipì...Mio figlio mi ha raccontato che gli hanno chiesto la motivazione e lui ha dichiarato alle maestre che è un pò ansioso e quindi gli hanno consigliato, A LUI (e non a me), di prendere qualche "pasticca" per stare più tranquillo...A parte la gestione che dovrò avere con le maestre (da domani mattina mi farò viva con loro), chiedo a voi come posso tranquillizzare mio figlio, che metodo posso usare, visto che ha una pagella di primo quadrimestre di tutti 10,..ma che è adesso in profonda ansia e piange per la paura di ciò che gli potrebbe dire la maestra , se sbaglia!
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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
Gentile Signora,

suo figlio è evidentemente molto spaventato da una persona che lei definisce "particolarmente aggressiva": non si tratta quindi di un problema del bambino, ma di un problema oggettivo che riguarda l'intera classe.

E' normale che un bambino abbia paura di un adulto aggressivo che oltretutto riveste una posizione di potere nei suoi confronti ed è importante che lei - e magari anche il padre del piccolo - stia intervenendo tempestivamente per far presente la situazione.

Le suggerisco sicuramente di coinvogere anche gli altri genitori, perchè immagino che suo figlio non sarà l'unico alunno a risentire del clima presente in classe, e di parlare con il dirigente scolastico.

Il fatto di sapere che si sta interessando del problema sarà già di per sè di sollievo al bambino, che non si sentirà più solo di fronte a questa sgradevole e per lui spaventosa situazione: gli comunichi che si sta attivando in questo senso e che farà il possibile perchè la situazione cambi.

Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
www.serviziodipsicologia.it

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Dr. Magda Muscarà Fregonese Psicologo, Psicoterapeuta 3,7k 146 11
D'accordo con la Collega, le consiglio di farsi sentire presente e vigile dalla maestra e dalla scuola.. nessuno ama avere " grane", contemporaneamente diamo al suo dolce bambino rinforzi positivi e naturalmente anche un' educazione flessibile e serena..
Cioè , è ipotizzabile che il suo bambino si preoccupi molto di essere sempre bravissimo, e quindi tema ogni pur piccolo errore ?
Cosa ne pensa.. ?

MAGDA MUSCARA FREGONESE
Psicologo, Psicoterapeuta psicodinamico per problemi familiari, adolescenza, depressione - magda_fregonese@libero.it

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Dr.ssa Paola Scalco Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 4k 92 43
Gentile Signora,
tralasciando questo specifico episodio (è sempre difficile giudicare una frase estrapolata dal contesto e il modo in cui viene recepita può essere molto distante dalle intenzioni di chi l'ha pronunciata, per vari motivi), concentrerei l'attenzione su suo figlio, che Lei ha invece modo di osservare da vicino.

L'ansia rispetto alle sue prestazioni scolastiche è emersa solo in questi ultimi giorni o è una caratteristica che lo contraddistingue e ora si è solamente acuita?
Voi genitori come vi ponete nei confronti del suo rendimento? In casa si parla spesso di voti o si fanno confronti con altri compagni o fratelli/amici?
Ritiene che suo figlio sia eccessivamente perfezionista?
Come reagisce quando non ottiene i risultati che desidererebbe?

Saluti.

Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
specialista in Psicoterapia Cognitiva e perfezionata in Sessuologia Clinica
ASTI-3315246947-paola.scalco@gmail.com

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dopo
Utente
Utente
Lui è stato sempre il classico figlio "modello" (scolasticamente parlando e non solo)..con un carattere piuttosto introverso, ma determinato e autosuff in tutto,molto serio e affidabile, con parecchi amici. Consideri che lo chiamavano il "vecchietto" fin dai 3 anni. E' un bambino che ama la lettura/è curioso e si informa su ciò che non conosce e come dicono le insegnanti ha un'attenzione sempre costante che non cala mai nelle varie ore di scuola. Questo per dirle che va avanti da sè, a scuola..si organizza da solo per i compiti, li fa da solo e bene...L'ansia da prestazione l'ha sempre avuta (e se mi assomoglia un pò, continuerà ad averla)..talvolta mi dice che ha paura se per qualche motivo dovesse riportare brutti voti, per paura di come potrei prenderla..e io gli ho fatto capire che l'unico motivo per cui potrei rimanerci male, è che magari non ha studiato la lezione o per superficialità o per colpa della troppa TV che lo assorbe come una spugna...gli ho anche detto che può capitare di prendere brutti voti, perchè non si è capita bene la lezione,,,in questo caso si può provvedere e non c'è nulla di male...di confronti praticamente non ne facciamo (considerando che i voti sono sempre alti) Gli dimostriamo tutta la nostra gioia per i suoi profitti (ma come non farlo!)..Lui è perfezionista: eccessivo? Non lo so. so solo che lui adempie ai suoi doveri scolastici finchè non è sicuro di aver fatto tutto quanto richiesto..ripassa anche musica (materia facoltativa) all'inifnito finchè non gli riesce la canzone (anche contro la nostra volontà). Non lo so cosa gli abbiamo trasmesso. Ma credo che la cosa che lo spaventa ora, è il timore del rimprovero dell'insegnante...
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Dr.ssa Paola Scalco Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 4k 92 43
<<credo che la cosa che lo spaventa ora, è il timore del rimprovero dell'insegnante>>

Allora è su questo che dovete aiutarlo.
Nel senso che, probabilmente, questa sua tendenza al perfezionismo non ammette assolutamente deroghe e ciò che non è al livello elevato di standard che lui ha in mente, viene vissuto come un fallimento, seguendo la logica dicotomica (dannosa e pericolosa) del tutto-niente. Ma che fatica vivere così....
L'aiuto che secondo me dovreste fornirgli non sta tanto nell'impedire che le insegnanti lo rimproverino (anche se a mio avviso quella della pastiglia per l'ansia era una battuta e non un rimprovero), ma piuttosto nel far sì che lui acquisisca gli strumenti emotivi e psicologici necessari per tollerare quella eventuale esperienza con la conseguente frustrazione. Questo non solo per la sua attuale vita scolastica, ma come palestra per la sua vita futura.
Cercate alleanza in questo con gli insegnanti, in modo che lui impari a sdrammatizzare certe situazioni e smussare certe sue rigidità.


