Non capisco cosa voglio

Salve a tutti, vorrei chiedere un parere riguardo una situazione che mi fa stare davvero male.
Per due anni, fino al marzo scorso, sono stata fidanzata con un ragazzo, il mio primo grande amore, con lui ho avuto la mia prima volta... Lui era perfetto per me e io stavo benissimo con lui, ma man mano da parte mia qualcosa è finito, è iniziato tutto con un rifiuto dell'atto sessuale, non mi piaceva il sesso con lui e ciò ha influenzato tanti altri aspetti della nostra relazione.
A settembre 2019, mentre ero ancora fidanzata, ho conosciuto un ragazzo che indicherò con X, sono subito caduta ai suoi piedi, cotta di lui e l'attrazione nei suoi confronti mi ha portato a lasciare il mio ragazzo senza nemmeno provare a lavorare sui problemi che avevamo.
Passano mesi e io sempre più convinta di essermi innamorata di X finché non inizio a capire che i suoi modi di fare non mi piacciono... Luglio 2020, X mi dice che gli piaccio e ci mettiamo insieme, beh che dire, sesso esplosivo, ma il suo carattere continua a non piacermi.
Gli dico che lo amo, ma so che non è così, non ho mai provato alcuna sensazione forte con lui che non sia legata al piacere fisico.
In questo periodo ripenso al mio ex, mi manca il rapporto che c'era tra noi, mi mancano i suoi modi e il suo carattere, eppure penso che quando stavamo insieme negli ultimi tempi ero convinta di non amarlo più, cos'è questa sensazione che provo?
È probabile che sia stata solo un'esigenza di riparare al sesso scadente che c'era?
Un'esigenza di nuove esperienze?
Oppure ciò che provo ora è solo nostalgia dei miei ricordi e non di lui?
Non so cosa fare...
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Dr. Gino Aldi Psicoterapeuta, Neurologo 11 2
Carissima ragazza,
apprezzo davvero molto la capacità di accorgersi, attraverso azioni introspettive, che qualcosa non funziona nei rapporti affettivi. E' un enorme primo passo cui deve seguire la capacità di comprendere le ragioni di questo altalenante investimento emotivo.
Non la conosco e quindi non mi sento di dire più di tanto su questo aspetto della sua vita se non il fatto che questa altalena decisionale, la costante ricerca di nuove esperienze a scapito di quelle che si stanno vivendo, possono denunciare un certa difficoltà a vivere le proprie emozioni e lasciarsi andare alle relazioni affettive.
Se così fosse sappia che lei può risolvere il suo problema, magari con l'aiuto di un valido psicoterapeuta e che se decidesse di rivolgersi a qualcuno non sarebbe un atto di resa o di debolezza ma semplicemente il riconoscimento che certe cose è difficile risolvere da sole, senza un punto di vista diverso e magari utile alla propria crescita personale.
Se poi a questo problema dovessero sommarsi altre piccole e quotidiane insoddisfazioni, al punto da rendere la sua vita non semplice, a quel punto quanto le ho diventa un'opportunità per non stare male e costruirsi un futuro migliore. Cosa che le auguro di tutto cuore.

Dr. gino aldi

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