Utente 584XXX
Il tutto è iniziato nel periodo di settembre 2013.

Frequentavo ancora la scuola, quando una sera durante una festa cittadina dopo aver mangiato una pizza e bevuto qualcosa con gli amici mi è preso un forte mal di pancia con la necessità urgente di andare in bagno.

Il mio veicolo per tornare a casa era a circa 15 minuti da dove mi trovavo.

Nel tragitto erano forti i crampi e forte la forza per trattenere le feci per evitare spiacevoli figure in pubblico.
Vista la mia timidezza decido di affrettarmi nel tornare a casa, una volta a casa e liberato dal grande peso decido di tornare alla festa.
Prendo il mio scooter e torno li da tutti i miei amici.

Dopo circa 5 minuti dall’aver parcheggiato i dolori ritornano e decido di tornare a casa.
Appena arrivato a casa senza la necessità di andare in bagno era tutto passato ma decido comunque di rimanere a casa.


Da quel giorno qualcosa in me è cambiato, dal ritorno a scuola ogni giorno ero obbligato dal mio corpo a recarmi in bagno a simili orari puntualmente ogni giorno.
Fortissimi dolori in pancia a destra e sinistra dell’ombelico si placavano solo andando in bagno.
Le feci si presentavano sempre con molto muco e spesse volte era solo muco.


I dolori si presentavano all’80% solo a scuola, a casa e uscendo la situazione sembrava calmarsi.

Pian piano con il passare degli anni e l’aver finito la scuola questo problema è peggiorato, non si tratta solo di problema di muchi e il dover andare in bagno.

Sono stato dal mio medico curante che mi ha consigliato il test del glutine e il parlare con uno psicologo.
Il test glutine era negativo mentre con lo psichiatra ho fatto solo qualche seduta, poi non sono andato più.


Ad oggi mi ritrovo in situazioni a casa e a lavoro dove rispetto a ciò che mangio sto meglio o peggio ma non presento grossi disturbi essendo in un ambiente diciamo protetto, la casa e il lavoro (ho un negozio di noi proprietà) mi consentono il non dover dipendere da nessuno se sto male e ho bisogno di un bagno.


I sintomi peggiorano quando appunto mi si presenta l’ansia di avere l’ansia.

La fila in posta (80% delle volte) diventa proprio un trauma.

Esempio: quando sono in negozio sto discretamente, se devo andare in posta iniziano i primi complessi mentali e una volta arrivato in posta iniziò ad avere delle brutte sensazioni in pancia, mentalmente ho capito che il mio è un problema di paura di star male e non trovare un bagno dove andare, e nella mia situazione sarei anche timido nel chiedere ad un bar o altri di andare in bagno, anche per la paura di trovare sporco o di non trovare la carta igienica.


Come vedete ne parlo molto apertamente ormai, parlarne non mi crea disturbo ma è come se ci fosse un secondo me che è molto timido di tutto questo.


Ultimamente sto avendo anche dei problemi dissociativi, esempio chiamo una persona con il nome di un altra oppure non ricordo le cose.


Ad oggi ho preso farmaci quali: debridat debrum Imodium colilen ibs.

Ma con nessuno non ho notato molti cambiamenti.

[#1]  
Dr.ssa Paola Dordoni

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Gentile utente,

parrebbe dalla sua descrizione che stia descrivendo un classico esempio di condizionamento e di una successiva generalizzazione dell'ansia. Mi spiego. L'episodio d'esordio può essere esperienza di molti (a chi non è mai capitato??), ma la differenza sta in quella che molto esattamente lei chiama "paura della paura". Questo meccanismo fa sì che lei per paura di stare male EVITI le situazioni, e così, MANTIENE E ALIMENTA il suo problema. La riprova sta nel fatto che lei si sente a suo agio in situazioni di comfort zone, mentre quando è fuori (e senza vie di fuga o un bagno a portata di mano, col rischio di far figure) sale l'ansia, al punto che prima di andare già sta male, e quando è lì sta male sul serio! Inoltre teniamo presente che l'intestino è considerato come un "seconda cervello", quindi assolutamente in grado di mandarci dei segnali in caso di ansia o agitazione (sappiamo tutti come funziona...). Proviamo a mettere insieme tutto questo, ne risulta un'ansia anticipatoria, un rinforzo nel momento in cui lei EVITA le situazioni, e un generale (ipotizzo) stato di infiammazione generale dell'apparato gastrointestinale. Credo che la cosa migliore da fare sia da un lato prendersi cura dello stato del suo intestino tramite una visita gastro, e dall'altra mettersi nelle mani di un collega psicoterapeuta, le suggerisco uno ad orientamento cognitivo-comportamentale, che possa aiutarla a gestire i momenti di ansia e in parallelo ad esporsi alle situazioni che sono fuori dalla comfort zone poco alla volta.
buon lavoro!
Cordialmente,
Dr.ssa Paola Dordoni

