Utente
Salve, ho 28 anni, da sempre con problemi di autostima, molto chiusa, non son mai stata me stessa veramente e le relazioni con gli altri mi hanno sempre provocato una certa ansia tanto che anche nelle uscite con gli amici dopo un po' avevo voglia di tornare a casa, dove mi rifugiavo nelle mie fantasie.
Fantasticavo tantissimo fino a qualche tempo fa, vivevo letteralmente in un mondo parallelo che mi dava tutto quello che quello reale non mi dava: accettazione per quello che ero, riconoscimento sociale (sono sempre stata la sfigata del gruppo), amore (non ho mai avuto un ragazzo e lo desideravo, ora mi rendo conto, come forma di dimostrazione verso gli altri oltre che per bisogno di amore, ma in realtà ho sempre evitato le relazioni).
Sono caduta in episodi di depressione, almeno credo perchè non mi è mai stata diagnosticata non essendo mai andata da nessuna terapeuta.
Penso tantissimo, rimugino, ragiono.
Forse per darmi un'occasione di ricominciare in un nuovo contesto anni fa mi sono trasferita in una nuova città, dove ho trovato un buon lavoro, ma ho iniziato a soffrire di forte nostalgia di casa e voglia di tornare nel mio mondo conosciuto.
Continuando a essere infelice decido di iniziare una terapia ma con zero risultati, a parte che mi è stato detto che ho un modo di pensare ossessivo.
Continuo a ragionare su cosa ci sia che non va in me e su cosa devo cambiare per essere felice, ma mi sento come una che si scaglia contro un muro di gomma, intrappolata dentro me stessa, incapace di vivere nel mondo reale come la gente normale, incapace di cambiare.
Un anno fa, ho iniziato una relazione sentimentale con un ragazzo di cui ero stata innamorata, ma da quando ci siamo messi insieme è come se l'innamoramento fosse svanito, ho la fortissima tentazione di lasciarlo, ho un'ansia fortissima, sono inquieta, continuo ad avere dubbi di non amarlo e scopro l'esistenza del doc da relazione in cui mi ritrovo in molti aspetti ma non capisco se è quello il mio problema.
è come se avessi la tendenza fortissima a tornare single per tornare tranquilla, ma mi dico che devo crescere e sbloccarmi e allora resto nella relazione, ma non sono felice e non so se è perchè non amo il mio ragazzo o per problemi miei.
Mi sembra di vivere fuori dalla realtà, è strano non so bene come spiegarlo, è come se tutto questo non stesse succedendo davvero a me, come se non lo stessi vivendo davvero io e non fossi pienamente coinvolta nella realtà che vivo.
Ora, vorrei davvero riuscire a uscire da questa situazione ma non capisco da che tipo di terapeuta dovrei andare: uno che curi problemi legati all'ansia per risolvere il problema presente della mia relazione?
(quindi tipo TCC o TBS) o un approccio che considera la mia vita in generale?
(l'analisi transazionale mi sembra una cosa che forse si può adattare alla mia situazione).
Sono bloccata anche nella scelta dell'approccio e così il tempo passa e non cambia nulla, anzi mi abituo a questa nuova realtà che odio.
Vi prego aiutatemi

[#1]  
Dr.ssa Flavia Massaro

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Cara Utente,

lei è passata al mondo reale a partire da una sorta di "mondo sostitutivo" di fantasia, appagante e perfetto per lei:

"vivevo letteralmente in un mondo parallelo che mi dava tutto quello che quello reale non mi dava".

Mi sembra comprensibile che la realtà che ora affronta sia deludente e anche difficile da gestire, se non ha potuto costruire un insieme di esperienze reali nel corso del tempo e tutto le appare nuovo e difficile, perchè gli aspetti positivi e quelli negativi si mescolano come in ogni situazione.

Credo che, alla luce della storia che riferisce, anche questo sia pienamente comprensibile:

"Mi sembra di vivere fuori dalla realtà, è strano non so bene come spiegarlo, è come se tutto questo non stesse succedendo davvero a me, come se non lo stessi vivendo davvero io e non fossi pienamente coinvolta nella realtà che vivo".

