Sms e terapia

Gentili dottori,
volevo chiedervi un parere rispetto al comportamento del mio terapeuta in merito alla gestione degli sms in terapia. Io purtroppo sono una di quelle pazienti che nei momenti di impulsività, in cui si sente sola, abbandonata, arrabbiata ecc scrive sms al terapeuta. l'ultima volta ho un po'esagerato e avevo paura che il mio terapeuta si arrabbiasse, al contrario mi ha detto che semplicemente non mi avrebbe più risposto (come invece aveva fatto in precedenza) perché è difficile dare risposte sensate per sms ma comunque io posso continuare a scrivergli in quei momenti, lui non mi risponderà e poi ne parleremo insieme per capire cosa mi succede. Ora io mi sento una sfigata a scrivergli senza aspettarmi una sua risposta, e quando in terapia cerca di essermi vicino io lo sento lontano e mi distacco. Non so, volevo sapere se secondo voi è una pratica usuale questa o se si riserva solo a pazienti un po' fuori di testa come me.
Grazie
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Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
Ogni psicoterapeuta ha un suo stile nel gestire la comunicazione sia nelle sedute che al di fuori di esse. Il Collega ha ragione quando dice che "è difficile dare risposte sensate per sms" e credo sia importante parlare in seduta di questi messaggi, ovvero del suo bisogno di inviarli. Se si tratta di impulsività, "compulsività" o timore della perdita vale la pena affrontare la cosa.

>>Ora io mi sento una sfigata a scrivergli senza aspettarmi una sua risposta, e quando in terapia cerca di essermi vicino io lo sento lontano e mi distacco.<<
questo argomento riguarda la relazione terapeutica.
Come si è sentita quando il Collega le ha detto che non le avrebbe più risposto?

Per lei è difficile affrontare il tempo che intercorre tra una seduta e l'altra?
Le sedute sono a cadenza settimanale?
Capita spesso che le sedute si prolunghino oltre il termine prefissato?





Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Psicoterapia Psicodinamica
www.psicologoaviterbo.it

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dopo
Attivo dal 2014 al 2014
Ex utente
Gentile Dott,
grazie per la sua celere risposta! Le sedute sono effettivamente a cadenza quindicinale perché si trova in una città diversa dalla mia e il terapeuta stesso ha sottolineano che probabilmente anche il tempo tra una seduta e l'altra è tanto. Purtroppo economicamente non posso però far diversamente..Devo dire che io penso spesso a lui, alla terapia, lo reputo molto in gamba e questo un po' mi spaventa., ho fatto fantasie sessuali su di lui sia all'inizio della terapia che ultimamente ma non perché vorrei davvero succedesse qualcosa..non ho avuto il coraggio di parlargliene.
Le sedute comunque durano sempre i classici sessanta minuti.
Quando mi ha detto che non avrebbe più risposto mi son sentita confusa..capisco le sue ragioni (nei momenti di "lucidità") ma mi son sentita come se mi concedesse un favore..mi sono sentita lasciata sola, un peso..e questo mi fa arrabbiare e sentire in colpa.
Parlavamo in ultima seduta di cosa significhi per me la vicinanza e io non ho saputo rispondere..non so se c'entra..
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Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
Nel suo caso sarebbe utile fare delle sedute a cadenza settimanale, probabilmente quindici giorni sono un lasso di tempo lungo e "tamponare" con i messaggi è comunque poco utile, indipendentemente dalle risposte del Collega. Anzi potrebbe essere controproducente, proprio come sta sperimentando attualmente.

Usare i messaggi la fa sentire in un'intimità maggiore con il Collega?

>>ho fatto fantasie sessuali su di lui sia all'inizio della terapia..<<
anche questo tema andrebbe affrontato in terapia. A volte le fantasie sessuali implicano un bisogno di vicinanza con l'altro e la frustrazione di questo bisogno (di vicinanza) la fa sentire abbandonata, proprio come succede con i messaggi.

A volte le capita di "confondere" attaccamento e sessualità nelle sue relazioni di coppia?






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dopo
Attivo dal 2014 al 2014
Ex utente
Gentile Dott.,
purtroppo non mi posso permettere di aumentare la frequenza..da una parte ne avvertirei il bisogno dall'altra mi spaventa l'idea di ritrovarmi dipendente come nelle terapie precedenti..ma forse lo sono già.
Per quanto riguardo le relazioni di coppia ..purtroppo non ne ho mai avute..e uno dei miei problemi..Ho avuto solo delle storie di una sera, soprattutto in adolescenza, in cui dovevo bere per non pensare al mio corpo , un unico rapporto sessuale tanto x togliersi il pensiero e poi quasi più nulla..da tantissimi anni. Solo una relazione di "ben"venti giorni in cui ero coinvolta ma mi sono defilata per paura di mostrarmi. Mi è capitato però di confondere attaccamento e sessualità quando la mia migliore amica si era fidanzata e temevo si allontanasse da me..ma non penso di essere lesbica. Però effettivamente ho la tendenza un po' a ossessionarmi..penso al mio terapeuta di continuo, lo cerco su internet ecc..
Posso chiederle cosa significa se uno confonde attaccamento e sessualità?
Grazie ancora per l'interesse.
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Gentile Utente,

