Crisi di coppia, come capire cosa c'è nella sua testa

Buongiorno,
sto attraversando un periodo difficile con il mio partner, o ex-partner. Stiamo insieme da 5 anni, dopo pochi mesi mi chiede di sposarlo. Poco dopo dopo partiamo per l'estero per costruire una nuova vita, le cose non vanno benissimo per lui e di comune accordo decidiamo che è meglio che torni in Italia. Rimandiamo le nozze. Torno in Italia e prosegue tutto regolare per 1 annetto, poi per lavoro/studio viviamo lontani per un anno. A inizio 2017 ci riuniamo nella sua nuova sede di lavoro e prendiamo un appartamento insieme. Lui inizia a staccarsi. Più si stacca e più io chiedo attenzioni, o viceversa. Sembra insofferente, se la prende per ogni cosa, non mi sopporta più e non so il perché. Un giorno esplodo, lui era via da una settimana e mi sentivo sola. Gli dico che è egoista, che per lui non conto nulla, per provocazione lo lascio. Volevo una sua reazione, non sapevo più cosa fare. Torna, discutiamo e mi dice che vuole stare con me, ma che non riusciamo ad essere felici, che non sa se sarà mai in grado di darmi quello che voglio. Dice che non esclude nulla per il futuro, che sono la persona più importante per lui, la donna dei suoi sogni, ma che in questo momento non vanno le cose. Lui decide di rimanere a casa con me. Io sto malissimo, ogni 2 giorni ho crisi di pianto perché voglio stare con lui, gli chiedo scusa, gli spiego che ero arrabbiata, che volevo la sua attenzione. Lui mi dice che non gli piacciono queste scenate, vuole che io stia serena che avremmo visto come andavano le cose, che se è rimasto in casa è perché anche lui voleva darci una seconda chance. A distanza di 3 settimane ci avviciniamo sempre di più. Lui mi abbraccia sempre, mi bacia il collo, la fronte, vicino alle labbra, mai sulle labbra. Ogni tanto facciamo l'amore, c'è passione, sguardi intensi, lui è dolce, usa il mio solito nomignolo. Ma non vuole dirmi cosa prova; due settimane fa mi ha detto che gli ho ripetuto tante volte che non mi ama che alla fine l'ho convinto.
Lui potrebbe stare in caserma, eppure torna sempre a casa perché pensa mi faccia piacere e perché a detta sua "cosa risolviamo se me ne vado?". So che è un periodo delicato per lui; sta per iniziare un corso che deciderà del suo futuro lavorativo e per questo vuole serenità, mi ha detto che non poteva permettersi scompensi emotivi. Ma non capisco comunque il suo atteggiamento. Più volte mi ha rinfacciato il modo in cui mi ero comportata durante la lite dicendo che non voleva passarci di nuovo. Sembra un uomo ferito che ha paura di riprovarci, sembra che l'orgoglio lo stia mangiando. Come puoi dopo un weekend separati chiedermi se mi sei mancato, abbracciarmi per oltre 1 minuto, se davvero non provi niente o non vuoi stare con me? Come puoi dormire con me e non volermi baciare per rispetto? Come puoi chiedermi di vedere come vanno le cose, ma trattenerti dal darmi un bacio? Ha ceduto solo ieri, ma non voglio illudermi.
Non voglio che tutto questo sia solo un modo per prolungare la mia sofferenza.
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Dr. Magda Muscarà Fregonese Psicologo, Psicoterapeuta 3,7k 146 11
Gentile utente, nel suo racconto , per molti versi dettagliato e sensibile, mancano dati relativi alla storia , di lui innanzitutto, che lavoro fa, ci parla di Caserma, per cui ipotizzo una carriera militare, non è possibile on line diagnosticare, comprendere un soggetto che non è l'utente, il momento difficile della di lui carriera , poi. Posso dirle soltanto , carissima, che le scene e i pianti, umanissimi e comprensibili , non pagano, è poi difficile cancellarli, tornare indietro..Le consiglio di riprendere il controllo delle sue emozioni, prendendosi cura della sua , di lei vita interiore e delle sue aspettative, concrete, nei momenti difficili della vita, c'è più che mai bisogno di essere equilibrati..
Sarebbe anche bene che Lei , attraverso un percorso con un Collega de visu, avesse modo di riflettere, chiarirsi aspetti della sua storia che la conducono a scelte che poi rimpiange..
Noi siamo la nostra storia e l'educazione ricevuta, l'affettività o il disamore, le difficoltà o i successi determinano il nostro modo di interagire con gli altri e col partner in particolare.. Ci riscriva se vuole, restiamo in ascolto..

