Difficoltà a dormire

Salve. Da qualche giorno incontro difficoltà nel dormire. Riesco a dormire poco ore, il sonno spesso è discontinuo, quando mi sveglio sento come tachicardia e ho durante il sonno ho sempre caldo e sono leggermente sudato, nonostante non faccia molto caldo. Come posso risolvere questo problema? Non ho mai avuto problemi a dormire, anzi, ma ora questa situazione mi sta preoccupando perché il poco riposo mi fa stare male durante la giornata. Sonno lo sento e sbadiglio anche spesso però poi quando si tratta di andare a letto non riesco mai ad addormentarmi, è come se non riuscissi a spegnere il cervello, che pensa sempre. Da cosa potrebbe derivare questo problema? Stress, preoccupazione, problemi inconsci? Quanto posso resistere dormendo così poco?? In tutto quando riesco farò 4 massimo 5 ore di sonno spesso non continuative.....Grazie
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Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Gentile utente,
Anzitutto si tranquillizza in quanto 5 ore di sonno non sono talmente poche da creare dei problemi reali!
La diminuzione delle ore di sonno e' presumibile che sia un sintomo di uno stato di tensione che Lei vive. E che dovrebbe cercare di comprendere.
Ha delle difficolta' in questo periodo? Preoccupazioni?

Dott.a FRANCA ESPOSITO, Roma
Psicoterap dinamic Albo Lazio 15132

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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 34k 828 50
La difficoltà a dormire come quella descritta potrebbe scaturire da problematiche fisiche che in questo momento possono essere presenti.

È anche da prendere in considerazione il suo peso corporeo nonché eventualmente parametri pressori e tiroidei.

La sudorazione è un sintomo caratteristico di una condizione medica generale sottostante.

Dr. F. S. Ruggiero
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Dr.ssa Marta Stentella Psicologo 355 5
Gentile utente,
Di solito quante ore era abituato a dormire?
La deprivazione reiterata di sonno di certo non l'aiuta a stare bene.
Il fatto di non riuscire ad abbandonarsi al sonno e il voler avere il "controllo" delle cose e della situazione giustificano la difficoltà ad addormentarsi e i risvegli con la tachicardia. Per questo motivo le dico che sembra trattarsi di un problema di origine ansiosa.
Sta per caso vivendo un momento particolare della sua vita?
C'è qualcosa che la preoccupa?
La soluzione potrebbe essere quella di rivolgersi ad uno psicologo per imparare le principali tecniche di rilassamento e magari aiutarsi con qualche rimedio naturale come ad esempio assumere valeriana o melatonina. Provi a chiedere al suo medico di base che saprà sicuramente orientarla sulla scelta.
Cordialmente

Dr.ssa Marta Stentella - Roma e Terni
Psicologa Clinica e Forense, Psicodiagnosta
www.martastentella.it

