Paura di dirgli che voglio un figlio

Gentili medici,

quello che vi chiedo, se avrete la pazienza e la voglia di leggermi, è un'interpretazione di una difficoltà che da qualche tempo vivo con me stessa, ovvero, un crescente desiderio di maternità ed un blocco nel dichiarare la cosa o anche solo di farla lontanamente percepire al mio compagno, una splendida persona con la quale sto insieme da tre anni.

Non si tratta sicuramente di una relazione rose e fiori, data la sua separazione nella quale io non c'entro assolutamente (la moglie se n'è andata con un altro) e la sua sofferenza che l'ho aiutato a metabolizzare e a razionalizzare, anche se ce l avrebbe tranquillamente fatta anche senza di me dato lo spessore di persona. Si tratta di un uomo che stimo particolarmente oltre a nutrire sentimenti profondi verso di lui, al punto tale che spesso mi sembra sprecato al mio fianco.

Lui dice che dovrei espormi di più nella relazione, che sta bene con me e che sono una persona speciale, vuole vedermi costantemente ma al tempo stesso non mi permette di conoscere la sua famiglia e di presentarsi alla mia e tende a tenere relativamente segreta questa nostra relazione perche teme di coinvolgere la famiglia in quanto considera un fallimento la sua precedente relazione e ha difficoltà ad esporsi con gli altri. Inutile dire che io percepisco questa cosa come un "vergognarsi di me".

Fatto sta che adesso stiamo insieme da un pò, io con lui sto bene, anche se spesso penso che meriterebbe di più, diciamo che ci vediamo quasi ogni giorno, negli ultimi tempi lo sento più coinvolto e sta nascendo in me il desiderio di un figlio, desiderio che cerco di seppellire e mortificare ogni giorno tra me e me pur di non confessarglielo sia perchè non vorrei comprometterlo a tal punto da costringerlo a legarsi a me quando potrebbe avere molto di più, ma anche perche un suo rifiuto mi farebbe soffrire troppo.
Allo stesso tempo però penso che non è giusto che io viva questo momento in questo modo, in fondo sono una donna come tutte le altre ed anche se fossi la più mediocre delle persone perchè non meriterei anche solo di provare questo desiderio?

Forse parlarne sarebbe la soluzione migliore perchè mi consentirebbe di capire e nel caso di distaccarmi ma non riesco proprio a farlo.

Vorrei se possibile, un parere. Grazie veramente
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Dr.ssa Laura Rinella Psicologo, Psicoterapeuta 6,3k 119 7
Gentile Utente,
cosa è cambiato nel vostro rapporto da quando ci ha scritto nel luglio scorso?

Da quanto ci riporta ora, sembra che non viaggiate alla stessa velocità, il suo partner ancora pare non se la senta di ufficializzare la votra unione (ad esempio con la presentazione alle rispettive famiglie).

E' comprensibile il suo desiderio di avere un figlio, tuttavia prima di pensare alla maternità, bisogna conquistare una buona coniugalità.

Sembrerebbe che lei e il suo partner viaggiate a velocità differenti e che tra voi non ci sia forse una comunicazione chiara ed esplicita, ad esempio in merito ad una certa progettualità di coppia.

Probabilmente l'insicurezza di cui ci parlava in precedenza ha la sua parte in questo. Poca stima in sé e molta nel suo partner che la fa camminare in punta di piedi nel rapporto, almeno così sembra.
Ma mortificare se stessa e i suoi bisogni non fa che confonderla e crearle disagio.

Raccoglierei il suggerimento che le è stato dato da qui in precedenza, quello di incontrare un nostro collega per imparare a volersi più bene, a conquistare una migliore stima di sé, anche per porsi nel suo rapporto in modo maggiormente bilanciato.
La aiuterebbe anche a cercare un confronto costruttivo con il suo partner, chiarendo reciproche aspettative, bisogni, progetti, personali e di coppia, cosa decisamente opportuna proprio in merito al suo sentire e ai suoi desideri (che non vanno mortificati, ma accolti e decodificati).

