Dipendenza affettiva

Gentili dottori, vi chiedo un parere su una situazione che mi fa soffrire, ormai da un anno. Ad agosto 2016 ho avuto una "relazione" di un mese e mezzo con un ragazzo. Si è trattato di una relazione extraconiugale quindi gli incontri sono stati di breve durata. Io tuttavia mi sono molto coinvolta e, nonostante ci fossero dei piccoli segnali che lui lo fosse meno di me, anche lui pareva nn considerare la cosa semplicemente come un'avventura estiva. Quando è partito per far ritorno alla sua città dove lo attendeva la convivente, con la quale il rapporto era in crisi a detta sua, si è dissolto nel nulla, cioè x giorni non ha risposto a chiamate e messaggi. Poi è tornato x un giorno riuscendo a combinare un impegno di lavoro qui. Ci siamo potuti vedere solo x qualche ora e lui, in qs circostanza, mi ha detto che il rivedermi gli aveva dato nuova energia x continuare visto che la distanza e la sua mancanza di un lavoro stabile lo avevano scoraggiato. Da allora infatti mi ha chiamata con regolarità una volta a settimana. Se però ero io a chiamarlo, lui non rispondeva. Dopo qualche mese ha iniziato a dirmi che si stava organizzando x venirmi a trovare, ma in prossimità della data fissata ha cessato di farsi sentire nonostante lo supplicassi via SMS di dirmi cosa era accaduto, rassicurandolo che se c'era stato un contrattempo non c'erano problemi. Solo dopo una decina di gg si è deciso a rispondermi dicendomi che la ns storia era stata splendida ma che x lui era difficile continuare e che nn mi avrebbe mai dimenticata. I contatti xo' sono proseguiti anche se ero sempre io a prendere l'iniziativa di scrivergli e le sue telefonate si erano ridotte ad una volta al mese. Nei messaggi mi chiamava amore e diceva di pensarmi spesso e di aver voglia di vedermi. Poi quando gli ho rivelato di essere usccita con un'altra persona ha mostrato di essere molto geloso e, messo da parte il solito riserbo, ha detto di amarmi ancora. Quando però io gli ho chiesto di essere + presente chiamandomi + di frequente ha fatto marcia indietro dicendomi che avevo diritto a farmi tutte le storie "d'amore" che volevo. I contatti non sono cessati neppure questa volta grazie soprattutto alla mia perseveranza e le telefonate hanno cambiato un po' natura, facendosi intime. Io spesso capivo che mi chiamava solo x "giocare" e lo assecondavo per il mio bisogno di sentirlo. Ha parlato altre volte di vederci ma qs incontro non c'è mai stato e quando l'impegno saltava lui riscompariva nel silenzio o parlava della sue difficolta' lavorative, di cui sosteneva di vergognarsi. Ora è più di un mese che non mi chiama e dei diversi messaggi che gli ho scritto ha risposto solo a quello che gli ho inviato x gli auguri di compleanno. Anche qs volta mi ha chiamato amore, ha detto di pensarmi e che mi avrebbe chiamata l'indomani ma non lo ha fatto. Penso continuam. A lui e non riesco + a prendermi cura di mio figlio. Io amo qs persona ma non so se sia giusto sperare e insistere. Cosa dovrei fare? Grazie
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19.8k 507 41
" Cosa dovrei fare?"

Il suggerimento più saggio che posso darLe è quello di rivolgersi direttamente ad uno psicologo psicoterapeuta per poter affrontare questa modalità relazionale che pare averLe rovinato anche il rapporto con Suo figlio.

Questo tira e molla con quest'uomo non fa altro che generare in Lei il desiderio e la speranza di incontrarlo, ma accade questo solo perché probabilmente Lei è una persona bisognosa e desiderosa di avere questa storia.

Lui non è molto propenso a fare sul serio con Lei.

Che cosa Le impedisce di staccarsene?

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

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Attivo dal 2007 al 2023
Ex utente
Gentile dottoressa Pileci, grazie per la sua risposta. Si' in effetti io ho bisogno di questa storia,, delle emozioni i che essa mi ha regalato. Vorrei risentirmi come la scorsa estate. Per questo penso in maniera quasi ossessiva a lui e soprattutto a quanto sarebbe bello rivedersi. Proprio per l'ambiguità del suo atteggiamento inoltre non riesco a persuadere me stessa che di me non gli importi e sono portata ad imputare la nostra distanza a cause di forza maggiore: il lavoro, il fatto che viviamo molto distanti, ecc. Io sono sposata da molti anni, ma il rapporto con mio marito si era logorato da un pezzo. C'è tra noi affetto e stima ma niente di più.
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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17.4k 317 528
Gentile Utente,
gli amori "altri" hanno un grande potere ed una grande fascinazione, ma sono portatori sani di grande dolore e sofferenza.

Se non riesce più ad occuparsi di suo figlio significa che questo legale, anche se malsano ed intermittente, ha occupato davvero tanto spazio - o meglio vuoto - dentro di lie.

Sapere il motivo, e curarla davvero, è compito di un mio collega de visu.
Si faccia aiutare.

Consulti queste due letture proprio sul tema da lei richiesto, ed auguri per tutto.




https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/6815-anima-in-affitto-e-se-la-vera-punizione-fosse-sposare-l-amante.html

https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/7096-amanti-ansia-e-stress-un-connubio-frequente.html

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19.8k 507 41
Gentile signora

Se legge la sua replica si renderà conto di avere già tutte le risposte e di essere consapevole della dinamiche che si sono instaurare con quell ' uomo.

Ha ragione nel dire che è proprio l ' ambiguità a confonderla. Ma è proprio per questa ragione che lei deve essere forte e lasciarsi aiutare ad uscire da una storia tossica che non può darle nulla di buono.

Lei parla di emozioni intense e gratificanti che ha provato la scorsa estate. Ma deve fermarsi a guardare come sta ora è l ' evoluzione della storia. Ne vale la pena?

Soprattutto una storia non si basa Su emozioni. Deve imparare a vivere bene anche senza questa agonia, che tanto bene non le fa....

Decida al più presto di farsi aiutare, anche per il bene di suo figlio.

Cordiali saluti
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Attivo dal 2007 al 2023
Ex utente
Grazie dott.ssa Pileci e dott.ssa Randone. Fino ad oggi non mi sono risolta a rivolgermi ad un medico nella convinzione, errata, di poterne uscire da sola. Ho infatti ben presenti le dinamiche venutesi a creare in questa relazione e dello stato di bisogno che mi ha portato a scendere a certi compromessi. Tuttavia ho capito che la consapevolezza non basta: non riesco a tener fede ai miei propositi e come una bambina capricciosa mi ritrovo a voler realizzare questo desiderio costi quel che costi.. Grazie ancora e cordiali saluti