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Utente
Utente
Si, purtroppo da poco più di un anno combatto contro la leucemia. Però da due mesi ho iniziato il mantenimento perché la malattia è in remissione completa e le cose sono andate più che bene. Quindi proprio ora che dovrei essere più sereno sono più in difficoltà. Ho un emocromo perfetto, dovrei essere un grillo invece spesso mi sento debole, con le gambe pesanti, a volte tachicardia e mi sembra di avere giramenti di testa. E poi da qualche giorno faccio tanta fatica a dormire. È questo mio stato crea problemi anche alla mia famiglia che giustamente si preoccupa. La mia preoccupazione è di avere qualche altra malattia al di là della leucemia, però pensò che ormai questa sia più una fissazione. Forse il fatto di andare al controllo ogni mese invece che più frequentemente come prima (anche due tre volte alla settimana oltre i numerosi ricoveri) mi da questo senso di abbandono da parte dei dottori (anche se in realtà non è così). È quello che non riesco a capire e il perché molte volte, quasi sempre, nel tardo pomeriggio e la sera, non sento assolutamente niente e teoricamente sbadiglio anche molto e sento sonno, poi però quando vado a letto la testa non riesce a spegnersi. E quando dormo faccio dei sogni molto intensi che al risveglio mi danno quasi la sensazione di averlo vissuto davvero e quindi mi sento stanco. Come devo comportarmi? Per il momento ho superato una battaglia difficilissima e rovinarmi la vita da solo mi sembra proprio una cosa pessima. Grazie per le risposte e per l'aiuto che mi state dando
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Utente
Utente
Anche perché non vorrei che questa mia angustia possa causare un ritorno della malattia, visto che i dottori mi hanno sempre detto che in questo tipo di patologie tanto lo fa anche la forza di volontà e la positiva di un paziente
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Dr.ssa Marta Stentella Psicologo 355 5
Gentile utente,
Comprendo benissimo la sua preoccupazione.
Ha mai pensato di iniziare un percorso psicologico, anche breve, per fronteggiare queste sue paure comprensibili e magari trovare delle strategie che possano aiutarla ad affrontare la realtà in maniera più sana, efficiente e serena?
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Utente
Utente
Si negli ultimi giorni ho iniziato a pensare ad affidarmi ad un psicologo però ho paura che mi diano dei farmaci che magari più avanti non potrei farne a meno. Ho sentito parlare poi degli oncopsicologi ma dove abito io non penso ce ne siano e dovrei andare nella struttura dove sono in cura ma ora che sto un po' respirando non andando in ospedale, anche per evitare possibili infezioni, ( e tra l'altro per andare e tornare mi dovrei fare 140 km di strada) vorrei trovare qualcosa nelle vicinanze. Tra le varie figure nell'ambito della psicologia, Lei quale mi consiglia? Perché ho sentito che ci sono psicologi, psichiatri, psicoterapeuti e via dicendo e onestamente io non ne capisco molto
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Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Gentile Signore,
I medici che si occupano di malattie come la leucemia cercano, per formazione, di catalizzare l'attenzione del paziente sulla Sua possibilita' volontaria patologie fronteggiare la patologia.
Noi psicologi sappiamo invece che al 99,99% cio che viene combattuto razionalmente e volontariamente rientra a livello inconscio.
E che la situazione emotiva per Lei si manifesti la notte glielo dimostra.
La notte il Suo inconscio agisce liberamente e senza che il Suo controllo razionale possa tacitarli. Quindi Le parla della Sua preoccupazione.
Se Le fosse possibile Le consiglierei di ipotizzare una psicoterapia in questo periodo, al fine di esprimere le Sue angosce a livello dell'Io.
L'Io, che le permette di gestire la preoccupazione di giorno, non e' tanto attivo la sera e la notte.
Se Lei potesse invece esprimere, in un contesto opportuno le Sue ansie e gestirle tramite l'Io a un terapeuta, cio' acquieterebbe l'emersione di tali aspetti a livello inconscio, quando il Suo controllo su di essi cala per effetto del rilassamento.
Penso che questo sarebbe un rimedio sinergico sulla Sua psiche e sul soma.
Ci rifletta un po' e poi se crede ci faccia avere Sue notizie!
I miei auguri!
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Dr.ssa Marta Stentella Psicologo 355 5
Gentile utente,
Non credo sia necessario uno psichiatra e coonseguentemente non sembra essere necessaria l'assunzione di farmaci anche se ovviamente qui online, oltre ad essere vietato non è possibile approcciare diagnosi di nessun tipo.
