Attivo dal 2017 al 2021
Salve,
da qualche anno ho una relazione con un uomo impegnato, io sono single.
Sono stata innamorata di lui per tantissimi anni prima di riuscire a conquistarlo.
Poi è iniziato un periodo di passione molto intensa, ma segnata da parte sua sempre da grandi sensi di colpa che lo intristivano profondamente alla fine di ogni rapporto tant’è che in questi anni abbiamo avuto sempre rapporti sporadici perché abbiamo cercato di evitare sofferenze psicologiche.
Abbiamo sviluppato anche un rapporto di amicizia molto forte tanto che parliamo, ci confidiamo, condividiamo molto.
Qualche mese fa ho notato che lui è diventato più freddo sessualmente e la cosa mi angoscia molto perché sento che essere desiderata è fondamentale per il mio benessere, ma ovviamente lui rema in senso contrario in quanto meno mi desidera e più si sente apposto con la sua coscienza.
Abbiamo spesso litigi perché questo calo di attrazione, provocato a detta sua da questa presa di coscienza della gravità del tradimento, mi provoca forte frustrazione tanto che minaccio spesso di chiudere la storia o andare a letto con altri (cosa che poi non faccio perché lo amo).
Esiste qualcosa che io possa fare per riaccendere il desiderio e per vivere in modo meno angoscioso questa situazione?
L’idea che questa forte passione possa finire mi getta in uno stato di forte angoscia perché mi sento privata di una parte della mia identità più profonda.

Grazie.

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

Le *funzioni non sessuali del sesso*:
così il mio maestro W. Pasini definiva i'importanza fondamentale che la sessualità ha non solo dal punto di vista sessuale del godimento, bensì - ancora più in profondità - per la nostra stessa identità di donne, di uomini,
e che La porta a scrivere: ".. mi sento privata di una parte della mia identità più profonda..".
Non essere più desiderata La porta a percepire una sorta di amputazione.

Fatta questa premessa, necessaria
non tanto per Lei che sperimenta sulla Sua pelle quanto sopra ho tentato di riformulare teoricamente in brevissimo,
quanto per chi legge e che - semplificando - potrebbe pensare che Lei la fa troppo importante,
fatta questa premessa veniamo alle Sue due domande:

1. "Esiste qualcosa che io possa fare per riaccendere il desiderio e
2. per vivere in modo meno angoscioso questa situazione?"

1. Desiderio: dal racconto che Lei ci fa non traspare una questione di desiderio in lui, quanto piuttosto un conflitto interiore. Quali siano esattamente i 'corni del dilemma' non possiamo saperlo, ma per certo solo lui può risolverlo. Al momento lo fa ritirandosi dalla sessualità; forse solo dai comportamenti sessuali. Oppuresi ritira anche dallo stesso desiderare?
2. Questo punto riguarda Lei, e dunque è nelle Sue mani.
Sicuramente a fronte di una amputazione si creano un dolore e un lutto importanti. Lei lo sa già, il lutto va elaborato; la vita va ristrutturata senza quella parte.

Però, prima di concludere, mi sento di aggiungere una domanda più di fondo:
Lei è veramente convinta di stare in questa situazione per il resto dei Suoi giorni?

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

[#2] dopo  
Attivo dal 2017 al 2021
Dottoressa, esatto! E' proprio come dice! Tant'è che spesso non mi interessa tanto il rapporto sessuale in sé, quanto il fatto di sentirmi desiderata. Per rispondere alle sue domande: 1) questo conflitto interiore si traduce in un calo del desiderio o, forse piuttosto, in un ritirarsi, come dice bene lei, dalla sessualità. Evita di restare solo con me in luoghi chiusi e, se capita, cerca di farsi scostante, anche se poi quando c'è un avvicinamento fisico, io percepisco la voglia di avere rapporti con me perché è sempre molto avvolgente negli abbracci e nei baci, ma rispetto a prima riesce a trattenersi maggiormente e a opporre un freno prima di andare oltre. Questa cosa, benché io capisca la situazione, mi offende e mi fa sentire rifiutata e umiliata. Anche perché prima questo non gli riusciva quindi nella mia interpretazione il desiderio è calato se il senso di colpa riesce ad avere la meglio. Questi alti e bassi si sono sempre stati, ma si alternavano in periodi più brevi e comunque lo vedevo più coinvolto. 2) Mi chiede se ho intenzione di continuare così. Eh, razionalmente la cosa è inammissibile per me e le direi di no, ma la qualità di quei momenti con lui e in genere di tutti i nostri momenti trascorsi insieme è tale che... Non riesco a rivolgermi altrove. Quando sto con lui mi sento molto felice e molto emozionata, cosa che MAI mi era accaduta prima. Abbiamo anche un rapporto molto stretto di amicizia, affiatamento, condivisione (ha una situazione familiare che lo lascia spesso solo) ed è difficile estirpare questo rapporto per entrambi. Anche se l'idea di vivere questa umiliazione per sempre mi distrugge. La speranza è che la situazione non resti sempre così e che sia solo un momento passeggero. Ma chi può saperlo? C'è qualcosa che posso fare per allentare questo senso di colpa? Grazie per l'ascolto.