ancora una volta La invito a parlare direttamente col terapeuta di tutto ciò, perchè quanto racconta contiene molto materiale su cui lavorare, per esempio -preso atto che Lei fa fatica a gestire l'impulsività- potrebbe diventare l'occasione per capire come gestire quei momenti.

Cordiali saluti,

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#6]
dopo
Attivo dal 2014 al 2014
Ex utente
Dimenticavo, sì effettivamente scrivergli sms mi fa sentire più in intimità con lui anche se in realtà gli scrivo sempre messaggi aggressivi e ho paura che si stufi di me. E dopo gli chiedo scusa.

Dott. Pileci, si è quello che cercheremo di capire, più che di gestire al momento a quanto ho capito cercheremo di comprendere cosa mi succede..
Grazie e mi scuso se son ripetitiva con le mie richieste.
[#7]
Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Tutto ciò che Lei fa fa parte del problema per il quale ci aveva già scritto in passato.
Ora è il momento di capire come spezzare questi comportamenti disfunzionali che probabilmente attua anche in altre relazioni significative.

Cordiali saluti,
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dopo
Attivo dal 2014 al 2014
Ex utente
Dott. Pileci, mi sembra che mi stia dicendo di non dare più fastidio qua..mi sbaglio?
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Sbaglia! Ora è il momento di capire come uscire dal problema davvero, perchè immagino che tutto ciò La faccia soffrire.

Cordiali saluti,
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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 316 668
Gentile Utente,
Disturbare o meno, non credo che questo sia il punto.
Probabilmente lei non sa gestire bene gli impulsi e le sue emozioni e così tende a scaricare aggressività ed altro, via sms.

Oltre all' inutilità della risposta da parte del suo terapeuta, mi sembra un bisogno da parte sua di accorciare le distanze e di occupare un "tempo ulteriore" non suo, che va ben oltre la seduta.

Ne parli con il collega, sarebbe utile che ne discutesse con lui, per capire come gestire questi impulsi.

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

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dopo
Attivo dal 2014 al 2014
Ex utente
gentile Dott Pileci ok mi sono sbagliata. Cosa intende per "uscire dal problema davvero"?

gentile Dott. Randone ne parlerò senz'altro anche col mio terapeuta..però effettivamente nelle sue parole trovo conferma della mia sensazione..cioè quella di rubargli del tempo ulteriore non mio..non so perché il mio vissuto fosse diverso invece quando mi rispondeva (comunque poche volte)..
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Intendo dire che, al di là della gestione degli sms col terapeuta, il problema è la Sua impulsività e il fatto di continuare a soffrire, quindi con lo psicoterapeuta dovrebbe capire come superare questo problema.
Quale tipo di psicoterapia sta facendo ora?
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Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
>>a una parte ne avvertirei il bisogno dall'altra mi spaventa l'idea di ritrovarmi dipendente come nelle terapie precedenti..ma forse lo sono già.<<
esatto, probabilmente è molto dipendente dal terapeuta e fare una seduta ogni quindici giorni non risolve il problema, è un po' come stare con un piede dentro e uno fuori. La dipendenza nasce da lei e il fatto di avere difficoltà nel costruire relazioni affettive stabili, contribuisce ad alimentare questa dipendenza dalla figura (forse idealizzata) del terapeuta.

>>..anche se in realtà gli scrivo sempre messaggi aggressivi e ho paura che si stufi di me.<<
come nasce questa "aggressività"?

>>..non so perché il mio vissuto fosse diverso invece quando mi rispondeva..<<
Il terapeuta che risponde ai messaggi fa un "lavoro extra", non previsto e non concordato (anche non retribuito). Se risponde ai messaggi collude con il suo bisogno di supporto, proprio per questo viene suggerito di fare una seduta a settimana.