MAGDA MUSCARA FREGONESE
Psicologo, Psicoterapeuta psicodinamico per problemi familiari, adolescenza, depressione - magda_fregonese@libero.it

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Utente
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Dottoressa Fregonese,
la ingrazio per la sua risposta.
Esattamente, lui è militare, e la prossima settimana inizia questo corso che tanto lo preoccupa. Io l'ho sempre sostenuto e gli ho sempre dato la carica, forse questa volta non sono stata in grado di capire il suo stress e la sua preoccupazione. E in questo momento non riesco a capire come sia possibile mettere in stand-by una relazione.
Ho subito un intervento maxillo-facciale due mesi fa, ed ero chiaramente molto vulnerabile, lo sono tuttora. Non è facile svegliarsi la mattina, guardarsi allo specchio e non riconoscervi l'immagine riflessa. Mi chiedevo quale sarebbe stata la mia forma definitiva, se lui mi avrebbe ancora accettata. In più ho dovuto seguire una dieta liquida. Tutto questo ha provocato anche in me grande stress, mi ha portata ad avere mille incertezze e sentivo di non avere le attenzioni che volevo, o l'appoggio che volevo. Da qui deriva la mia eccessiva reazione. Sono scoppiata. Sono sempre stata la sua colonna portante, in questo senso forse possiamo dire che la relazione è asimmetrica. Per una volta in cui sono crollata non ho sentito il suo appoggio e mi sono arrabbiata.
Eppure non capisco questo fuggire, il non voler parlare di sentimenti ora perché "è un momento delicato" e perché "non posso stravolgermi anche solo emotivamente in questo momento" (tra virgolette le sue parole). Forse ora l'egoista sono io, è che dal mio punto di vista ha tutte le certezze del mondo, io non ho mai messo in dubbio il mio amore per lui, quindi non riesco a capire i suoi dubbi. Non riesco a capire come una sfuriata possa portare a tutto questo, dopo 5 anni di relazione, più gli anni in cui siamo stati migliori amici, proposta di matrimonio, progetti insieme (figli e casa). Fino a ieri guardavamo case da comprare e oggi non si sa nemmeno cosa siamo. In certi versi sento anche rimane perché gli faccio pena, perché torna a casa mi riempie di abbracci e bacetti, ma poi quando siamo fuori casa io non esisto. Lui non parla, non si esprime, e questo mi rende ancora più nervosa. Noto che quando sono serena lo è anche lui, e quindi mi impongo di essere serena, solare, positiva, come piace a lui, però per me è troppo. Sto male, sono umana anche io, e non capisco perché devo nascondere i miei stati d'animo e fingere di stare bene.
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Utente
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Per spiegare meglio la nostra situazione attuale dovrei anche aggiungere quanto segue:

Lui ha sì deciso di restare a casa, a detta sua perché anche lui voleva dare una seconda chance alla relazione, allo stessa tempo mi ha detto che per quanto magari a breve sarebbe scoppiato anche lui perché qualcosa non andava, anche se non sa cosa, la situazione di rottura l'ho creata io e quindi si aspetta, ingiustamente, che sia io a fare qualcosa. Non sa dirmi cosa chiaramente, più volte mi ha solo detto di stare serena e di vedere come vanno le cose. Quando mi mostro spensierata stiamo benissimo, lui è affettuoso. Ha ripreso ad usare il mio vecchio nomignolo, che non aveva più usato dalla lite, mi saluta sempre con i baci sul collo, mi abbraccia, a volte anche per un tempo prolungato, mi dà pacche sul sedere, magari mi accarezza la schiena. Quando però ho provato a baciarlo in bocca 2 giorni fa mi ha rifiutata, anche se ha continuato a giocare sfiorandomi le labbra per poi baciarmi il collo, la fronte e mordermi il naso. Mi ha chiesto a cosa mi serviva il bacio sulle labbra, gli ho detto che poteva servire anche a lui, e che se non provava niente non doveva certo farsi problemi, serviva a me. La sua risposta è stata semplicemente "lo sai cosa provo", con un tono di voce basso e dolce, ho risposto di no e ha di nuovo affermato che sì che lo sapevo. Ad oggi non mi ha mai detto che non mi ama, ha solo detto, durante una lite, "mi hai detto tante volte che non ti amo che alla fine mi hai convinto", e non so sinceramente che peso dare a questa affermazione.
Negli ultimi giorno ho sentito un avvicinamento a livello fisico, sono anche andata via un paio di giorni e mi ha mandato un paio di messaggi per sapere come andava tutto. Ma al di fiori di ciò, non mi scrive mai e non mi sento nemmeno considerata, tanto da non scrivermi neanche che non rientra a casa dopo che il giorno prima mi aveva detto che sarebbe venuto.
Non capisco se è solo confusione, paura di stare male in questo suo momento delicato dopo che ha trovato in questa attuale situazione un equilibrio, in cui io sto facendo di tutto per apparire serena, per il suo benessere. Oppure, essendo lui terrorizzato dal distacco (fosse per lui sarebbe amico di tutte le sue ex), se sta solo cercando la via dell'amicizia. In questo caso però non considera i miei sentimenti, e non considera il fatto che mi ha illusa con le sue parole, ad esempio dicendomi che non escludeva nulla, che rimaneva in casa per vedere come andavano le cose, ecc. Insomma, forse io voglio affrettare i tempi, però d'altronde vista la complicità ritrovata non capisco la sua fermezza nel non dare un benedetto bacio, a meno che semplicemente non sia finito l'amore e non abbia il coraggio di dirmelo.

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