Utente
Salve Dottori,
Vi scrivo perché non riesco più a capire me stessa e vorrei un vostro consiglio.

Ho 36 anni, fin da ragazza non ho mai avuto storie serie, anzi dai 17 ai 22 anni ho avuto solo tante avventure occasionali.
A 22 anni mi sono innamorata follemente di un bravissimo ragazzo e mi sono sposata nel giro di 6 mesi.
i primi anni sono stati meravigliosi, in cui non ho mai pensato lontanamente al tradimento, e non hai avuto il desiderio di conoscere altri uomini, finché mio marito decide di licenziarsi per fare un lavoro autonomo che lo portava a continui viaggi, e io non ho più retto la mia solitudine, e dopo alcuni mesi in cui ero sempre sola ho avuto il desiderio di un altro uomo (per nulla bello, nullatenente e con dipendenze) Al suo ritorno non sono riuscita a dare un taglio alla storia clandestina, finché non ci ha scoperti.
il matrimonio è finito e io sono stata sei anni (di inferno) con quest'altra persona, che non ho mai tradito per paura perché molto violento.

Finita questa storia orribile, ho conosciuto il mio attuale marito, bello più giovane di me, carismatico e con dei valori, anche con lui i primi due anni sono stati splendidi e ho solo desiderato lui.
È scattata poi la stessa dinamica precedente, lui è partito per 3 mesi per motivi familiari e io sono ricaduta nello stesso errore.
Ho conosciuto un uomo, anche lui nullatenente, di cui mio marito non sa nulla e io ho una paura immensa che lo scopra e che lo perda.
La dinamica è esattamente la stessa, due uomini di cui io sono innamorata, che non mi fanno mancare nulla, a cui non vorrei mai fare del male e invece continuo a farlo.
Il primo divorzio non mi ha insegnato nulla.
Perché secondo voi?
Per mio narcisismo malato?
Perche soffro l'abbandono?
Perche se sono sola non so gestirmi?
Non so più a cosa pensare...mi sento solo in colpa per fare del male a mio marito per un uomo che non ha nulla in confronto, ma che continuo a chiamare e vedere.
A differenza del primo matrimonio, con questo amante non ho mai voluto avere rapporti sessuali per "rispetto" a mio marito anche se il desiderio era tantissimo, quindi solo baci e chiacchierate... per un po non lo chiamo ma poi lo cerco di nuovo.
Ho la sensazione che se non soffro non sono sazia, che nella mia vita quando va tutto bene e sono io a cercarmi i problemi per soffrire.
Ho tutto e lo sto buttando via per niente.
aiutatemi vi prego.

Grazie saluti

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

ci chiede, e SI chiede, come mai
"..Il primo divorzio non mi ha insegnato nulla.
Perché secondo voi?.."

Lei setta si è accorta di un meccanismo psichico inceppato sempre allo stesso punto della vicenda, che scatta anche se Lei consciamente non lo vorrebbe.

Ci chiede il "perchè".

Ma è veramante questa la domanda?
O non, piuttosto, come mettere in movimento
- in un movimento diverso -
quel meccanismo di *coazione a ripetere* che La porta sempre allo stesso punto?

Si possono fare decine di ipotesi, ma servono davvero alla Sua vita?
E quale è quello giusta, nel Suo caso?

Solo in un percorso psicologico personale si possono fare diagnosi, individuare nodi critici e lavorarci per modificarli con la guida di una Psicologa/o Psicoterapeuta.
E il nostro compito qui nel blog è proprio questo:
orientare verso la via per corretta per quello specifico caso.
Ritiene di poterlo mettere in atto?

Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
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[#2] dopo  
Utente
Buongiorno Dott.ssa Brunialti,

Come dice Lei anziché chiedermi il perché, dovrei lavorare in modo pratico, affinché questo meccanismo sbagliato, cambi e non si ripresenti più.
Si, posso intraprendere un percorso di aiuto, se questa è la soluzione per non perdere mio marito e rovinare di nuovo tutto.
Nel frattempo ho deciso di chiudere con l'altra persona e di tornare la persona che ero prima che lo conoscessi.

La ringrazio molto per la risposta.

[#3]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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La decisione di cui ci parla è saggia.

Tenga conto però che se si trattasse di meccanismi profondi e, per usare un Suo termine, "irrefrenabili",
essi si ripresenteranno nonostante la Sua buona volonta e le decisioni prese.
Allora saprà che *deve* chiedere aiuto.

Se invece - come Le suggerisco - preferisce giocare di anticipo, non attenda ulteriori segnali. Sicuramente ne trarrà beneficio, sia che si tratti di un percorso consulenziale, sia di psicoterapia laddove emergessero delle problematiche sottostanti.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
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