Utente
Mi è stata diagnosticata la paura dell’abbandono e la paura da separazione.
Questa condizione mi impedisce di prendere la mia strada e mi tiene legata alla casa di famiglia.
Che tipo di orientamento psicoterapico dovrei intraprendere per superare queste paure?

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

Quale Specialista Le ha ".. diagnosticata la paura dell’abbandono e la paura da separazione"? Forse la Terapeuta da cui è attualmente in cura?

Ci siamo già sentite,
solo qualche giorno fa:
https://www.medicitalia.it/consulti/psicologia/791274-come-posso-uscire-da-questo-stato-di-angoscia-e-riprendere-in-mano-la-mia-vita.html
ma Lei non ha più risposto alle domande di approfondimento,
necessarie per una risposta personalizzata.

E dunque, ri-scrivere qui non Le serve, se non ha provato a sperimentare le indicazioni forniteLe, che consistono in:
"...occorre fare - assieme alla Sua Terapeuta - una valutazione sull'efficacia della psicoterapia in atto..".

Infatti l'orientamento teorico è SOLO UNO dei fattori di riuscita di una psicoterapia;
altrettanto fondamentale è valutare l'IMPEGNO che il pz. pone nel cambiare.
Il resto può rappresentare una scappatoia per il pz.

Questo mi sembrava utile Lei sapesse,
anzichè lasciare che la Sua domanda cadesse nel vuoto.

Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
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[#2] dopo  
Utente
Si, le chiedo scusa, ho dovuto reimpostare la password.
Sono in cura da una psicoterapeuta cognitivo comportamentale da circa due mesi. Attualmente abbiamo incrementato gli incontri a due alla settimana perché io continuavo a stare molto male. Non assumo farmaci. Le ho chiesto come intende aiutarmi a risolvere il mio problema e mi ha risposto che devo avere pazienza.
Io non ho fretta ed ho tanta voglia di cambiare. Ma durante i nostri incontri io racconto quello che mi accade nei giorni in cui non ci vediamo. Io invece vorrei capire come lavorare sul problema che mi affligge.

[#3]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

Occorrono obiettivi definiti e osservabili concordati tra voi,
e per raggiungerli il pz. è invitato a svolgere compiti graduali tra una seduta e l'altra.
L'esito, successi e insuccessi, rappresenta una parte importante della seduta successiva,
e gradualmente giunge a costruire una mappa dei punti di debolezza e delle risorse della persona.

Quando nello scorso consulto La invitavo ad un confronto stringente con la Sua Terapeuta, mi riferivo proprio a questo. Aumentare la frequenza delle sedute spesso non serve, se non si riflette insieme sul metodo.

Legga la parte specifica (la terza) di questo articolo al fine di documentarsi ed essere maggiormente in grado di interagire con la Sua Psy:
https://www.medicitalia.it/minforma/psicoterapia/533-mini-guida-per-la-scelta-dell-orientamento-psicoterapeutico.html :
"La Terapia Cognitivo-Comportamentale", di Gianluca Calì.


Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
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[#4] dopo  
Utente
Non abbiamo fissato degli obbiettivi e non ho compiti tra una seduta e l’altra, per questo motivo iniziò ad avere dubbi. Non trovo il senso a questa terapia. Nella prossima seduta ne parlerò direttamente con lei.

[#5]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Parlarne direttamente con la Pscoterapeuta è la cosa migliore.

Saluti cari.
Dott. Brunialti
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