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Buongiorno.

Sono una ragazza di venticinque anni e da poco più di un mese sto seguendo un percorso psicologico con un professionista.

Durante le prime sedute, con il suo aiuto, sono riuscita a capire quale fosse l'origine della mia ansia.
Successivamente mi è stato diagnosticato un DPST per un lutto vissuto sedici anni fa.

Circa tre settimane fa, abbiamo provato la terapia EMDR.
Dopo la prima seduta non ho notato alcun cambiamento o pensiero particolare, tant'è che pensavo non avesse funzionato.
Dopo le ultime due sedute, invece, sto vivendo costantemente con un forte senso di angoscia.
Per tutta la mia giornata ho continui pensieri relativi alla morte, soprattutto a quella dei miei genitori o del mio fidanzato.
Quando posso mi sfogo piangendo, mentre quando sono costretta a trattenermi, se sono fuori casa ecc.
mi capita di avere attacchi di panico.

Non avevo mai sentito parlare di questa tecnica EMDR ma ho letto che, la maggior parte delle persone, sta male durante la seduta, provando poi miglioramenti nei giorni a seguire.
Allora mi chiedo, come mai io sono sprofondata in una profonda tristezza?
E come mai ho questa enorme paura della morte, cosa a cui ho davvero raramente pensato?

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Dr. Armando De Vincentiis

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Utente
Buongiorno dottore, la ringrazio per queste informazioni.
Ho fiducia nel mio psicologo e in questa tecnica. Posso confermare che, dopo averla utilizzata per la terza volta, il dolore relativo al ricordo traumatico si sta modificando.
Il mio unico dubbio è: prima di iniziare il mio percorso terapeutico, non avvertivo questo senso di angoscia e di paura costante, né tantomeno ero ossessionata dalla morte. Il tutto è nato a seguito delle prime sedute di EMDR. Può essere una conseguenza di questa tecnica? Può essere un periodo transitorio?
Dato che non è stato semplice riconoscere il problema e affidarmi ad uno psicologo, ho paura di aver peggiorato le cose dato che sto peggio di prima.