Utente 500XXX
Buonasera,
Sono un ragazzo di 30 anni e ho problemi di erezione, dovuti a esperienze negative passate con la ex ragazza, dove non provando piu attrazione per lei, mi "sforzavo" ad avere rapporti, fino ad arrivare a non riuscire piu e ad essere entrato nel circolo vizioso dell'ansia da prestazione...
Questa cosa mi ha portato a non avere quasi più desideri, a avere molta difficoltà ad eccistarsi ed a controllare ossessivamente le erezioni e le emozioni che provo assieme ad un eventuale partner.
Sono in terapia da un psicoterapeuta sessuologo, ma non ne riesco a venire fuori.
Lui afferma che il mio controllo inibisce le erezioni e l'eccitazione, ed in pratica dovrei rivivere i preliminari piano piano per recuperare la voglia e la sicurezza, prima di avere un rapporto completo.
Purtroppo però mi è capitato troppe volte di non raggiungere mai, o quasi mai, un erezione completa...anche durante i preliminari.
Ho fatto una visita andrologica e il dottore ha confermato che ho tutto apposto.
La domanda che volevo farvi è questa:
Anche durante la masturbazione, non riesco quasi mai ad avere un erezione massima e duratura (appena mi fermo cala desiderio e erezione), e vorrei sapere se è possibile che il controllo influisca anche in maniera inconscia, perche spesso mi sembra solo una conseguenza, ovvero mentre mi masturbo mi rendo conto che l erezione è debole e di conseguenza parte il controllo.
Secondo voi tutti questi controlli in verità li faccio inconsciamente gia dal momento che guardo materiale erotico? (come per verificare inconsciamente se l erezione sarà buona?)
Mi è capitato anche di constatare erezioni notturne non al massimo, e questa cosa mi preoccupa.
Questa situazione è frustrante e il fatto che anche da solo non riesca ad a, vere erezioni complete e durature, mi fanno pensare a un impossibilità di risolvere questa cosa, anche con una partner... Potreste darmi qualche consiglio (oltre a continuare la terapia)?
Grazie mille.

[#1] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
CATANIA (CT)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2010
Buona sera,
la diagnosi di deficit ritiro deve assolutamente essere andrò sessuologica.
Non si può analizzare la psiche senza il corpo e non si può analizzare il corpo senza la psiche.

Non riesco a comprendere dal suo racconto se è stato visitato da un andrologo e che diagnosi è stata fatta relativamente al suo deficit erettivo.

Si tratta di ansia da prestazione?
Non c’è nessuna componente organica o mista?
Sono coinvolti gli stili di vita?
Si tratta di una discrepanza fra immaginario erotico ed agito sessuale?
Si tratta di una memoria corporea disfunzionale che Danneggia la sessualità odierna?

Le allego nella una lettura tramite la quale potrà approfondire il complesso tema della diagnosi e del trattamento del d.e.

https://www.valeriarandone.it/disfunzione-erettile-impotenza/
Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

[#2] dopo  
Dr. Enrico De Sanctis

Referente scientifico Referente Scientifico
28% attività
16% attualità
16% socialità
ROMA (RM)

Rank MI+ 60
Iscritto dal 2015
Buon pomeriggio,

possono esserci una complessità di elementi da considerare.
Intanto le chiedo, se avesse voglia di dire, com'erano desiderio e potenza erettile prima delle esperienze negative con la sua ex ragazza.

Quando parla di controllo inconscio fa una distinzione importante. Sottolinea che la debolezza dell'erezione prescinde dal controllo, che è solo successivo.

Allora se mettiamo da parte per un momento il controllo, quando parla di inconscio mi fa pensare che possa esserci una costellazione emotiva interiore, che potrebbe in qualche modo pesare sul desiderio e interferire sull'erezione. Forse sente l'importanza di guardarsi dentro per comprendere se quello che sta accadendo alla sua sessualità è legato al suo mondo interiore e riguarda la sua persona nella sua interezza.