Da quello che ci racconta sembra che ci sia un problema di origine ansiosa che le genera i sintomi come insonnia e tachicardia al risveglio e anche preoccupazioni sulla sua salute. Il tutto sembra essere legato al suo stato medico generale. Stare lonano dagli ospedali, ora che non ha, per fortuna, questa necessità, è la cosa ideale.
Sarebbe consigliabile intraprendere una psicoterapia e quella cognitivo comportamentale le permette di fronteggiare i sintomi e modificare le sue cognizioni negative.
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Utente
Utente
La ringrazio moltissimo Dottoressa. Volevo chiederLe un ultima cosa. In quest'anno ho sempre dormito abbastanza bene, è possibile che in così poco tempo si sia sviluppata questa problematica? Cioè fino ad una/due settimane fa, dovevano venirmi a svegliare la mattina, ora invece esattamente il contrario. Solo una volta durante questo periodo ho avuto un problema simile ma prendevo molto cortisone e fra gli effetti del cortisone ci sono proprio problemi come l'insonnia e una volta smesso di prenderlo è tornato tutto alla normalità. Comunque si, inizierò in percorso perché ho avuto la fortuna (almeno per ora) di stare bene e voglio provare a godermi la mia vita. Grazie ancora
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Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Gentile Signore,
Ho letto ora la Sua ulteriore richiesta a proposito delle psicoterapie.
. Gli psicologi psicoterapeuti non somministrano farmaci.
Utilizzano LA PAROLA come forma espressiva e comunicativa. Una parola PIENA che veicoli contenuti ed emozioni. Temi che possono e devono circolare liberamente per esprimersi davvero.
. Gli psicologi specializzati in malattie oncologiche hanno certamente strumenti terapeutici piu' mirati, ma c'e' da dire giustamente che il permanere nel contesto ospedaliero non le farebbe certamente bene all'umore.
Quindi cerchi qualche specialista in un contesto neutro che non la OPPRIMA ma la PORTI FUORI dalla simbolizzazione affettiva della patologia.
Auguri!
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Dr.ssa Marta Stentella Psicologo 355 5
Gentile utente,
si è possibile averla sviluppata in tempi brevi. I sintomi vanno sempre letti in funzione di ciò che sta accadendo intorno a noi. Sono dei segnali. Un bravo psicologo e psicoterapeuta le saprà fare anche una corretta diagnosi e da lì capire qual è il percorso più adeguato alla sua problematica.
Tanti auguri per il suo futuro.
Ci tenga aggiornati
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Utente
Utente
Ringrazio per le molteplici risposte. Ma se questi sintomi invece fossero "reali" e non frutto delle
Mie ansie? Magari non per forza legati alla mia patologia precedente ma magari a nuove patologie che potrebbero essere subentrate
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Dr.ssa Marta Stentella Psicologo 355 5
Gentile utente,
Lei a livello medico è sotto controllo e seguito dagli specialisti. Se avessero visto qualche anomalia glielo avrebbero detto e magari avrebbero fatto gli opportuni accertamenti. Per togliersi il dubbio lo riferisca al suo medico ma vedrà che sicuramente si tratta di ansia nonché di paura.
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Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Gentile Signore,
Ho avuto dei pazienti reduci da forme di leucemia e so quantei problematiche possano affligerli oltre quelle organiche.
Le piu' rovinose sono quelle dovute alle paure.
Alle angosce che questa patologia veicola.
Sono pesanti e occorre molto sostegno psicologico e affettivo per fronteggiarle.
Lei ha una Sua famiglia? Figli? Di che eta'?Come si relaziona con i componenti ?
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dopo
Utente
Utente
No, vivo con i miei genitori e con mio fratello. Ho 26 anni. Già da prima della malattia ero molto chiuso, non uscivo molto e mi dedicavo principalmente al lavoro e a seguire i miei sport preferiti. Ora con la malattia, che mi ha imposto ancor di più lunghi periodi in cui potevo vedere solamente i miei familiari, mi ha portato a chiudermi ancor di più.
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Utente
Utente
Devo ammettere che anche prima della malattia ero sempre stato un tipo un po apprensivo è un po ipocondriaco.
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Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Gentile Signore,
A questo punto direi che e' davvero opportuno ipotizzare una psicoterapia, per alleggerire il carico emotivo della patologia.
Ma non solo .
Probabilmente la Sua personalita' contribuisce a rendere "centripeti" i problemi che si affacciano giorno per giorno. E quindi piu' potenti. E difficilmente se non riuscira' a spezzare il circolo vizioso potra' superarli da solo!
Ci pensi un po'.
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Utente
Utente