Concludo con alcuni ulteriori spunti di riflessione.

<<Lui è stato sempre il classico figlio "modello" (scolasticamente parlando e non solo)..>>
E se così non fosse stato o non continuerà ad essere?

<<talvolta mi dice che ha paura se per qualche motivo dovesse riportare brutti voti, per paura di come potrei prenderla>>
Non è che in realtà ciò che teme non sia il rimprovero della maestra o il brutto voto in sé, ma il timore di perdere il vostro amore se ciò accadesse, perché in questo modo si scosterebbe dall'immagine di figlio modello che avete di lui?



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Utente
Utente
Gent.ma Dott.ssa Scalco, Grazie!
I suoi spunti di riflessione sono domande che io mi sto facendo da tempo e sulle quali sto riflettendo...adoro mio figlio (come ogni mamma, immagino) ed essendo il mio primogenito ho riversato su di lui tante aspettative, tante ansie, tanto di tutto...esattamente ciò che non sto facendo con il mio secondogenito (completamente diverso dal primo)
...e talvolta mi chiedo: con il secondo siamo più "rilassati" noi genitori..o siamo più impegnati avendone già un altro, tanto da non sovra-caricare "tutto" sulla vita dei nostri figli...e così permettiamo ai secondi di vivere meglio la loro vita, meno condizionata?!?
non lo so...me lo chiedo/ci penso...non mi recrimino tante cose (dico la verità) perchè ho un figlio che mi invidiano in molte e io ne sono orgogliosa, ma ho paura che il suo carattere lo porterà a "soffrire" nella vita, quando si tratterà di affrontare le cose serie...
Grazie per il consiglio: dobbiamo provare a sdrammatizzare! Mi impegnerò...non so come, ma ci proverò..se avesse delle tecniche (anche semplici che si possano trasmettre attraverso questo canale) sarei ben felice di testarle!
Un cordiale saluto
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Dr.ssa Paola Scalco Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 4k 92 43
Gentile Signora,
dal momento che stiamo parlando di un bambino a cui non manca certo l'intelligenza, l'ironia può essere sicuramente un'arma adeguata ("Vai troppe volte a far pipì?...Vorrà dire che ti porterò dall'idraulico perché ti cambi qualche guarnizione ormai consunta!") per farlo riflettere sorridendo ed aiutarlo a ridimensionare le situazioni che vive con eccessiva ansia.
Anche le iperboli possono avere la stessa funzione: "Hai preso SOLO nove? Ti porteremo nel bosco come Pollicino e lì ti abbandoneremo per questo tracollo!"

Ciò che però sarebbe molto più importante è il vostro (da quanto scrive, mi pare principalmente il suo) atteggiamento: come in tanti altri ambiti, l'esempio vale decisamente di più di tante parole. La "rilassatezza" di cui parla in merito del secondogenito è ciò che potrebbe fargli vedere le cose da una prospettiva diversa. Non solo nei confronti delle sue esperienze, ma anche delle vostre.
Più i bambini sono piccoli, più "leggono" il mondo attraverso gli occhi dei genitori e se i genitori sottolineano prevalentemente sempre gli stessi aspetti (ad esempio, pericolosità, negatività, diffidenza...), essi avranno un'attenzione selettiva proprio su quello.
Concludendo e tenendo in debita considerazione la sua asserzione
<<...L'ansia da prestazione l'ha sempre avuta (e se mi assomiglia un po', continuerà ad averla)>>
penso che, prendendo due piccioni con una fava, il cambiamento più utile ed efficace per entrambi deriverebbe da un lavoro su se stessa.

Cosa ne pensa?
Ha parlato con gli insegnanti?

Cordialmente,

[#8]
dopo
Utente
Utente
Grazie ancora e tenterò di applicare i suoi consigli su di lui e su me stessa. Oggi lui è a casa con 39 febbre..forse covava già un qulache virus che lo ha reso ancora più "debole" negli scorsi giorni??... Le insegnanti mi hanno fissato un app la prox sett, poi le riferirò cosa ne pensano anche loro...Le auguro un buon week end. Ci risentiamo appena avrò avuto un confronto anche con loro.
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Dr.ssa Paola Scalco Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 4k 92 43
Tenga presente il suo obiettivo: essere d'aiuto per suo figlio, non solo per l'immediato, ma soprattutto per il futuro, non per una situazione circoscritta, ma per un discorso più ampio e complesso.
Questo significa anche non porsi nei confronti delle insegnanti come l'avvocato difensore del suo pupillo, partendo già da casa avendo in mente voci di corridoio o pregiudizi. Invece le ascolti e provi a mettersi nei loro panni: di sicuro anche a loro farebbe piacere avere tutti alunni modello come suo figlio, ma immagino che purtroppo non sia così...
Come scrivevo già prima, l'obiettivo comune (l'alleanza da costruire) è non solo l'istruzione del suo bambino, ma anche l'attenzione ad un'educazione emotiva che, tenendo conto della sua sensibilità, gli fornisca "l'armatura" adeguata per potersi muovere con maggior disinvoltura per il mondo che tra un po' dovrà affrontare con le sue gambe.

A presto.

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