Un saluto cordiale,
Enrico de Sanctis
Dr. Enrico de Sanctis - Roma
Psicologo e Psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico
www.enricodesanctis.it

[#3] dopo  
Utente 500XXX

Salve, la ringrazio per la risposta.
Prima di quella serie continua di esperienze negative, il desiderio sessuale e le erezioni erano forti (avevo desiderio, mi eccitavo facilmente e avevo erezioni normali come tutti)
Ho sempre sofferto di ansia da prestazione "iniziale" diciamo, ma tutto spariva dopo un rapporto andato positivamente. Con la mia ex nom riprendevo più fiducia, perché c era una mancanza d attrazione oggettiva e quindi lo facevo come un dovere.
Cosa che credo io stai continuando a vivere.. Vivere il sesso come un problema da risolvere... E infatti volevo chiedere se magari fosse il caso di non sforzarsi a utilizzare materiale erotico e ad avere auto erotismo (consiglio del mio psicoterapeuta) perche magari proprio inconsciamente lo faccio solo come una verifica e quindi va tutto male?
Sono preoccupatissimo... Anche con una ragazza con cui uscivo poco tempi fa, non riuscivo mai ad avere una forte eccitazione e vivo in pratica quello che presumo sia lo spectatoring. Non vedo via d'uscita sinceramente. Cosa mi consigliereste?
Grazie ancora

[#4] dopo  
Utente 500XXX

In risposta alla dottoressa Randone
Intanto la ringrazio per la risposta.
Ho svolto una visita andrologica e il dottore mi ha detto che organicamente non ho problemi, che è un blocco psicologico.
Io credo di soffrire sia di ansia da prestazione (perché lo vivo come un problema da risolvere) e anche di controllo continuo delle emozioni che provo riguardanti i vari stimoli sessuali, sia in presenza di una partner, che con stimoli visibi tipo film o foto erotiche.
Non so piu come uscirne e il fatto che anche nell autoerotismo mi capitino continui episodi di erezione un po debole o che cala velocemente, mi preoccupa ancora maggiormente.
La mancanza di eccitazione pura può essere il reale problema di tutto cio?
E se si, dipende solamente dal fatto che io nom riesco ad abbandonarmi completamente al momento e mi controllo?

[#5] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
CATANIA (CT)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2010
“La mancanza di eccitazione pura può essere il reale problema di tutto cio?
E se si, dipende solamente dal fatto che io nom riesco ad abbandonarmi completamente al momento e mi controllo?”

Lei chiede diagnosi, diagnosi differenziale ed etimologia.

Non fattibile online.
Immagino che avrà già seguito questo percorso il collega che ha il piacere di averla in cura.
Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

[#6] dopo  
Dr. Enrico De Sanctis

Referente scientifico Referente Scientifico
28% attività
16% attualità
16% socialità
ROMA (RM)

Rank MI+ 60
Iscritto dal 2015
Comprendo la sua preoccupazione, è necessario che torni a sentire desiderio e ad avere erezione, la sessualità è un aspetto fondamentale della vita.

Prima di darle una mia suggestione, condividendo con la Collega che non riusciamo a fare un approfondimento diagnostico, provo a porle tre domande, se si sentisse di rispondere.

Dal suo punto di vista come mai, quando non è riuscito più ad avere rapporti con la sua ex, non ha interpretato la mancanza di erezione come comprensibile conseguenza della mancanza di "attrazione oggettiva" per lei? Mentre sembra avere pensato alla mancata erezione, se non ho inteso male, come a qualcosa di problematico, entrando nel circolo dell'ansia da prestazione.

Un secondo interrogativo che vorrei porle è come mai, nel suo sentire, ha proseguito con la sua ex per dovere?

Infine, dice di non provare quasi più desiderio attualmente. Questo vuol dire che in alcune circostanze lo prova?