Restiamo in ascolto

Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
www.psicologiabenessereonline.it

[#2]
dopo
Utente
Utente
Grazie mille dottoressa,

la cosa probabilmente stanno proprio come deduce Lei: molto probabilmente è questa mancanza di autostima che mi frena molto nel vivere il rapporto, quindi in pratica sarei io a vivere le cose a metà perchè è come se mi sentissi inadeguata mentre lui se la vive per quella che è.

Le cose rispetto allo scorso luglio procedono meglio poichè sento lui più coinvolto ed attento a me ed alla relazione ma in ogni caso non faccio che paragoni tra me ed altre donne e non faccio che pensare che molto probabilmente farebbe bene a cercare altro e di meglio piuttosto che perdere il suo tempo con me.

Non sono però pronta a sentirmelo dire attraverso una mortificazione del mio desiderio di maternità perchè probabilmente dentro di me so che mi farebbe soffrire troppo; lui dice che io ho "paura di espormi" in questa relazione e che dovrei osare di piu e forse è vero, forse non riesco a vivere il rapporto in maniera matura il perchè non riesco a coglierlo, è come se mi sfuggesse.

La mancanza di progettualità deriva sicuramente da questa mia continua e costante automortificazione che però nel caso specifico si traduce in un'eccessiva delicatezza nei suoi confronti, un pò come se io avessi voluto dirgli durante tutto il suo doloroso percorso di separazione "non devi preoccuparti che io voglia qualcosa da te e quindi coinvolgerti e comprometterti, posso starti vicino alle tue condizioni, anzi, è quasi un dovere per me data l'evidente disparità tra di noi, per me è un piacere avere la possibilità di esserti vicino non pretendo assolutamente altro".
Allo stesso modo soffro del fatto che il mondo esterno non debba sapere della nostra relazione ma fingo che mi vada bene per non metterlo in difficoltà e non doverlo costringere a dirmi cose che non vorrei mai sentire.
Se camminiamo insieme per strada e lui si preoccupa di non incontrare persone che conosciamo entrambi, oppure se chiama la madre e dice che è con un amica mentre è in realtà con me, oppure se siamo in autobus e mi chiede di entrare dalla porta anteriore e lui da quella posteriore poichè potrebbe salire sulla vettura una conoscenza comune io percepisco la cosa come una vergogna verso di me.

E cosi temo di impostare una certa progettualità di coppia perchè non mi ritengo all'altezza.


[#3]
Attivo dal 2014 al 2015
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Gentile Signora,

anch'io percepisco una scarsa autostima e poca fiducia in se stessa!

Comprensibile che abbia il timore di esporsi, proprio perché il suo compagno non sembra abbia ancora "risolto" il suo vissuto passato: fallimento di un'unione e lo scongiuro che, in quale modo, possa rivivere la stessa esperienza.

In questo momento, così delicato, forse un desiderio del genere di cui renderlo partecipe, lo metterebbe alle strette.

Credo ci siano tanti fattori a determinare in lei questa "fretta", tra cui la paura che questo uomo non si lasci andare definitivamente, così come la lunga attesa di "affacciarsi" a queste famiglie d'origine.

Entrambi, probabilmente, avete bisogno di tempo... un tempo diverso, perché lui ricerca la comprensione e non l'esporsi... Lei cerca la visibilità e la concretezza.

Forse, attraverso un confronto, potreste trovare una modalità di incontro... ma con un professionista, altrimenti rischiate di travisare e non cogliere gli aspetti salienti del verbale.


Provate a rivolgervi ad un Consultorio familiare, così da essere presi in carico, eventualmente, anche come coppia.

Un caro saluto
[#4]
dopo
Utente
Utente
Gentile dottoressa,

lui ha 42 anni io 32.
Io sono in una fase nella quale desidero concretizzare e iniziare un percorso di vita di coppia e familiare (non ho mai avuto desideri simili prima anche questo funge da rafforzativo), lui non so per quanto tempo ancora vorrà restare a leccarsi le ferite e a riflettere sui propri trascorsi.
Probabilmente con una donna diversa sarebbe già riuscito a lasciarsi il passato totalmente alle spalle, forse sono io che con le mie insicurezze non lascio decollare questa relazione.

