Cambiare terapeuta?

Salve gentili dottori,
da ormai un anno sono in cura da una psicoterapeuta. Vorrei chiedervi un consulto su una questione che mi sta tormentando.
Penso di essere arrivato al punto di odiare la mia psicoterapeuta. E' stata più volte superficiale e minimizzante su certi aspetti per me abbastanza delicati, ho avvertito certe sfumature nel suo modo di comunicarmi determinate cose per niente gradevoli tanto da averle parlato del fatto che stavo iniziando a credere di essere un peso per lei, noioso e fastidioso.
La sua risposta è che sono solo mie interpretazioni, in realtà non è per niente così. In sostanza, sono passato dall'ammirarla come persona al ritenerla una persona ostile nei miei confronti; mi sgridava quasi per il fatto di avere certe interpretazioni delle situazioni sbagliate, sia nella mia vita che legate al nostro rapporto. Anche per questo motivo ho iniziato a stare veramente male al punto di aver dovuto iniziare una cura farmacologica (sotto suo consiglio).
Allo stato attuale non mi fido più di lei; non so veramente se siano tutte e sole mie interpretazioni. All'inizio della terapia non avevo questo genere di pensieri nei suoi confronti quindi non so se sia veramente tutto legato al mio modo di interpretare sbagliato; ho avvertito un cambiamento nel suo modo di fare, più distaccato, al punto da aver iniziato a credere che volesse quasi “aggiustarmi” come se fossi una macchina, tutto con molto disinteresse, come se io fossi li per usufruire di un servizio "prendere o lasciare". Nell'ultimo incontro invece ho sentito un cambiamento nel suo modo di fare, più umano e gentile. Questo in parte mi ha fatto piacere, ma credo che abbia confermato quello che pensavo, ovvero che le mie interpretazioni in realtà erano fondate.
Ho pensato parecchie volte di mollare; la situazione va avanti da mesi ormai e non so cosa fare. Continuo a stare male e a lottare veramente tanto per non ricadere in certe crisi di disperazione che ho avuto. Questo lottare poi mi fa chiedere se debba davvero avere tutta questa forza di volontà per riuscire a stare bene.
In sostanza non so se continuare; so che è molto importante l'alleanza terapeutica e io ora non la sento per niente. Però ho contemporaneamente paura di iniziare un nuovo percorso, di dover ripartire da zero per poi raggiungere magari la stessa situazione e rendermi conto di essere io il problema.
Capisco che non avendo la visione completa della situazione sia difficile dare dei consigli, ma mi piacerebbe sentire il parere di un professionista che magari ha già vissuto situazioni simili.
Grazie in anticipo!
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Dr. Armando De Vincentiis Psicologo, Psicoterapeuta 7.2k 220 124
(...)Allo stato attuale non mi fido più di lei (..)
gentile utente la fiducia nel proprio terapeuta è un fattore indispensabile che consente l'accettazione di prescrizioni e interpretazioni. Venuta meno tal fiducia vengono meno i presupposti per un buon risultato terapeutico.
In tal caso è bene cambiare.
le consiglio anche questa lettura
https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/4088-quando-il-paziente-si-allea-con-la-propria-malattia.html
saluti

Dr. Armando De Vincentiis
Psicologo-Psicoterapeuta
www.psicoterapiataranto.it
https://www.facebook.com/groups/316311005059257/?ref=bookmarks

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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17.4k 317 528
Gentile Utente,
l'alleanza terapeutica, la sintonia e la simpatia sono elementi indispensabili per un clima di empatia e di lavoro psicoterapico.

È vero anche che i sintomi si difendono e che spesso il paziente attiva tutta una serie di meccanismi di difesa della psiche, tra i quali "attaccare" il terapeuta

Dovrebbe discuterne con chi la segue

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

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Utente
Utente
Grazie per le risposte,
credo che ne parlerò direttamente con lei.
Ad essere onesti però ho paura di farlo, ho paura che lei semplicemente mi dica, prendendo atto della situazione, che non si può continuare. In realtà inizialmente mi piaceva molto come persona, mi stavo affezionando a lei addirittura. Forse è proprio per questo motivo che sono stato male per via del suo atteggiamento (o di quello che io ho interpretato) e ho paura di stare ancora peggio nel caso mi dica di interrompere, ho paura di venire scaricato quasi.
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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17.4k 317 528
Nessun clinico interrompe senza motivo i perché potrebbe sentirsi attaccato dal paziente , questa è una sua lettura

