Utente 529XXX
Salve, chiedo consigli su quale strategia mentale adottare per difendermi dalla manipolazione.
Ho 31 anni, per non esser stata forte in giovinezza mi sono laureata da poco e non essendo i miei studi interessanti per il mercato non posso nell'immediato rendermi indipendente.
Riassumo chi sono: un'adolescenza fatta solo di andare a scuola e tornare a casa senza nessun evento significativo, condizione che, per il mio carattere e i miei limiti, non mi ha resa serena ed equilibrata. La mancanza di esperienze e di amicizie mi ha provocato alla fine una forte confusione nei primi vent'anni, mi sono chiusa in casa e non avevo la forza di combattere per ciò che volevo, i miei se ne lamentavano ma non mi hanno mai fatto aiutare per paura dello stigma sociale. Ho iniziato a riprendermi dopo i 25, mi sono resa conto che i miei problemi erano causati non solo dai miei limiti, ma anche dall'ambiente familiare patriarcale e misogino a cui non ho saputo opporre senso critico e una sana indipendenza. Oggi dopo tanti sforzi per "raddrizzarmi" sono laureata a pieni voti e innamorata della vita.
Da quando non ho più il dovere di andare all'università, è iniziato un clima di battaglia nei miei confronti, una cosa mai successa prima che mi ha lasciata a bocca aperta, amarezza e parte. A 31 anni ho visto i miei genitori per quello che sono: è come se stessero aspettando di avermi di nuovo "nelle loro mani" come quando ero adolescente e non potevo muovermi dato che o stavo a scuola o dovevo stare a casa (il dover andare all'università in città mi ha portata a uscire di casa la mattina senza che potessero dire niente). Hanno iniziato, da quando hanno saputo che dovevo laurearmi e a pieni voti, ad attaccarmi offendendomi ad ogni momento anche in pubblico, perfino il giorno della mia laurea mi hanno derisa con cinismo e meschinità. Siccome già li minacciai che li avrei registrati e denunciati a suo tempo, hanno in casa atteggiamenti di ricatto subdoli e fanno gesti corporei per incutermi timore quando si rivolgono a me. Stanno facendo questo perché ritengono che a quest'età la donna debba avere il lavaggio del cervello, è arrivato il momento che mi occupi della famiglia, mi hanno esortato più volte a scordarmi velocemente della mia vita universitaria perché adesso è "cambiata la fase di vita" e sì, devo trovare lavoro, ma sono contrari per loro stessa ammissione alle donne con i soldi in tasca che "si lasciano 'accamminare" (in dialetto significa che le donne fanno le sgualdrine se le si lascia senza padrone e con i soldi in tasca), quindi mi minacciano di continuo che devo portargli il mio ragazzo a casa perché "adesso devo fare figli", loro inoltre hanno la mentalità del marito padrone. Cosa vi domando? Strategie concrete perché a lungo andare vedo che mi indebolisco come in passato, e più devo organizzare modi di parlare assertivi e strategie per sfuggire alla loro gestualità dominante più non riesco a studiare per i concorsi. Grazie di cuore per qualsiasi aiuto.

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Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile Utente,

mi dispiace moltissimo per il clima che c'è in casa, perchè ora che Lei si è laureata e quindi ha raggiunto un importantissimo traguardo (complimenti!), è vero che la vita cambia, ma soltanto Lei può decidere in quale direzione.

Mi pare di capire che Lei abbia già deciso di prepararsi per un concorso, per il quale ha bisogno di essere serena e concentrata; mentre i Suoi genitori, per un retaggio culturale, non sono molto favorevoli...

Più che una strategia mentale, Le suggerirei una strategia comportamentale, evitando litigi e discussioni a casa, in modo da potersi focalizzare il più possibile sul concorso, ma non solo: Lei ha bisogno anche di svagarsi, di divertirsi e di fare la Sua vita.

