Utente 456XXX
Buona sera,
mi rivolgo a Voi alla ricerca di un consiglio esperto... Circa un anno fa ho avuto un attacco di panico (che non si è più ripetuto, o per lo meno non con quell'intensità), credo dovuto ad un periodo particolarmente difficile con mio madre e al lavoro. Da allora il peggioramento è stato lento ma costante, non ho più avuto attacchi così (credevo di morire e piangevo incessantemente), ma credo che quelli che sono venuti dopo si possano definire attacchi di ansia, di fronte a situazioni anche banali che una volta non rappresentavano affatto un problema per me (es. uscire a fare la spesa), e i suddetti "attacchi" mi portano a preoccuparmi tantissimo, e piangere, e tante volte desiderare di morire, senza riuscire a portare a termine ciò che dovevo fare e che mi ha scatenato questa reazione. Al contempo penso che parte del problema sia dato dal rapporto con mio madre (quando ero più piccola era piuttosto violenta nei miei confronti e circa un anno fa siamo arrivate ad un brutto scontro), è diventato impossibile per me, ora la evito il più possibile, cerco di evitare qualsiasi scontro e anche semplicemente di parlarle. Ma ci sono momenti in cui non ce la faccio proprio più e continuo a pensare al suicidio... Sto vedendo uno psicoterapeuta da qualche mese, ma non vedo effetti benefici perché la mia ansia è stabile e mi impedisce di vivere la mia vita non dico serenamente, ma almeno normalmente. La mia domanda è, se vorrete rispondere: è forse il caso di consultare uno psichiatra? O devo avere fede nella psicoterapia? Lo chiedo perché non so bene qual è la differenza tra i due e cosa possa quindi essere meglio per me. Grazie.

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Dr.ssa Laura Rinella

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Gentile Utente,
che tipo di psicoterapia sta effettuando e con che cadenza?
Come si trova con il suo curante? Ne ha fiducia?
Gli ha espresso con chiarezza ciò che scrive qui a noi?

Intanto legga qui per le competenze sulle varie professionalità
https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/1404-quale-professionista-psi.html
Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
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[#2] dopo  
Utente 456XXX

Buon giorno Dottoressa e grazie della risposta. Grazie anche del link, ora ho un po' più di chiarezza. Per rispondere ai Suoi quesiti, vedo lo psicoterapeuta ogni 2-3 settimane e ho cercato di spiegargli il mio disagio così come l'ho espresso qui, forse non rendendo bene l'idea della frequenza dei miei pensieri suicidi ma facendo presente che comunque li ho... Per quanto riguarda il tipo di terapia, al momento mi sta spingendo ad affrontare mia madre, ma io non sono in grado di farlo a causa dall'ansia, e in effetti (per rispondere alla parte della fiducia) mi sconforta un po' il fatto che mi spinga verso la mia paura più grande senza capire che secondo me la mia ansia è patologica (se così si può definire) e quindi piuttosto irrazionale... Cioè io troverei più facile curarla con medicinali che non con un esercizio per provare ad affrontare la mia paura... Ma forse sbaglio e chiedo parere a voi. Grazie in anticipo.

[#3]  
Dr.ssa Laura Rinella

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Non ho compreso il tipo di approccio psicoterapico che sta seguendo, mi sembra scarsa la frequenza delle sedute.

Se sia necessario anche un trattamento farmacologico (di stretta competenza medica) da affiancare a quello psicoterapico per ottenere migliori e più rapidi benefici deve essere valutato direttamente dallo specialista.

Intanto le invio invio link di approfondimento sulla psicoterapia e i suoi vari approcci
https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/233-la-psicoterapia-che-cos-e-e-come-funziona.html

https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/233-la-psicoterapia-che-cos-e-e-come-funziona.html
https://www.medicitalia.it/minforma/psicoterapia/533-mini-guida-per-la-scelta-dell-orientamento-psicoterapeutico.html

Nulla le vieta di sentire altro parere specialistico se non si sente soddisfatto e non apprezza benefici dal percorso in atto.

Cordialità
Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
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[#4] dopo  
Utente 456XXX

Grazie ancora per la risposta e per gli ulteriori link... vedrò di farne tesoro. Non ho capito se condivide con me i dubbi sulla mia terapia o se sono stata io scarsa nella risposta, è che in effetti non l'ho ben capito nemmeno io che terapia seguo, so solo che mi sento come una persona che abbia paura dell'acqua, a cui viene detto di buttarsi in piscina. Mentre io vorrei capire perché ora ho paura dell'acqua, e guarirne... La ringrazio comunque per l'attenzione e il tempo che mi ha dedicato. Cordiali saluti

[#5]  
Dr.ssa Laura Rinella

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E' suo diritto chiedere al suo curante l'approccio terapeutico di riferimento chiarendo ogni dubbio e perplessità, poi valuti il da farsi.
Se è insoddisfatta nulla osta che possa sentire altro parere.
Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
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