Senso di realtà strano

Salve,
vi chiedo scusa, perchè forse questo è più uno sfogo che un consulto.

Non è facile da spiegare. Non mi è stato possibile parlarne o chiedere aiuto in passato, perchè non ero in grado di farlo, evitavo qualsiasi tipo di contatto se potevo.
Vi descrivo solo una parte dei sintomi.
Per farla breve, la vita mi appare brutta e strana, (sensazione che non cambia mai) e questo influenza il mio modo di essere e di relazionarmi ancora adesso, mi sentivo la testa vuota, tanto che non sapevo mai cosa dire, nè fare il più piccolo discorso, non riesco a sostenere gli sguardi e mi sento continuamente osservato.
Senso di colpa, tristezza e ansia continua, l'ansia era ormai diventata un dolore fisico al petto. Potete immaginare quello che è stato vivere così, in quello stato diventi il bersaglio di tutti, anche a scuola o in casa.

Ne ho parlato solo dopo cinque anni impossibili.

soffro di questi distrurbi da quasi nove anni, per quasi cinque mi ha reso la vita impossibile, tanto che l'unica tregua della giornata era quando andavo a dormire, e negli ultimi quattro si è attenuato tutto rendendola più sopportabile, ma comunque difficile da accettare.
Dopo tutto questo tempo, mi chiedo se questa sia la realtà, e se prima non fosse tutto un sogno, ormai per me sta diventando la normalità.

La mia domanda è, se può migliorare questa visione che ho della realtà. Scusate sento di aver fatto un po' la vittima.
Sono seguito dall'asl, ma il mio psichiatra mi segue troppo poco, che a volte sento di doverne parlare con qualcuno. SCUSATE
[#1]
Dr.ssa Laura Rinella Psicologo, Psicoterapeuta 6,3k 119 7
Gentile Utente,
non si deve scusare, la ascoltiamo volentieri.
Che tipo di cura sta seguendo con lo psichiatra? Un trattamento farmacologico ? Da quanto tempo?
Quale diagnosi avrebbe ricevuto?
Le è mai stato proposto un percorso psicoterapico?

Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
www.psicologiabenessereonline.it

[#2]
dopo
Attivo dal 2015 al 2015
Ex utente
Ok, la ringrazio.
Sto facendo una cura farmacologica insieme a qualche visita, ma i farmaci non li prendo volentieri. Me ne ha prescritti diversi, ricordo: Seroquel, Abilify, e un antidepressivo di cui non ricordo il nome.
Dice che ho una psicosi, e stavo diventando schizofrenico, inoltre mi vede un po' depresso.
Grazie.

[#3]
Attivo dal 2014 al 2015
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Gentile ragazzo,

la terapia farmacologica e' necessaria per lei, ma potrebbe essere molto importante, anche, associare un percorso di Psicoterapia.

Si confronti con la sua Psichiatra e non abbia timori, vedrà che nel tempo migliorando il suo stato d'animo anche coi farmaci potrà prendere un certo distacco.


Un caro saluto
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Dr. Magda Muscarà Fregonese Psicologo, Psicoterapeuta 3,7k 146 11
Gentile ragazzo, le prenda le medicine che rendono il suo sguardo sul mondo un pò meno triste, ma chieda anche di fare un percorso con uno psicoterapeuta per avere un punto di riferimento affettivo una persona che ascolta, risponde, si prende cura dei suoi stati d'animo.
Come vive in famiglia ?sembra molto solo nella sua battaglia..
Si fidi, puo' stare molto meglio , le cure funzionano..
Restiamo in ascolto, vorremmo ricevere sue notizie.. migliori..

MAGDA MUSCARA FREGONESE
Psicologo, Psicoterapeuta psicodinamico per problemi familiari, adolescenza, depressione - magda_fregonese@libero.it

[#5]
dopo
Attivo dal 2015 al 2015
Ex utente
Questa è una cosa che mi vergogno un po' a dire. I miei non sono stati d'aiuto, anzi, mio padre ripeteva e urlava ogni giorno che me ne dovevo andare di casa, e che non ero più suo figlio, non mi rispondeva, o mi picchiava. Questo perchè non uscivo mai di casa. Mia madre mi difendeva.

Sforzarsi di fare qualcosa anche la più semplice, risultava inutile, la tristezza ti toglie tutto, e l'ansia ti affatica, toglie il fiato.

Ora per fortuna non è più così, credo sarebbe andato oltre le mie forze.



[#6]
Attivo dal 2014 al 2015
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
È doloroso leggerla, però è importante che lei acquisti forza e coraggio, perché ha diritto di vivere una vita serena e rispettosa.

Se seguirà le prescrizioni mediche potrà, in futuro, riuscire a rendersi autonomo anche nella gestione della sua vita fuori di casa.


Un augurio,

di cuore
[#7]
Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 317 668
Gentile Utente,
anche se in casa non è adeguatemnte supportato, può imparare ad aiutarsi da solo.

Vedrà che con le dovute cure- farmacologiche e psicoterapiche- troverá il senso di realtà smarrito, vedrà se stesso e la vita con nuovi occhi e sarà capace di sentire una nuova gioia.
Prosegua, non interrompa le medicine, soprattutto senza supervisione medica, potrebbe avere dei peggioramenti.

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

[#8]
dopo
Attivo dal 2015 al 2015
Ex utente
Vi ringrazio, seguirò i vostri consigli, davvero, ma ne voglio prima parlare con chi sono seguito.

Per quanto riguarda il senso della realtà, e la visione del mondo, ho dimenticato di dire che non è una questione soltanto emotiva, ma anche visiva (la più evidente), olfattiva, e riguarda anche il gusto, e l'udito. E' come se la vita avesse perso tutta la sua bellezza. E non saprei spiegarlo meglio.

Per mio padre rimango un fannullone, anche adesso che lavoro e rimango fuori casa 10 ore al giorno.

Nonostante stia molto meglio, faccio ancora pensieri di morte, e se non li ho messi in atto è solo perchè sono Cattolico.





[#9]
Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 317 668
I sensi sono una finestra sul mondo, partono da dentro e ci conducono fuori....

Anche quelli cambiano quando non si sta bene.
Ha mai sentito l'odore della tristezza?
Della solitudine?
Della morte?

Bene ne parli con chi ha il piacere di occuparsi di lei.

[#10]
dopo
Attivo dal 2015 al 2015
Ex utente
Lo farei, ma purtroppo questo all'AUSL non è possibile.
Mi danno un appuntamento una volta ogni 3-4 settimane, e spesso me lo spostano (una volta si sono pure dimenticati di segnarlo), sono poche le volte che è puntuale (solitamente aspetto anche un'ora), devo dare la precedenza alle urgenze, e durante il colloquio non mancano mai le telefonate e le interruzioni.
La mia psichiatra segue più di 250 persone, così mi ha detto. Ma sapete, va bene così.

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