Un saluto cordiale,
Enrico de Sanctis
Dr. Enrico de Sanctis - Roma
Psicologo e Psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico
www.enricodesanctis.it

[#7] dopo  
Utente 500XXX

Buona sera dott. De Sanctis provo a rispondere alle tre domande piu sincero che posso:
La storia con la mia ex iniziata da subito con una mancanza di attrazione... La ragazza era perfetta sotto tutti i punti di vista, ma fisicamente non mi è mai piaciuta molto. La storia è durata 4 anni e inizialmente i rapporti andavano bene (probabilmente perché il desiderio in generale era molto alto e faceva si che avessi voglia anche con lei)... Successivamente ritenevo che una persona innamorata non poteva "non riuscire" ad avere rapporti con la partner, altrimenti sarei stato molto superficiale (sbagliai completamente tutto dall'inizio), quindi imputavo il problema a me, e mi convincevo che ero io che non andavo bene.
Credo che la mia prima storia da ragazzino, per cui ho sofferto molto per essere stato tradito, mi ha portato a vivere malissimo la fine di una storia, e probabilmente non volevo finisse con lei per nom ferirla e per non riprovare le sensazioni di abbandono che provai da ragazzino.

Riguardo al discorso del desiderio, capita di rado in giornate in cui forse sono piu tranquillo ed ho buon umore, di avere desiderio verso stimoli visivi (es una bella ragazza in costume)... Ma questo succede molto raramente... Credo capiti nei momenti in cui sono più rilassato, in cui non sto pensando al sesso come un problema e quindi non ho quel controllo automatico... Almeno suppongo sia cosi, ma onestamente non riesco a capirci molto perché sono molto confuso e frustrato per questa cosa.
Grazie per le risposte.

[#8] dopo  
Dr. Enrico De Sanctis

Referente scientifico Referente Scientifico
28% attività
16% attualità
16% socialità
ROMA (RM)

Rank MI+ 60
Iscritto dal 2015
Buongiorno,

la mancanza di interesse, il fatto di non essere innamorato, come lei suggerisce, il fatto di avere capito che una ragazza perfetta non basta dovrebbe coerentemente corrispondere a una mancanza di desiderio. Lo dico in teoria in questa sede, non so dirle se il mio pensiero possa anche corrispondere al suo caso specifico.

Proviamo a mettere da parte per un momento il problema che pone, sarebbe comunque importante riflettere sui motivi per cui imputa un problema a se stesso, quando sembra sapere che purtroppo non era innamorato. Mi chiedo se questo ci possa parlare di un suo significativo senso di colpa, che andrebbe approfondito dal vivo. Penso alla colpa anche quando fa riferimento al dolore che avrebbe provocato alla sua ex, ferendola per il fatto di non amarla e di lasciarla.

In linea con questo discorso si aprono tante ulteriori domande, che purtroppo non riusciamo a sviluppare qui. Alcune ad esempio riguardano la sua scelta di una ragazza perfetta, quindi cosa significava per lei o per le persone intorno a lei questa perfezione. Forse questo può avere a che fare anche con il fatto che resta parecchi anni in una storia che non sente sua, vivendo magari un senso di fatica, di tensione, e anche di mortificazione di sé e dell'aspetto sessuale eventualmente.

Lei stesso sostiene di avere sbagliato, di avere corso il rischio di essere stato superficiale. Questo dev'essere intenso come un momento positivo. Si è assunto a un certo punto una responsabilità importante per se stesso e, penso di poter dire, anche per questa ragazza, lasciandola libera di trovare una persona innamorata di lei al suo fianco. Non è stata colpa di nessuno.

La suggestione che le lascio in questa sede è relativa al fatto che la sua storia e le dinamiche che emergono sono significative e aprono numerosi interrogativi su se stesso e sul suo mondo interiore. Ha anche parlato di una forte delusione del passato, quando era ragazzino ed è stato lasciato, vivendo un intenso senso di abbandono, da come ho capito.
Potremmo quindi dire che alcune caratteristiche di sé, la sua storia e alcuni pesi emotivi possono incidere sull'organizzazione della sua personalità e sulla sua sessualità. Magari anche sulla scelta di quest'ultima ragazza.