Riflettevo sul consiglio che mi ha dato...rivolgersi ad un consultorio familiare come coppia....non avrei mai e poi mai il coraggio di proporglielo...ma perche???!!!
è questa mancanza di coraggio nell'espormi e nell' autoconsiderarmi parte della sua vita in maniera esplicita.

Io credo che mi pesi di più dirgli che ho pensato di volere un figlio che ricevere una risposta negativa.

Ma cosa si cela dietro tutto questo?
[#5]
Attivo dal 2014 al 2015
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo

Potrebbe essere il timore di non essere accettata, perché non all'altezza e soprattutto perché lui non mi sembra nel momento opportuno di concretizzare un evento così responsabile...


Ipotesi, queste, che andrebbero individuate in un setting adeguato...

Inizi da sola a rivolgersi ad uno Psicologo, così da capire i meccanismi inconsci che sottendono questo bisogno e la possibilità di acquisire un po' di fiducia nella comunicazione con il partner.


Un augurio,

di cuore.
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Dr.ssa Laura Rinella Psicologo, Psicoterapeuta 6,3k 119 7
; <lui dice che io ho "paura di espormi" in questa relazione e che dovrei osare di piu>

Si e siamo d'accordo, ma che rimandi le dà oltre la parole?

<Se camminiamo insieme per strada e lui si preoccupa di non incontrare persone che conosciamo entrambi, oppure se chiama la madre e dice che è con un amica mentre è in realtà con me, oppure se siamo in autobus e mi chiede di entrare dalla porta anteriore e lui da quella posteriore poichè potrebbe salire sulla vettura una conoscenza...>
Qui il fare mi sembra molto in contraddizione col dire, come farebbe lei ad incrementare la sua autostima in questo modo?
Perdoni la franchezza, ma il comportamento di quest'uomo e le sue richieste nei suoi confronti sembrerebbero inaccettabili in un rapporto che dovrebbe evolvere e cerscere o che sia, quantomeno, equilibrato.
Sembrano attentati alla sua, già vacillante autostima, come farebbe a esporsi di più nel rapporto con queste premesse?

Sarebbe il caso, dalò mio punto di vista, che cominciasse da lei, occupandosi di ste stessa, della conquista della fiducia in sé e nelle sue potenzialità, in questo modo avrà la possibilità di relazionarsi in modo differente e più rispettoso di sé nel suo rapporto.

Cari auguri
[#7]
dopo
Utente
Utente
Diciamo che lui giustifica questo suo comportamento dicendo che per una questione caratteriale non vuole far sapere agli estranei le proprie cose e che e geloso della sua intimita...effettivamente ha un carattere un po discreto ma io credo che si tratti di vergogna a mostrarmi al mondo ed allo stesso tempo volonta di mostrarsi single e aperto a nuove conoscenze ed esperienze.

Siamo arrivati al punto che io stessa sentendomi molto inferiore a lui e alle persone conoscenti che egli stesso desidera preservare impedendo di incontrarmi, temo di incontrare qualcuno quando sono con lui perche non vorrei si sentisse in difficolta nel doverdare sspiegazioni o che loro capissero.

Allo stesso modo pero ho un carattere abbastanza geloso e gli ho manifestato problemi di fronte alle sue richieste di frequentare amiche o persone che con l ex moglie non frequentava ma che dice di voler recuperare perche nella nuova vita che desidera costruire vuole anche spazio per rapporti sociali che con la moglie non aveva.
Dice che con me sta bene ed e felice.

Solo che adesso mi accusa anche di precludergli una vita sociale e che deve rinunciare alle sue amicizie e alle sue conoscenze perche non vuole arrecarmi dispiacere. Quindi ip mi sento ovviamente inadeguata anche in questo. Sostiene che sta diventando una persona noiosa....e io somatizzo queste parole come se mi avesse detto che noiosa sono io ed ovviamente ci sto male.

Passo le giornate ad organizzare cinema teatro visite guidate uscite per farlo divertire e fare cose con lui ovviamente solo noi due perche le mie conoscenze, io ho molti amici ma della mia eta e li ritengo inadeguati rispetto a lui e rinuncio a frequentarli per vivere questa relazione effettivamente la differenza di eta renderebbe difficile la cosa, lw sue conoscenze non posso considerarle per i motivi di cui sopra.