Personalmente le suggerisco di rivolgersi ad uno psicologo di orientamento psicodinamico/psicoanalitico (va benissimo l'Analisi Transazionale che lei stessa cita) perchè non credo abbia senso concentrarsi su singoli sintomi, quando è il quadro generale a necessitare di un cambiamento.

Ci rifletta e se le fa piacere mi aggiorni.
Un caro saluto,
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
www.serviziodipsicologia.it

[#2] dopo  
Utente
Grazie della risposta dottoressa, in effetti mi pare ci possa stare con la mia situazione.
Mi viene però il panico: se non ho fatto esperienze nelle relazioni, sono tremendamente in ritardo nella vita, alla mia età la gente inizia a sposarsi e io invece è come se fossi al livello di una sedicenne. Ora non so che fare...sto con un ragazzo di cui non mi sento innamorata ma gli voglio bene, non capisco se lo scarso entusiasmo che provo in sua compagnia sia dovuto a questa "delusione del reale" di cui lei parla o a lui, devo assegnarmi all'idea che l'amore è questo o lasciarlo perchè non è amore, cosa devo fare?? Delle volte vorrei solo dirgli che ora come ora non sono in grado di avere relazioni con nessuno, ma poi penso che è l'ennesimo allontanamento, come faccio a fare esperienza nelle relazioni se non sto in una relazione? ma se non lo amo allora sono in una relazione sbagliata e dovrei lasciarlo. E poi ogni volta che provo a lasciarlo mi viene il panico e mi rendo conto di quanto ci tengo. Però sono infelice (ma non per qualcosa che lui ha fatto, mi tratta coi guanti, io però sono insofferente nei suoi confronti non capisco perchè). Questo mi fa nascere il pensiero che forse allora ci sto insieme solo per evitare la solitudine, e al dubbio si aggiungono i sensi di colpa, non capisco quale sia la verità e ogni pensiero ne fa nascere un altro. Dovrei lasciarlo, prendere un po' di batoste dalla vita da ragazzi che mi trattano male, per essere in grado di apprezzare lui che mi tratta bene? Questo delirio di domande e dubbi mi tortura ogni minuto di ogni giorno, mi sento una mosca agitata che sbatte contro il vetro. E in tutto ciò, continuo a vivere nei miei pensieri, come faccio a uscire dalla mia testa, smettere di farmi tutte queste migliaia di teorie mentali e vivere la realtà?
Se qualcuno ha idea di cosa stia succedendo al mio cervello mi dia delle indicazioni, mi sembra di essere pazza
Grazie

[#3]  
Dr.ssa Flavia Massaro

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Probabilmente tutto l'insieme degli aspetti che ha riferito stanno dando vita a rimuginazioni ossessive, anche dovute al fatto che la realtà esterna può essere più deludente e meno perfetta rispetto al mondo di fantasia che si era creata, e il rendersene conto genera ansia.

Si rivolga ad un mio collega, come ha espresso l'intenzione di fare, e insieme troverete il bandolo della matassa.

In ogni caso la vita non è una gara e lei non è affatto "indietro" o in ritardo, ma ha semplicemente seguito un cammino diverso da quello di altre persone (e non certo di "tutti" gli altri).
Ognuno ha la propria storia e la propria esperienza e ciò che conta è intervenire quando qualcosa genera insoddisfazione e sofferenza.
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
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[#4]  
Dr.ssa Caterina Guzzo

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Gentilissima utente,
lei stessa scrive il tempo passa e non cambia nulla , mi abituo a questa realtà che odio , pensieri che potrebbero derivare dal fatto che tutte le sue energie le impiega nella ricerca delle cause del suo malessere, nel focus attentivo privilegiato sui suoi sintomi o dell’approccio terapeutico che potrebbe essere più idoneo al suo caso. Il rimuginio di cui parla le causa ansia e l’ansia nuovo rimuginio che potrebbero spiegare il suo mi sembra di vivere fuori dalla realtà .Tutti questi sono meccanismi che si affrontano nel corso di una psicoterapia aldilà dell’orientamento teorico di formazione del terapeuta. Il primo passo per sbloccarsi potrebbe essere appunto quello di iniziare un percorso psicoterapico che le suggerisco.
Auguri
Cari Saluti
Dott. ssa Caterina Guzzo, Milano
Dr.ssa caterina guzzo