Utente 292XXX
Mia nipote di 16 anni mi è affezionata e mi ha presa come punto di riferimento, oltre naturalmente ai suoi genitori. Anche per il fatto che non siamo lontanissime di età - ho 35 anni - e che io mi pongo a lei, consapevolmente, più come amica e complice che come figura educatrice, vedo che tende a stabilire con me un contatto, a farmi qualche piccola confidenza, mai troppo intima ma comunque per lei importante. D'altronde è una persona fondamentalmente riservata, non ama parlare di sè nè delle proprie emozioni.
Negli ultimi giorni mi ha colpita con una vera e propria rivelazione: durante uno scambio di messaggi mi ha nominato, con nonchalance, "la sua ragazza". Con altrettanta nonchalance io ho reagito, ho proseguito la nostra conversazione nel modo più naturale e coerente e lei mi ha spiegato che avevano litigato e che non era più la sua ragazza. Naturalmente mi ha intimato di non dir niente a nessuno!
Sono un pochino confusa su come comportarmi con lei. Ci siamo già viste e parlate diverse volte, l'ho portata sull'argomento anche de visu e lei volentieri mi ha risposto, poi altrettanto volentieri abbiamo parlato d'altro, senza più alcun accenno da parte sua. La rivelazione della sua omosessualità (???) è stata davvero inaspettata, ma il suo modo di gestire ora le cose con me mi lascia dubbiosa. Fa veramente come se nulla fosse, con un sangue freddo che mi sorprende. Ho in parte il dubbio che questa faccenda non sia vera, ma un suo modo di mettermi alla prova. Se così fosse, mi comporterò di conseguenza. Se invece mi ha raccontato la verità, vorrei da voi un consiglio, per quanto possibile, su come comportarmi con lei. Devo lasciar perdere sino a che non sarà lei stessa a tornare sull'argomento? O spingerla a riflettere sulle sue sensazioni? Mi sembra presto, a 16 anni, per avere le idee del tutto chiare in merito al proprio orientamento sessuale, o sono forse io un po' vecchio stampo?

[#1]  
Dr. Alessio Cammisa

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Cara utente buongiorno,
dalle sensazioni che lei ci comunica <Ho in parte il dubbio che questa faccenda non sia vera, ma un suo modo di mettermi alla prova.>
Non è detto che sua nipote sia davvero omosessuale, né tanto meno, se sia sicura del suo orientamento sessuale. Comprendo la sua confusione per via dell'inaspettata notizia e quindi il suo desiderio di fare urgentemente chiarezza ma questo sembra riguardare i suoi bisogni piuttosto che quelli di sua nipote che, per quello che ne sappiamo non sembra manifestare alcun disagio per il proprio orientamento sessuale né l'urgenza di doversene occupare.
Io credo che dobbiamo sempre fare attenzione a non confondere il nostro disagio con quello dell'altro. Un caro saluto.
Alessio Cammisa
Dr. Alessio Cammisa - Psicologo, Psicoterapeuta - Psicoanalisi, EMDR - www.alessiocammisa.it, tel. 379 107 6172; @psicologo.palermo.alcamo

[#2]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,
immagino che Lei sia rimasta "colpita dalla sua rivelazione". Non sappiamo (nè noi, nè Lei, ma forse neanche sua nipote stessa) se si trtaa di un temporaneo attaccamento lesbico, oppure della scoperta di un proprio orientaneto sessuale "diverso".
Per qualche chiarimento Le suggerisco la lettura di una mia news.

Gay e lesbiche: curarli per “normalizzarli”?

Per quanto riguarda Lei, suggerirei un atteggiamento di tranquillo ascolto.
Ricordi, in ogni caso, che Lei è una adulta e la nipote una adolescente, quindi tenga presente l'asimmetria relazionale e le responsabilità che ciò comporta.
Saluti cordiali.



Dr. Carla Maria  BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologia Clinica, Psicologa europea.
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[#3] dopo  
Utente 292XXX

Grazie per le risposte.
Dottor Cammisa, forse mi sono espressa male, in realtà non sento alcuna urgenza di chiarire la faccenda con mia nipote, solo il desiderio di affrontare in maniera adeguata questo argomento, che lei si è sentita di condividere con me.

Dottoressa Brunialti, lei ha centrato il punto ricordandomi la responsabilità che mi compete essendo io la persona adulta della situazione. Non mi è sempre facile dosare la complicità amichevole e scherzosa, a volte temo di esagerare, perdendo così credibilità e soprattutto non essendo all'altezza dell'aiuto che mia nipote mi richiede. Sono infatti convinta che la sua confidenza sia stata principalmente dettata dal desiderio di vedere la mia reazione (mia in quanto "portavoce" del pensiero della famiglia), quindi, in senso lato, una richiesta di aiuto per affrontare qualcosa che, ora come ora, occupa i suoi pensieri.

[#4]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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"... dettata dal desiderio di vedere la mia reazione (mia in quanto "portavoce" del pensiero della famiglia)", ma anche Sua personale.
In questo senso è sua la responsabilità personale. Ma vedo che già ci sta riflettendo.
Saluti cari.
Dr. Carla Maria  BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologia Clinica, Psicologa europea.
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[#5]  
Dr. Alessio Cammisa

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