Sono parecchio demoralizzata forse ha bisogno di altro non so cosa altro inventarmi per farlo stare bene.
[#8]
Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Gentile Utente,

a me sembrano molto chiare le intenzioni di quest'uomo e anche il Suo timore ad esporsi nella relazione.

Se Lei dice: "Solo che adesso mi accusa anche di precludergli una vita sociale e che deve rinunciare alle sue amicizie e alle sue conoscenze perche non vuole arrecarmi dispiacere." e tutto il resto che ha scritto, mi pare che quest'uomo -avendo ben capito le Sue difficoltà- sta facendo leva sul Suo senso di colpa per tenerLa in pugno.
Ma quando mai in una COPPIA si tiene nascosto il partner con amici e conoscenti?
Quando non si è una coppia e quando non si ha intenzione di diventarlo probabilmente. Lei è certa che quell'uomo sia davvero separato? Come mai SECONDO LEI non vuole presentarLa ad amici e a parenti?

Ma poi ci sono dettagli della storia che fanno pensare: "Passo le giornate ad organizzare cinema teatro visite guidate uscite per farlo divertire "
Mi sembra una relazione sbilanciata... cosa fa lui per Lei?

Che cosa La spinge a desiderare di fare un figlio con un uomo che La tratta così?
Si è chiesta come mai lui parla di Lei come "amica" e non come "fidanzata" ?
Forse le Sue perplessità e i Suoi timori sono giustificati da tutto ciò...

Cordiali saluti,

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#9]
dopo
Utente
Utente
Buongiorno dottoressa e grazie per avermi risposto.

Diciamo che fin dall inizio ho assecondato questa cosa perche ha sofferto molto della separazione dalla.moglie, una donna che deve aver amato molto e che in costanza di matrimonio si e costruita una vita con un altro uomo. L ho accompagnato lungo tutto il percorso costellato dalle varie fasi di rabbia dolore considerazioni, riconsiderazioni, paure e litigi per questioni economiche ed ha attraversato tutto questo comportandosi veramente nel migliore dei modi.
Per quanto riguarsa me inizialmente, la separazione e durata tre anni, mi teneva nascosta poiche diceva non voleva diventassi un arma da poter usare, e perche, da persona corretta voleva ufficializzare la.cosa solo a separazione avvenuta, infatti si e sempre dichiarato sposato fino alla sentenza, che si e avuta meno do un mese fa.
In tutto questo la moglie vive con un altro uomo da cui ha avuto un figlio che a sua volta cerca di tenergli nascosto.

Nei primi tempi luo era visibilmente scosso e si e rifugiato nel mio supporto e nel tentativo di ritrovare amici ed amiche di infanzia che aveva abbandonato a suo dire per colpa dalla.moglie. frequentava separatamente me e loro finche ho scoperto una storia parallela con una di queste, una donna separata con due figli che ancora oggi e la mia ossessione.

Me lo confesso lui in lacrime chiedendomi allo stesso tempo di perdonarlo io lo lasciai poi mmi ha cercata in maniera spasmodica. L ho perdonato dopo qualche tempo...anche se non so se l ho sul srio perdonato, imputando anche questo al suo stato di confusione.

Poi ha iniziato un rapporto di amicizia con una donna anch essa separata con figli con la quale a suo dire si trovava a parlare dei rispettivi problemi. Ho trovato dei mess sul cell dai quali era chiaro desumere non sapesse nulla.di me. Altra litigata.

Ha tagliato queste amicizie dedicandosi solo a me, non posso dire non faccia cose per me ma temo anche di autocondizionarmi. Si fa carico di miei problemi pratici mi ha aiutato a comprare casa, non parlo di aiuto economici che nn accetterei mai, a sistemarla lo sento presente.
[#10]
Attivo dal 2014 al 2015
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Gentilissima..

Lei è solo lei può, sul suo sentire e sul suo vissuto, comprendere se avere pazienza e fidarsi ed affidarsi a questo uomo...

Datevi un po' di tempo!

Un caro augurio.
[#11]
dopo
Utente
Utente
Grazie dottoressa

Lei crede, al di la dello scegliere se dare o meno fiducia a quest uomo, che io abbia effettivamente problemi di autostima che potrebbero ripercuptersi su qualsiasi altro rapporto futuro? Oppure il mio problema e legato all incertezza di questa relazione?