[#3]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Come già accennavo,
c'è un mondo interiore personale a cui l'altra persona non ha accesso.
E dunque contro i sensi di colpa di lui, Lei non può fare nulla, se non evitando... le colpe, ossia quelle che il Suo (compagno? amante? amico?) considera tali essendo "impegnato", ovvero la sessualità.

D'altra parte tali conflitti interiori erano ben presenti fin dall'inizio della Vostra storia, considerato il consulto precedente.
Aggiunga magari un aspetto organico in grado di creargli qualche problema ulteriore.

Un insieme complesso qunque, in cui aspetti fisici, affettivi, valoriali, si intrecciano e si aggrovigliano.

Lei può lavorare unicamente su di sè, cercando di (ingoiare? accettare? elaborare?) il fatto che il rifiuto di Lei è la conseguenza di altre situazioni.
Ma, come già dicevo, occorre valutare seriamente se ne vale la pena.
Tenga in considerazione anche un altro elemento di realta, la Sua età.
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
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[#4] dopo  
Attivo dal 2017 al 2021
È una situazione nella quale mi dibatto da tempo senza tuttavia trovare una via d’uscita. L’idea che le cose remino contro questa storia (di problemi ce ne sono un po’) mi fa molto male perché gli voglio un bene grandissimo e l’ho sempre amato davvero tanto. Sento che si appoggia molto a me e sento che vorrei sostenerlo in tutto e per tutto, ma alle volte mi risulta faticoso rinunciare a tanto per lui. Del resto non riesco ad interessarmi a nessun altro. In questi casi come si fa? Continuare un’amicizia, chiudere anche quella? Costringersi a frequentare altri? Non saprei davvero come comportarmi per trovare sollievo senza tuttavia violentarmi troppo. Grazie

[#5]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

Non è facile rispondere alla Sua domanda conclusiva.
Per farlo mi sono riletta tutti i consulti, compreso quello immediatamente precedente, nel quale ci parla della Sua gelosia per certi comportamenti di lui.
Ci dice di aver impiegato >moltissimi anni prima di riuscire a conquistarlo< (anche a fronte di altre competitors) e forse una delle ragioni del non riuscire a staccarsi sta proprio lì: ora c'è riuscita, e finalmente state assieme.

Ma a che prezzo?
Un prezzo alto, e che sarà così anche nel futuro a quanto sembra farci capire, perché lui è già (non meglio definito) impegnato.

In questo Consulto sento di consigliarLe una cosa che nelle precedenti risposte non avevo fatto:
La oriento vivamente verso un aiuto psicologico in presenza.
Perché?


Perché Lei soffre troppo,
perché sta rinunciando a parti importanti di sè,
perché giunge a pensare al tradimento fisico
ma al contempo da sola non ce la fa a fare nulla, se non macerarsi.

Magari attualmente non è pronta a considerare l’ipotesi di chiedere ed accettare aiuto, (forse proprio per questo si è cancellata? peccato perdere in questo modo un pezzo importante della propria storia qui...), ma ci pensi seriamente senza coinvolgere lui: è una decisione solo Sua, per chiarirsi; non abbia timore, nessuna Psicoterapeuta farà scelte al posto Suo o La porterà dove Lei non vuole.

Saluti cordiali.
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
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