Utente 205XXX
Gentili Esperti, sono madre di una bimba di 23 mesi che da quando è nata vive dei cambi di abitazione dettati da una particolare situazione familiare: mio marito, padre della bimba, lavora in nave a mesi alterni (in realtà 5 settimane) e durante le sue assenze ci trasferiamo dai nonni materni per non rimanere da sole. Il periodo natalizio (15/20gg)lo trascorriamo invece con i nonni paterni che vivono a circa 1000 km di distanza! Noi in realtà non abbiamo ancora una casa nostra e viviamo in affitto in un paesino di mare (ad un'ora dal paese dei miei genitori) che però non piace a mio marito perchè privo di servizi e strutture di una certa qualità. Io personalmente vorrei tanto una casa nostra da vivere, riprendere la mia autonomia e porre fine a questi "traslochi" ma ci sono due particolari ostacoli: 1) La scelta del posto dove vivere è difficile perchè io e mio marito non siamo dello stesso avviso 2) Vedo che la bimba, quando è da sola con me (quando il padre va a lavoro), non è così felice come quando è a casa dei nonni. Sembra che abbia bisogno della compagnia di più figure parentali. Vorrei tanto capire qual è il meglio per mia figlia. Potreste aiutarmi suggerendomi qualche strada da percorrere e quali errori evitare se possibile? Grazie per la cortese attenzione e rimango in attesa di un VS gentile riscontro,

[#1]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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Dalle richieste precedenti sembra abbastanza chiaro che lei è una madre ansiosa, che si preoccupa forse oltremodo per la salute della sua piccola. Tenga presente che le ansie del genitore si riversano sui figli. Se continua a preoccuparsi così tanto, il rischio è di crescere una bambina ansiosa.

Per rispondere alla sua domanda i bambini non soffrono così tanto gli spostamenti e altre circostanze ambientali se non, come dicevo, nella misura in cui viene fatto percepire loro dagli adulti che siano cose di cui preoccuparsi.

Per andare sul pratico, se avesse dubbi su quanto le sto dicendo sarebbe opportuno che chiedesse un consulto presso uno psicologo non tanto per la bambina, ma per lei, per imparare a riguadagnare serenità in modo da poter trasmetterla anche a lei.
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
www.giuseppesantonocito.it

[#2]  
362024

Cancellato nel 2015
Gentile Signora,


< Potreste aiutarmi suggerendomi qualche strada da percorrere e quali errori evitare se possibile? >


In riferimento al suo racconto si percepisce un disorientamento ed una insoddisfazione da parte sua...
.. è comprensibile, perché le viene negata la possibilità di essere in famiglia e di viversi una propria casa.


Diventa necessario spostarsi con la bimba, mentre il marito è al lavoro?

Oltretutto il marito non ha mai pensato a cambiare il suo lavoro?


Magari confrontarsi con il marito...!


Forse inizierei a focalizzarmi proprio su questi meccanismi, che rendono sterile il rapporto di coppia, con insoddisfazioni non solo individuali.


La bambina cresce e sembra in serenità, anche se una stabilità emotiva ed una figura paterna pou presente non le guasterebbero!


Un caro saluto



[#3] dopo  
Utente 205XXX

Gentili dottori grazie per le risposte.

In merito a quanto scritto mi sento di dire, riferendomi al Dott Santocito, che ho formulato la mia richiesta (e quelle precedenti) non sulla base di un impulso ansioso ma con la serenità di una madre che non vuole agire per tentativi ed errori con la propria figlia. E, considerando che la situazione familiare in cui la bimba vive, non rientra in certi canoni di normalità, chiedevo solo dei consigli per farne un punto di forza e non di debolezza. A questo si aggiunge ovviamente la scarsa conoscenza della psicologia infantile e quindi il desiderio di saperne di più rivolgendomi ad esperti come voi

Gentile Dott.ssa Albano

ho provato a non spostarmi con la bimba e in effetti io ne ho tratto beneficio perchè riuscivo ad avere una vita più regolata. Però la piccola sentiva di più la mancanza del papà e in più chiedeva spesso dei nonni. Di converso, quando siamo dai nonni lei è più contenta perchè ha le attenzioni di tutti. E questa constatazione mi ha portata a spostarmi quando il papà parte.