Aprirei dunque questi discorsi, accanto a quello dell'ansia da prestazione. Questa mia suggestione nasce dalla lettura del suo racconto. Inizialmente ha parlato soltanto del sintomo e della sua risoluzione, come se questo fosse sganciato dalla sua persona. Allo stesso tempo però, a un certo punto parlando di inconscio, mi ha fatto chiedere se sentisse l'importanza di complessificare il suo problema. E mi sono chiesto se il discorso dell'ansia da prestazione non le bastasse come unica spiegazione al problema e alle preoccupazioni che sta vivendo.

Complessificare il suo problema significa inserirlo e spiegarlo in un discorso più ampio, in riferimento al suo mondo interiore e alla sua persona, alla sua storia, ai suoi vissuti più profondi. A quelle terribili ferite di ragazzino tradito.

Un saluto cordiale,
Enrico de Sanctis
Dr. Enrico de Sanctis - Roma
Psicologo e Psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico
www.enricodesanctis.it

[#9] dopo  
Utente 500XXX

La ringrazio molto dott. De sanctis... Ne ho parlato anche col mio psicoterapeuta e mi ha proposto proprio di lavorare sul vissuto del tradimento da ragazzino, tramite la tecnica EMDR. Mi auguro molto di venirne a capo... Sono molto frustrato e non riesco piu ad immaginare una vita sessuale "normale"
Grazir ancora buona giornata

[#10] dopo  
Dr. Enrico De Sanctis

Referente scientifico Referente Scientifico
28% attività
16% attualità
16% socialità
ROMA (RM)

Rank MI+ 60
Iscritto dal 2015
Non utilizzo l'EMDR, ci sono molti punti di vista sul senso del dolore, su come comprenderlo e affrontarlo. Ognuno poi segue la strada che ritiene più adatta per le sue necessità, per la propria idea di cura e per il proprio sentire.

Ringrazio anche a lei per averci scritto,
Enrico de Sanctis
Dr. Enrico de Sanctis - Roma
Psicologo e Psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico
www.enricodesanctis.it

[#11] dopo  
Utente 500XXX

Secondo la sua esperienza non ritiene molto utile l Emdr? Io vorrei fare tutto il possibile per star meglio...ma sinceramente le uniche cose che posso fare sono:
Evitare i rimuginii
Non evitare di conoscere ragazze
Affidarmi a uno psicoterapeuta
Credo che sia il massimo che possa fare in questo momento... Lei cosa ne pensa?

[#12] dopo  
Dr. Enrico De Sanctis

Referente scientifico Referente Scientifico
28% attività
16% attualità
16% socialità
ROMA (RM)

Rank MI+ 60
Iscritto dal 2015
In psicoterapia, come in molti altri ambiti, i punti di vista sono numerosi. Questo può confondere, ma può anche offrire un ampio ventaglio di scelta.
In queste sede ho provato a darle alcune impressioni, affinché possa avere un confronto. E così farsi anche un'idea dei differenti modi di pensare, nel tentativo di capire in quale può riconoscersi.

Un saluto cordiale,
Enrico de Sanctis
Dr. Enrico de Sanctis - Roma
Psicologo e Psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico
www.enricodesanctis.it

[#13] dopo  
Utente 500XXX

Vi ringrazio per le risposte... Avrei un ultima domanda, piu che altro per cercare di tirarmi su moralmente perche son veramente a pezzi.
È possibile interrompere lo spectatoring? E se si esistono delle tecniche apposta da fare? Grazie ancora

[#14] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
CATANIA (CT)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2010
“È possibile interrompere lo spectatoring? E se si esistono delle tecniche apposta da fare? Gr”

Siamo online, non si può fare ne diagnosi ne terapia.

Lei continua a chiedere: diagnosi, terapia, soluzioni ed etiologia!

Le teciniche che lei chiede esistono e sono articoli solo in sede di terapia con un professionista valido, qualificato e competente.

Il fai da te non serve a niente.
Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it