Dottoressa Stentella, è vero che sono seguito ma ora i controlli li faccio una volta ogni mese è praticamente i dottori sono un mese senza vedermi. Passare da due controlli a settimana ad uno ogni mese non è facile, specie se comunque uno continua a fare chemioterapia (leggera per carità, ma pur sempre chemio). Poi sono dottori che non hanno molto contatto psicologico con i pazienti, capisco che hanno tanti pazienti però per delle malattie così delicate ci vorrebbe anche un po di supporto da parte loro per rassicurare il paziente.
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Utente
Utente
Un ultima domanda, questa situazione può portare nausea? Grazie
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Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Gentile Signore,
La nausea e' un sintomo A-specifico.
Puo' presentarsi per cause organiche, in caso di chemio sarebbe organica, o per cause psicosomatiche. Lo stomaco e' uno degli organi che risentono della attivazione del Sistema Nervoso Autonomo, che funziona su input nervosi.
Quindi e' un sintomo molto difficile da interpretare.
Non si fissi su questo sintomo oppure l'attenzione fara' incrementare l'attivazIone del SNA e il sintomo diverra' piu` acuto!
I miei saluti
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dopo
Utente
Utente
Salve. Volevo aggiornare la mia situazione. Ho iniziato il percorso con lo psicologo e a tratti la mia situazione è migliorata. Hanno aiutato anche i controlli che ho fatto per la mia malattia che sono stati buoni. Fino a sabato scorso andava tutto alla perfezione, dormivo abbastanza bene, ero felice e di buon umore, non mi sembrava neanche vero. Da sabato scorso appena mi sono iniziato a sentire un po debole sono ripiombato nei miei problemi.
Io sono un soggetto abbastanza sovrappeso (171 cm per 102 kg) e l'anno di inattività causa malattia non mi ha di certo aiutato e sicuramente con i primi caldi veri ho iniziato a soffrire di più. Avevo paura di avere qualche problema cardiaco visto che avevo fatica a respirare, forte sudorazione e ogni tanto un senso di oppressione al petto e sono spesso soggetto a sbadigli. Ho rinunciato ad avere difficoltà a dormire. Sono andato da un cardiologo ed ho effettuato elettrocardiogramma e ecocardiogramma color doppler è tutto è risultato negativo. Il dottore ha detto che non ho problemi e devo fare attività e perdere peso (giustamente). Solo la pressione era un po alta 140/90. Solo che i miei problemi continuano e quando faccio sforzo e sono in piedi mi gira sempre la testa, ho sempre la sensazione di svenire, oltre a un Po di tachicardia e di senso di oppressione al petto, ma devo ammettere che la sera, quando sono a casa e c'è tutta la famiglia, mi sento un po meglio, queste difficoltà sono meno evidenti e riesco anche a sorridere, cosa che ora di giorno mi risulta molto difficile. Non riesco a pensare ad altro. Tutti concordano nel dire che il mio è un problema psicologico, specie in famiglia, volevo chiedervi cosa ne pensavate e se i sintomi che riferisco possono essere compatibili con una problematica di tipo psicologico. Ringrazio anticipatamente
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Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Gentile utente,
Come Le dicevo la sintomatologia che riferisce puo' avere un'origine psicosomatica.
Quindi se crede dovrebbe rivolgersi ad uno psicoterapeuta dinamico che operi attraverso un approccio psicosomatico.
In quella sede potra' esplorare con cura i sintomi e avere un aiuto competente.
Le porgo i miei saluti e ci faccia sapere!
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Utente
Utente
La ringrazio per la risposta. Le volevo chiedere, ma possibile che un problema psicologico possa causare dei sintomi e delle problematiche così forti? No perché io sto mettendo anche in dubbio la validità del cardiologo dove sono andato, perché da ignorante non avendo nessuna nozioni in psicologia e materie simili, e quindi faccio fatica a credere ad una cosa del genere. Però se Lei mi conferma che può essere anche così, mi tranquillizzo un po in parte, forse rassicurandomi che non essendoci nulla a livello medico, forse la situazione un po' migliora. In particolare mi colpisce il fatto che la sera questi sintomi un po migliorano, se uno avesse qualche problema medico reale il problema continuerebbe sempre
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Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Il cuore e' un organo bersaglio quindi da' dei sintoni .
Ma quando parlera' con il dottore che La prendera' in cura gli illustri che il problema migliora la sera.
Esistono infatti dei ritmi con cui disturbi psicosomatici si manifestano e anche questi dovranno essere monitorati con cura.
I migliori saluti.

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