Utente
Buongiorno, sono un uomo di 45 anni sposato con una donna di 40 con un figlio di 8 e uno in arrivo.
Mia moglie è entrata in maternità al quinto mese e quindi non va più al lavoro.
Casualmente, ascoltando una conversazione che ha avuto con il suo capo, un uomo di 65 prossimo alla pensione e con il quale aveva gestito ultimamente alcuni progetti, ho scoperto che gli ha confidato alcune sue ansie legate alla maternità e alla mancanza del lavoro e lui l'ha consolata con frasi dei tipo "ti voglio bene sai" oppure "sei dolce", alle quali lei ha ricambiato con "anch'io", "anche tu".
Mi chiedo, vi chiedo, un fatto come questo, alla luce della situazione (la gravidanza, il distacco dal lavoro) e della differenza di età, può essere interpretato come una banale richiesta di supporto da parte di lei e un atteggiamento di compassione quello da parte di lui?
Oppure quanto si sono detti può lasciare intendere dell'altro.
Aggiungo che parecchi anni fa la nostra coppia ha superato un evento di infedeltà da parte di lei.

Grazie in anticipo per la risposta

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Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

Se neppure Lei, Lei che conosce Sua moglie da tempo, riesce a capire quale sia la vera motivazione che sta in quelle parole,
come può pensare che lo sappiamo noi, da tre parole per riferito su una terza persona?
Parlatene tra Voi, glielo chieda sinceramente. Se avete messo in cantiere un nuovo figlio insieme mi viene da ipotizzare che non manchi una sufficiente comunicazione tra Voi.

Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata in Sessuologa clinica, Psicologa europea.
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