Come faccio a fare accettare il mio tic a lei?

Tutto è cominciato circa un mese fa, la sera ero sempre molto stanco e ho cominciato a fare una smorfia contraendo i muscoli della faccia e coinvolgendo contemporaneamente occhi, bocca e naso. Per fortuna ogni mattina era tutto sparito. Poi sono cominciate le ferie e la cosa, invece di diminuire si è intensificata. Ora lo faccio durante tutta la giornata. Questo mi crea disagio e mi stanca molto. Il problema più grosso, però, è la mia ragazza che è evidentemente imbarazzata da questo. Me lo fa notare in continuazione, mi chiede di controllarmi, mi punzecchia continuamente per farmi smettere. Io riesco per poco a non farlo, concentrandomi moltissimo, ma poi non ce la faccio più e riprendo più forte di prima, come se dovessi recuperare le volte in cui non l'ho fatto.
Ho cercato di spiegarle che non lo faccio apposta, che non riesco controllarlo.
Ultimamente ci succede che mentre abbiamo un rapporto io faccio quel movimento, lei mi riprende e io perdo l'erezione o faccio una fatica esagerata a mantenerla.
Da bambino mi era capitato di avere una cosa simile e anche di fare come una tossetta, ma tutto era andato via dopo la scuola media. Mi ricordo che all'epoca avevo sofferto molto. Sono sempre stato molto mandolino e sensibile e con i tic ero il bersaglio preferito dei cattivi della scuola. Mi ritrovavo spesso a prendere botte o piangere da solo. È possibile che i tic si ripresentino in età adulta? Mi devo aspettare che arrivi anche la tossetta?
In passato mi era capitato qualche volta di avere problemi di erezione, ma lo avevo attribuito al Tavor che prendo per dormire.
Non so come fare a fare accettare a lei questo tic. Ho paura che non se ne vada via.
Speravo che fosse legato alle tante ore davanti al pc, ma in vacanza no.
Lei dice che se prima non lo facevo anche adesso lo posso evitare. Dice che devo impegnarmi per evitare che diventi fisso, ma non so se sia possibile.
In fondo non sono sempre io, anche con il tic? Mi viene il dubbio che il nostro rapporto non sia così solido come credevo che fosse.
Che cosa posso fare?
Ci sono dei farmaci per i tic o degli esercizi da fare?
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Dr. Francesco Emanuele Pizzoleo Psicologo, Psicoterapeuta 2,4k 122
"Me lo fa notare in continuazione, mi chiede di controllarmi, mi punzecchia continuamente per farmi smettere".
"Ultimamente ci succede che mentre abbiamo un rapporto io faccio quel movimento, lei mi riprende".

Caro ragazzo,
in una relazione fondata sulla comprensione (che sia d'amore, amicale, familiare etc) si dovrebbe tendere a sostenersi a vicenda a maggior ragione nei momenti difficili. Credo, pertanto, e la comprendo, che il comportamento assunto dalla sua compagna in questo momento le crei disagi, esacerbando la sintomatologia stessa che ci descrive:
•"Io riesco per poco a non farlo, concentrandomi moltissimo, ma poi non ce la faccio più e riprendo più forte di prima, come se dovessi recuperare le volte in cui non l'ho fatto".
• "e io perdo l'erezione"

Non potrebbe essere diversamente. Perché?
perché i tic motori semplici o complessi sono comportamenti convulsi e INVOLONTARI, classificati scientificamente come anomalie che rientrano nei disturbi del movimento.

Direi che la cosa migliore da fare in questo momento, sia:
1) parlare alla sua compagna, in modo chiaro ed esplicito, quanto e come il comportamento da lei assunto (lei=la sua ragazza) altro non fa che mantenere e incrementare i sintomi. Bisognerebbe anche comprendere come mai la sua ragazza è così infastidita dalla sua problematica. Problematica che può essere trattata prevalentemente a livello comportamentale e farmacologico, in sede specialista con prognosi generalmente favorevole.
2) avvalersi di una visita neurologica perché alcuni studi rivelano che alla base di un disturbo da tic può esserci:
-una alterazione del gene SLTRK1 nel tredicesimo cromosoma;
- alterazioni dei livelli di dopamina e serotonina (neurotrasmettitori cerebrali coinvolti nei meccanismi di movimenti volontari e nel tono dell'umore).
3) contattare successivamente un/una collega Psicologo Psicoterapeuta ad orientamento comportamentale per:
- avvalersi di una diagnosi specialistica. La costante ripetitività dei movimenti necessita di un inquadramento specialistico.
- trattare il disturbo sia a livello causale (l'ansia disfunzionale è, nella maggior parte della casistica, l'emozione causale del tic) sia a livello sintomatologico. Esercizi da fare a casa non esistono ed è comunque un disturbo trattabile e curabile.
Intanto stia sereno! Troverà una soluzione al suo problema ;-)

Saluti cordiali

Dr. Francesco Emanuele Pizzoleo. Psicoterapia cognitiva e cognitivo comportamentale.

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dopo
Utente
Utente
Gentile dottore la ringrazio moltissimo per la sua risposta estremamente chiara e molto dettagliata.
Per il momento ho cominciato con il punto uno.
Non che sia stata la prima volta, ma ho cercato di essere più risoluto del solito con lei. Ho anche usato le sue parole, il "sostenersi a vicenda"...
A dire il vero è andata piuttosto male. Nel cercare di spiegarmi le sue ragioni mi ha fatto sentire praticamente un disabile, qualcuno di cui vergognarsi, con cui non farsi vedere in pubblico.
Mi ha fatto un discorso sull'istinto femminile e sulla procreazione secondo cui una donna sceglie l'esemplare più forte. Lei dice che ho un fisico troppo secco per sembrare forte, ma le è sempre piaciuto il mio cervello...ora dice che la smorfia mi fa sembrare debole e meno brillante. Mi ha confessato che era infastidita già dal fatto che io assuma il Tavor per dormire. Un po' come se nel suo regolamento non sia concepibile non riuscire a farcela da soli. Un po' come dire che già prima non ero esattamente un trofeo da esporre, ma ora sono decisamente da nascondere.
Non so se sia più arrabbiato o deluso, ma questa cosa mi fa male.
Sto scoprendo un mondo che non immaginavo. La mia immagine vista con i suoi occhi mi spaventa.
Questa sera il tic è ovviamente insopportabile e lei, probabilmente per non accompagnarsi a me, mi ha mollato fuori da solo.
Credevo di avere tanto e invece è bastato un soffio di vento per mandare tutto in polvere.
Lei dice che è un disturbo trattabile e curabile, ma credo che abbia dato un colpo mortale alla mia relazione e abbia fatto vacillare la mia autostima.
Mi sto ammazzando di sigarette e alcolici, tanto non ho bisogno di guidare per rientrare, ma non riesco più a scrivere...
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Dr. Francesco Emanuele Pizzoleo Psicologo, Psicoterapeuta 2,4k 122
Le suggerisco vivamente di iniziare a prendersi cura di lei avvalendosi dei suggerimenti che le ho dato.

Comprendo la sua sofferenza rispetto a quanto detto dalla sua compagna (ex?) ma mi creda, ora pensi a lei e a risolvere il suo problema. Ne vale la pena scontrarsi con credenze simil darwiniane verosimilmente patologiche?

Mille auguri di cuore per tutto!
Mi aggiorni in futuro se lo desidera

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