Lei è figlia unica?
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#2] dopo  
Utente 529XXX

Salve Dottoressa, grazie per avermi risposto.
Cercando sul web mi sono resa conto che la maggior parte dei consigli contro la manipolazione e i ricatti sono vaghi, imprecisi, lasciano poi interpretare e valutare personalmente cosa fare. Altri siti invece, pochissimi, sono molto pragmatici, spiegano le situazioni, fanno esempi, spiegano bene quali sono i meccanismi uno per volta e aiutano a rispondere con il giusto comportamento, se possibile vorrei che mi consigliasse dei libri che parlano proprio così. Che spiegassero cioè in modo preciso, accurato, e che in generale trattassero l'assertività ma non in modo vago o solo teorico lasciando poi agire me come preferisco, devono precisamente spiegare cosa fare e come rispondere, ossia qual è la tecnica per rispondere a ogni tipo di manipolazione. Grazie per qualsiasi consiglio mi darà.

Ho tre fratelli, due maschi e una femminuccia piccola. Non posso contare sui due maschi. Uno, brillante, si è laureato giovanissimo ma non ha fatto più niente perché avrebbe dovuto lasciare il paese almeno per un po' ma mio padre l'ha annichilito convincendolo che quelli che se ne vanno vengono spinti dai genitori perché non hanno soldi conservati in banca da lasciare ai figli. L'altro invece è un bravo ragazzo ma di recente ha tirato fuori il peggio di sé anche se non ho capito il motivo; nei due anni che ho portato a casa buoni voti dalla magistrale mi ha fatto una guerra abbastanza aggressiva fatta di urla per spaventarmi, a tal punto che di recente mia madre è dovuta intervenire per difendermi nonostante anche lei sia maschilista (inoltre la rimprovera continuamente per il fatto che io non ho ancora preso l'abitudine di alzarmi e sistemare tutta la casa "come fanno tutte le donne che un domani devono portare avanti la famiglia, mica pensare ai fatti loro", testuali parole). Quello che non tollera è che io sia fidanzata e che non abbia portato il ragazzo a casa per fare il fidanzamento ufficiale ma ho vissuto da ragazza moderna (o quasi!), quindi che ho trasgredito alle regole dei miei. Infatti quello che stanno facendo i miei adesso è proprio per spaventarmi e convincermi che sia arrivato il momento di fare il fidanzamento in casa e maritarmi prima possibile, e se fosse prima di trovare lavoro per loro sarebbe proprio l'ideale. Li ho sentiti dire di una ragazza in paese che si sposò giovane che se si è divorziata è solo perché non ha fatto figli, perché una donna quando fa un figlio è ricattata e quindi non se ne può andare e "il mondo è sempre andato avanti così e questa è la regola". Questo è il tenore dei discorsi quotidiani con rancori e strane espressioni del viso annesse.

Sono sola, il mio ragazzo è fuori tra mille sacrifici. Sconto anni in cui ho fatto degli errori e quelli successivi in cui non ho potuto prendere l'auto, uscire il sabato e coltivare le amicizie. Io, infatti, posso uscire a svagarmi solo se il mio ragazzo mi viene a prendere, per il resto non posso guidare perché sono donna e "le donne la sera non guidano". Quello che mi fa male è che mi toglie tanta energia questa difesa e non riesco a studiare, mentre il mio studiare e studiare bene si basa solo su allenamento costante e sforzi, quindi se non mi sforzo mi perdo sempre di più. Tra l'altro mi sento pure veramente spaventata certe volte anche se so che non possono farmi niente. E' durissima, ed è molto doloroso perché nonostante tutto ogni volta che fanno i gentili per recuperare terreno io spero sempre che siano rinsaviti, ma ormai da quando sono laureata ogni giorno è un bombardamento di aggressività costante e claustrofobica, arrivo ad avere il cuore che batte forte ma mi rendo conto che devo maturare e accettare quello che è.


Comunque il mio problema è che a lungo andare questo clima è alienante e distrugge, a me capitò già nell'adolescenza, so bene che effetti ha su di me quindi Le chiedo gentilmente tutto quello che posso fare nel mentre che dipenderò economicamente da loro.