Ne discuta con chi ha il piacere di seguirla, ne guadagnerete entrambi in lealtà e chiarezza del percorso in itinere
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Utente
Utente
Salve gentili dottori,
scusate se rispondo a distanza di tempo. Ho parlato di recente con la mia psicoterapeuta di tutto ciò che mi turbava, come mi avete suggerito. Sono stato abbastanza sincero sui pensieri che avevo circa lei e la nostra situazione in generale. Ammetto di essere stato anche duro nell'esprimermi ma l'ho fatto perché sono stato abbastanza male e c'erano dei punti che non mi tornavano. Comunque ciò che temevo si è avverato. Lei mi ha semplicemente comunicato che era impossibile continuare la terapia se io avevo questi pensieri negativi su di lei; lo ha fatto come se c'era del risentimento nei miei confronti... Ho sentito che ha preso ciò che le dicevo quasi sul personale, come se l'avessi offesa. Da parte sua dice di essersi comportata sempre in maniera rispettosa nei miei confronti e che non le risulta di aver assunto questo atteggiamento svalutante che io le riferivo, anzi; in realtà è solo il mio modo negativo di "interpretare gli altri" la causa; un problema che si è esteso anche sul nostro rapporto. Dunque in sostanza mi ha indirettamente detto che la mia incapacità nel relazionarmi con gli altri, il mio essere poco obbiettivo nel valutare il comportamento che gli altri hanno nei miei confronti, è la causa di questa interruzione. Sinceramente e' quello che credo anche io; purtroppo però era la cosa che più mi faceva stare male in questi giorni. Lei me l'ha semplicemente sbattuto in faccia così. Come se si fosse liberata di un peso. Io non so quindi fino a che punto sia fuori strada nell'aver pensato quello che ho pensato. Le sue risposte su alcune cose che le ho detto sono state a tratti contraddittorie e non mi hanno convinto per niente. Le ho chiesto poi se magari conosceva qualche collega dal quale andare, quale approccio si adattasse meglio a me dato che questo non aveva funzionato e mi ha risposto con un "assolutamente no! Non mi sento di consigliarti nessuno..."; come se non mi fossi dovuto permettere di chiedere una cosa simile e ormai non avesse più senso discutere con me.
Non so veramente cosa pensare. Vorrei andare da un nuovo psicoterapeuta, eppure ho paura di spendere soldi e magari arrivare nuovamente alla stessa situazione. Sono un po' confuso sulla faccenda.
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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17.4k 317 528
Per prima cosa siamo già a fine luglio, quindi i Colleghi, sono in ferie

Faccia sedimentare il suo vissuto, il famigerato chiodo scaccia chiudo, anche in terapia non funziona.

A settembre, con calma, chieda altri colloqui a colleghi con svariati orientamenti e formazioni, troverà di certo quello che andrà bene per lei, lo sentirà a pelle, come un incontro amoroso.

Auguri per tutto
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Utente
Utente
Ho capito, credo proprio che farò così.
Dr.ssa Randone grazie mille per le risposte!
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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17.4k 317 528
Speriamo possa trovare il clinico adatto a lei.

Lieta di averla ascoltata
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19.8k 506 41
Gentile Utente,

a mio avviso sarebbe opportuno resettare un attimo quanto è accaduto con la terapeuta, perchè se Lei dice di averci visto giusto per alcuni aspetti e di aver interpretato scorrettamente per altri, è anche possibile che quell' "assolutamente no" della terapeuta possa essere legato al fatto che, venendo meno il rapporto di fiducia, cosa che pare evidente, non avrebbe avuto molto senso che fosse proprio lei a suggerire un nome, non trova?

Perchè non parte invece da ciò che di positivo Le ha dato questa terapia?
Mi riferisco al fatto di aver compreso alcuni aspetti di se stesso, senza pensare a chi ha ragione o a chi ha sbagliato, perché tanto questo tipo di valutazioni non ci occorrono e generano solo rancori e anche perché non è la finalità della terapia.

Mettendo quindi a fuoco gli aspetti problematici che ha riscontrato, può partire da lì con un terapeuta diverso.

Cordiali saluti,

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

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Utente
Utente
Salve ancora,
si effettivamente sono stato poco obbiettivo nel valutare la cosa. Credo che se mi avesse suggerito un altro terapeuta, il rapporto con questo ne sarebbe stato influenzato negativamente.
Tutto ciò dimostra quanto ormai partissi prevenuto. Forse è stato un bene, tutto sommato, il fatto che ci sia stata questa interruzione.
Grazie ancora per queste delucidazioni!
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19.8k 506 41
Tenga presente che in una psicoterapia è centrale il benessere del pz e se Lei non trova benefici, oppure viene meno il rapporto di fiducia, ecc... allora nel Suo esclusivo interesse è opportuno cambiare.
In questo senso mi pare che la Sua terapeuta abbia agito bene.

Cordiali saluti,