E normale essere restii a chiedere un supporto ad uno specialista del settore?
[#12]
Attivo dal 2014 al 2015
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Certo...

È tutto normale... le cosiddette resistenze!!


Sarebbe importante un confronto, per potersi "orientare" ad oggi e in futuro!


Un caro saluto.
[#13]
Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Gentile Utente,

in linea molto generale:

- un uomo che esce da una storia e da un matrimonio è meglio che PRIMA si chiarisca le idee e abbia a disposizione tutto il tempo che gli occorre per lasciarsi alle spalle la rottura e la ex.

- non spetta a Lei stare accanto, passo a passo, per permettere a lui di superare la separazione. Scusi, ma Lei come mai si mette nella posizione da crocerossina con quest'uomo, anziché costruire una relazione PARITARIA?

- Lei, se innamorata di qualcuno, non vorrebbe presentarlo alle persone significative della Sua vita? Come mai quest'uomo non fa lo stesso con lei? L'altra donna, le ambiguità, le bugie, ... cos'altro Le serve per togliersi da una relazione che probabilmente è tossica e infatti La fa sentire non proprio a Suo agio?

Perché, nel dubbio, non prova a fare chiarezza con uno psicologo psicoterapeuta di persona? Con i limiti del consulto on line si potrebbe pensare ad un problema di bassa autostima, ma anche di dipendenza nelle relazioni. Però sa che da qui non possiamo formulare nulla di certo, non conoscendoLa ,ma solo ipotesi. Secondo me vale la pena approfondire, per evitare di soffrire inutilmente in futuro.

Cordiali saluti,
[#14]
Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,3k 446 103
Gentile ragazza,
Lei frequenta da tempo il nostro sito, a cui ha posto svariate problematiche ricevendone risposta.
Da un lato questo denota la fiducia che ha in noi, dall'altra può essere segno di insicurezza personale e di solitudine di persone concrete attorno.

Analogamente avviene in questa circostanza: chiedergli un figlio o no? Lei ci si affida on line.

E una problematica complessa, ma anche ricca di opportunità; l'ottimo sarebbe parlarne con lui con apertura di cuore. Ma dalla lettura delle mail capisco che ci sono molti aspetti che concorrono alla complessità.

Ritengo che questa volta sia proprio necessario incontrare un/a collega de visu, di persona. La tematica in oggetto ne vale la pena

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

[#15]
dopo
Utente
Utente
Gentili dottori

Spesso penso mi sservirebbe un colloquio con un vostro collega de visu ma mi riesce molto difficile prendere l iniziativa, non riesco neanche io a capire il perche.

Stasera il mio compagno mi ha ripetuto per l ennesima volta chw io non mi espongo nella relazione e che non chiedo per timore di ricevere un rifiuto. Questo a suo dire non fa crescere la nostra relazione. Ovviamente inutile dire che mi sono fatta carico del senso di colpa di questa frase considerando mi causa della situazione. Magari un altra donna al mio posto sarebbe in grado di dargli di piu.


[#16]
Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
"Magari un altra donna al mio posto sarebbe in grado di dargli di piu."

Oppure un'altra donna saprebbe dare il giusto peso a questa osservazione (a proposito, ma che cosa vuol dire?) e reagire di conseguenza.

Credo che rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta di persona sia una buona idea.

Cordiali saluti,
[#17]
Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 14,3k 446 103
>>Spesso penso mi servirebbe un colloquio con un vostro collega de visu ma mi riesce molto difficile prendere l iniziativa, non riesco neanche io a capire il perche <<

In questo caso non serve capire il perchè di questa resistenza, ma aggirarla, facendo.
Cioè telefonando.
Prima che la relazione tra voi sia troppo sfilacciata; perchè nemmeno l'opera di un Collega opera il "miracolo", ma solo il "possibile".
[#18]
Attivo dal 2014 al 2015
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Gentile signora,

abbi coraggio e provi a vivere con serenità, iniziando a confrontarsi con il professionista più idoneo al suo caso.


Saluti,

di cuore...

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