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dopo
Attivo dal 2014 al 2014
Ex utente
Dott. Del Signore, sì lo so che non è l'optimum fare terapia ogni due settimane ma questo purtroppo, per motivi economici ed altri che non posso spiegare in questa sede, non può cambiare, né io voglio cambiare terapeuta perché al di là di tutto quando non sono in preda alla rabbia capisco e sento che è bravo e solido
L'aggressività forse nasce proprio dalla paura di dipendere e rimanere delusa per l'ennesima volta ritrovandomi sempre da sola con sempre meno fiducia di poter cambiare e costruirmi un futuro.
Volevo richiederle maggiori spiegazioni rispetto a quella sua domanda "A volte le capita di "confondere" attaccamento e sessualità nelle sue relazioni di coppia?"..cosa vuol dire se succede?da quello che ho scritto per lei mi succede? grazie ancora

Dott. Pileci, in realtà se lei mi conoscesse nella vita reale non sembro una persona poi così impulsiva, soprattutto negli ultimi anni mi sono molto raffreddata tanto da non riconoscermi più..ora con la terapia probabilmente stanno riaffiorando emozioni e dinamiche del passato che col mio "raffreddamento" avevo dimenticato.Non provare emozioni mi spegne, provarle mi spaventa e ho paura di fare una gran fatica per niente.
Grazie anche a lei
[#15]
Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
"Non provare emozioni mi spegne, provarle mi spaventa e ho paura di fare una gran fatica per niente."

Si faccia aiutare concretamente su questo aspetto.
Cordiali saluti,
[#16]
Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
>>A volte le capita di "confondere" attaccamento e sessualità nelle sue relazioni di coppia?"..cosa vuol dire se succede?da quello che ho scritto per lei mi succede?<<
solo un'ipotesi, ma credo sia importante comprendere che dovrebbe cercare un partner al di fuori del rapporto psicoterapico e lavorare in terapia su questo punto.






[#17]
dopo
Attivo dal 2014 al 2014
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Mi scusi Dott. Del Signore ma trovo poco rispettoso quello che scrive "credo sia importante comprendere che dovrebbe cercare un partner al di fuori del rapporto psicoterapico" e anche un po'maschilista e semplicistico.
Lo so anch'io che il mio terapeuta non è e non diventerà mai il mio fidanzato non è certo quello il punto. Il fatto che questa sua affermazione avvenga dopo che ho espresso le mie difficoltà sentimentali fa risuonare questa affermazione come un giudizio bello e buono.
Questo tipo di attaccamento, con qualche variabile semmai non sessuale, l'avevo anche per le mie terapeute di sesso femminile. Mi dirà di comprendere che le terapeute non sono mia madre. ..chi l'avrebbe mai detto ?!
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Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
>>Lo so anch'io che il mio terapeuta non è e non diventerà mai il mio fidanzato non è certo quello il punto.<<
in realtà questo è un punto importante. Comunque volevo semplicemente dire che la relazione psicoterapeutica è il prototipo sul quale si proiettano le relazioni interiorizzate e lo sviluppo di questa relazione durante la psicoterapia è importante per cambiare il modo in cui lei costruisce le sue relazioni affettive nel quotidiano.

Quello che lei prova le il suo psicoterapeuta si chiama "transfert" e spesso la risoluzione di questo diventa il nucleo centrale di alcune terapie.

Non era mia intenzione mancarle di rispetto, chiaramente il "maschilismo" non c'entra nulla.





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dopo
Attivo dal 2014 al 2014
Ex utente
Non capisco come funziona..cosa c'entra il sesso (inteso nel senso di fantasie sessuali) con le relazioni interiorizzate, nello specifico suppongo si riferisca ai genitori, in particolare al padre?
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Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
Sessualità e attaccamento fanno parte delle relazioni di coppia e dovrebbero essere integrate, ossia sussistere alla stessa maniera. Il sesso è semplicemente l'espressione di una emotività profonda associata al bisogno di cure e vicinanza (attaccamento).

Confondere sessualità e attaccamento può accadere e forse le sue fantasie sessuali sul terapeuta rappresentano proprio questo suo bisogno di vicinanza. I genitori chiaramente sono importanti perché sono il primo esempio tangibile per il bambino e di conseguenza guidano le future relazioni (amicali, di coppia ecc.).

Spero di averle chiarito un po' le idee.





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dopo
Attivo dal 2014 al 2014
Ex utente
Grazie, anche per non essersi arrabbiato.
Credo di avere capito ma mi resta il dubbio nella mia situazione specifica..i miei genitori non sono certo un esempio di sentimentalismo e sessualità..non capisco come si incastri il tutto.
Mi scusi se l'annoio.
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Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
>>..non capisco come si incastri il tutto.<<
nessuna noia, solo che il mezzo informatico non ci permette di approfondire più di tanto, perché il suo bisogno di sapere implica un lavoro più approfondito.

La scelta migliore rimane quella di parlarne con il Collega, facendo un passo alla volta e dire semplicemente ciò che sente rispetto ai messaggi o rispetto ad altro. Anche questo fa parte di una psicoterapia.




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dopo
Attivo dal 2014 al 2014
Ex utente
Ok la ringrazio, seguirò il suo consiglio.
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Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
Grazie a Lei e buona fortuna!





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