[#2]  
Dr.ssa Valentina Berardi

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Gentile utente
Da ciò che scrive sembra che sia proprio la sua timidezza e la conseguente ansia a causarle maggiori difficoltà quando esce dalla sua zona di confort ( casa e lavoro).
Non è facile dover convivere con questa problematica, ma sembra che al suo primo episodio, che poteva essere un semplice problema medico, si sia associato uno stato ansioso che è ciò che la disturba maggiormente "i sintomi peggiorano quando appunto mi si presenta l’ansia di avere l’ansia".
Lo stomaco è stato definito il secondo cervello proprio perché è sensibile alle nostre emozioni e sensazioni, ed è proprio quando siamo agitati che tendiamo a contrarre parti del nostro corpo. Pertanto non sembra strano che quando inizia a presentarsi l'ansia anticipatoria ha necessità di andare in bagno. Probabilmente ha anche una sensibilità intestinale.
Come mai ha deciso di interrompere il percorso con lo psichiatra?
Rspetto alla sua difficoltà le consiglio un consulto psicologico che si basi su un approccio mente-corpo, che possa aiutarla a le essere consapevole delle sue emozioni e a comprendere e gestire gli stati ansiosi per trovare maggiore benessere.
Buona giornata
Dr.ssa Valentina Berardi
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[#3] dopo  
Utente 584XXX

È corretto parlare di colon irritabile?
L’ansia scaricata appunto sul colon lo irrita così da smuoverlo e dare questo stimolo di andare in bagno?

Per quanto riguarda invece le indigestioni, la forma e colore strano delle feci dovrebbe essere tutto collegato o potrebbe essere altro?

Agli inizi non avevo grossi problemi di intolleranze, mentre adesso molte cose non le digerisco.
Altre volte invece mi capita di provare ad andare al bagno precauzionalmente prima di uscire ma senza far nulla, dopo neanche 5minuti prende lo stimolo che mi fa tornare a casa e realmente li riesco a espellere le feci.

Gli esami del sangue sul glutine sono negativi mentre uno generico sulle intolleranze mi riporta diversi alimenti critici, che però il nutrizionista a cui mi sono affidato da qualche giorno rivendita non veritieri siccome secondo lui non esistono dei veri e propri test sugli alimenti specifici.


Ad esempio io personalmente ho notato problematiche con: pasta pane pizza patatine (indipendentemente dalla cottura e utilizzo) noccioline sesamo e altri.
Problematiche che a volte ci sono altre no. Tipo se mangio pizze a volontà e rimango a casa Senza uscire 3/4 giorni non noto un grande fastidio o intolleranza. Magari se ne mangio 2 ferte ma il giorno dopo esco l’ 80% delle volte sto malissimo finché il corpo non espelle tutto ciò che non ha digerito mentre il restante 20% la vivo normalmente.


Purtroppo vivo questa situazione da quasi 7 anni e le sto provando tutte.

Parlai 1 anno fa con un gastrologo che mi aveva consigliato di assumere aloe la mattina, ma poi non notando cambiamenti non ho avuto modo di risentirlo.

[#4] dopo  
Utente 584XXX

Salve dottoressa Berardi.
Seguivo questo percorso in un centro di salute mentale circa 3 anni fa parlando sia con una psichiatra che una psicologa. Diciamo che ho interrotto perché non mi sembrava funzionasse e non mi sentivo molto a mio agio.
Qualche mese fa seguivo uno psicologo, ho fatto 3 sedute ma poi da quando è andato in ferie non ci siamo sentiti più. Essendo a circa 10km da dove abito fare il percorso in auto era uno strazio.

Quest’ultimo si occupa anche di psicoterapia Cognitivo Comportamentale come consigliato anche dalla dottoressa Dordoni dovrei continuare a seguirlo?
Il mio pensiero è che sia anche un problema intestinale e non solo psicologico.
In questo caso è opportuno procedere anche con controlli interni?

[#5]  
Dr.ssa Valentina Berardi

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È probabile che il suo sia stato un eposodio isolato di sintomatologia gastrointestinale così come potrebbe soffrire di colon irritabile. Non essendo un medico non posso fare una diagnosi per ciò che non mi compete, per questo sarebbe opportuno affidarsi ad un gastroenterologo.
In contemporanea potrebbe esserle sicuramente d'aiuto il sostegno psicologico.
Se lo psicoterapeuta che la seguiva è troppo lontano ne cerchi uno più vicino o faccia riferimento a coloro che fanno consulenze online, ormai la nostra professione è molto diffusa su tutto il territorio nazionale.
Per quanto riguarda l'approccio da scegliere posso dire che il cognitivo comportamentale è quello che viene comunemente scelto per gli stati ansiosi, ma ci sono anche altri approcci molto validi come l'approccio strategico che è ricco di strumenti che possono adattarsi ad ogni singola persona perché scelti ad hoc.
Faccia la sua scelta!
Buona giornata
Dr.ssa Valentina Berardi
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