Sono disorientata perchè non so in effetti cosa può succedere nello sviluppo della bimba nel protrarsi di questa situazione. E mi sembra di capire che la presenza continua de padre favorirebbe una maggiore stabilità affettiva, giusto? E vivere in una stessa casa anche se da sole, secondo lei, può contribuire ad una maggiore stabilità o per dirla in parole povere "non è dove si sta, ma come si sta"a fare la differenza?

grazie per la vostra gentile attenzione

[#4]  
362024

Cancellato nel 2015
Si, gentile Signora...

la vedo un po' così... a volte però le circostanze ci inducono a " fare" diversamente...

Io mi confronterei in modo costruttivo con il marito e valutare una mediazione.




UN AUGURIO


Di cuore

[#5] dopo  
Utente 205XXX

Grazie Dottoressa.
Se posso approfittare della sua attenzione, vorrei appunto raccontarle che questo confronto con mio marito c'è stato ed entrambi siamo d'accordo che sarebbe meglio vivere sempre insieme e non a mesi alterni come avviene adesso. Solo che al momento l'unico modo possibile sarebbe quello di un nostro trasferimento all'estero. Istintivamente però mi viene da credere che forse questo sarebbe un cambiamento molto forte per la piccola e che potrebbe non essere quello definitivo. Quindi mi chiedo se ne varrebbe la pena?
Mio marito invece la vede diversamente perchè crede che la bambina, essendo così piccola, non risentirebbe del cambiamento per importante che sia.
Dove sta la ragione?
Mi aiuti a capire come posso individuare una mediazione. Entrambi vogliamo il bene della bambina solo che io tendo ad analizzare pro e contro in maniera più critica mentre lui, al contrario di me, dedica a certe questioni pochissimo tempo nel senso che ci pensa poco e ne parla poco pur riconoscendone l'importanza

Grazie

[#6]  
362024

Cancellato nel 2015
Gentile mamma,

sarei del parere di non lasciare il marito da solo all'estero e di sfruttare la possibilità di poter congiungere la famiglia.

Mi chiedo, anche, quanto sia disposta Lei, emotivamente parlando, a lasciare il Paese?



< io tendo ad analizzare pro e contro in maniera più critica >



Forse il problema di fondo è percepibile proprio nella manifestazione di questa ansia, controllo sul benessere della bambina.


Provi a riflettere.


Un caro saluto

[#7] dopo  
Utente 205XXX

Grazie di cuore per la sua risposta

Se non avessi figli, mi piacerebbe molto un'esperienza del genere anche perchè si tratterebbe dell'Inghilterra (dove sono stata diverse volte e lo trovo un Paese bellissimo).
Il mio problema invece è proprio il timore che portare mia figlia a vivere in un posto così lontano, dove inevitabilmente perderebbe tutti i suoi punti di riferimento noti (comprese le figure parentali che hanno giocato un ruolo strategico nelle assenze lavorative del papà), possa causarle un disagio.

Penso comunque che si tratterebbe di un disagio superabile, ma successivamente potrebbe profilarsi quasi con certezza l'evenienza di rientrare in Italia. E quindi mi chiedo se tutto questo possa disorientare la mia piccola.
Ciò che mi preoccupa è la sua tenera età: non è in grado di capire tutto ciò che accadrebbe e forse ne soffrirebbe.
Diversamente, se fosse più grande avrebbe penso più strumenti di lettura per capire ed affrontare il cambiamento. E nel caso non esiterei a partire perchè la riterrei una grande opportunità anche per lei.

Sono proprio frenata dallo scrupolo che trasferirci possa essere non il bene di mia figlia.

Grazie ancora per l'ascolto

[#8]  
362024

Cancellato nel 2015
Gentile mamma,

ripeto... sembra essere proprio una difficoltà legata a lei.

Provi a rivolgersi ad un Consultorio della sua città e fare qualche colloquio... in questo modo può iniziare a fare un po' di chiarezza dentro se' e indirizzarsi verso la scelta migliore.


Di cuore,

un caro augurio.

[#9] dopo  
Utente 205XXX

Grazie per i suoi consigli