Separazione con bambina piccola

Gentili Dottori,
chiedo consiglio per una scelta che mi pone in seria difficoltà.
Da dieci anni ho un compagno dal quale, tre anni fa, ho avuto una bellissima bambina.
Le cose tra di noi come coppia all'inizio funzionavano, anche se siamo molto diversi caratterialmente, quindi abbiamo sempre dovuto cercare un equilibrio fatto di compromessi proprio a causa di tali differenze.
Dopo la nascita della bambina purtroppo è iniziato il caos, lui nei miei confronti è cambiato ed ha iniziato a volersi imporre su di me in tutto (soprattutto nelle decisioni relative alla bambina) e sminuire il mio ruolo di madre (ogni occasione è buona per incolparmi di qualcosa, se la bimba non mangia, se porta ancora il ciuccio...etc), ma, soprattutto di donna e sua compagna (se non accetto passivamente ogni sua decisione mi insulta e mi inveisce contro, spesso anche in presenza della bambina, in casa non aiuta in nulla).
Per tre anni ho resistito nonostante tra noi non ci fosse proprio più nulla, perché non volevo creare problemi esistenziali a mia figlia ma ora sono proprio giunta al limite della sopportazione, dopo aver quasi perso la mia autostima per avere tollerato una vita che non mi appartiene, con una persona che non mi considera nemmeno e, anzi non fa che farmi sentire sbagliata.
Abbiamo fatto anche una lunga terapia di coppia ma non è servita a nulla.
Dal momento che fortunatamente ho la mia indipendenza economica vorrei porre fine a questa situazione che si trascina, ma sono frenata dal grandissimo senso di colpa nei confronti di mia figlia, alla quale penso che toglierò la sua famiglia, il tempo con il padre (che non potrà vedere tutti i giorni) e il suo ambiente (perché sarò costretta a trasferirmi vicino al lavoro e alla mia famiglia per avere l'aiuto pratico necessario, dal momento che ho anche un ruolo di responsabilità e potrei dovermi trattenere in ufficio).
Non riesco a venire fuori da questo tunnel per la gran paura che ho di sconvolgere l'esistenza di mia figlia, che attualmente è una bimba molto allegra e serena...vi sarei grata se poteste aiutarmi.
Grazie
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 2,2k 125
Gentile utente,
sarebbe facile suggerirle di separarsi senz'altro, dato quello che ci racconta, e aggiungere che per sua figlia due genitori infelici che si torturano a vicenda sono meno auspicabili che due adulti sereni che si incontrano meno spesso, ma in ruoli diversi e con altra serenità; tuttavia, chi garantisce che una separazione sia voluta davvero da tutti e due, e che sarà seguita dalla serenità e dalla concordia che adesso vi mancano?
In questa sede sentiamo una sola delle due voci. Fa molto pensare il fatto che "una lunga terapia di coppia" non sia servita a nulla, nemmeno a prendere insieme la decisione di separarvi.
Perché non parla col suo compagno partendo dal fargli leggere questa sua lettera, e ascoltando davvero quali sono le sue opinioni al riguardo?
Potrebbe anche suggerirgli di esporre la propria idea per scritto, magari unendosi a questo stesso consulto.
Non possiamo sapere, da qui, che genere di terapia di coppia avete fatto, ma forse non l'avete affrontata con la piena volontà di risolvere.
Inoltre lei scrive che sua figlia "attualmente è una bimba molto allegra e serena". Questa era anche l'opinione della terapeuta, che in caso di bambini piccoli spesso vede anche loro? A leggere la sua email di un anno e mezzo fa, non sembrerebbe davvero.
Ci scriva ancora.

Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#2]
dopo
Utente
Utente
Gentilissima Dottoressa,
la ringrazio per la sua tempestiva risposta, che mi ha fornito più di uno spunto di riflessione.
In realtà già molti anni prima della nascita della bambina io avevo lasciato il mio compagno a causa dei suoi scatti di rabbia che ritenevo ingiustificati ma lui mi chiese di tornare insieme ed intraprendemmo un lungo percorso da una terapeuta sistemico-relazionale. La terapeuta ci riteneva una coppia ben assortita e tutto sommato, all'epoca, dopo la terapia la situazione era migliorata.
Dopo la nascita della bambina nuova crisi, dalla quale non ci siamo praticamente più ripresi: le liti avvenivano un pò per tutto, ma soprattutto per l'ingerenza di mia suocera, la quale era una presenza costante nella nostra vita e pretendeva di gestire la bambina, anche interferendo nella sua educazione. A questo mi sono sempre fermamente opposta, scatenando le ire del mio compagno.
Ci siamo rivolti di nuovo alla stessa terapeuta che ci aveva seguito in passato, la quale forse ha un pò trattato superficialmente la questione, continuando a ripeterci che bella coppia che eravamo e che le nostre erano solo difficoltà di comunicazione. Stavolta la terapia è stata molto più breve, per volontà della dottoressa medesima, secondo la quale c'erano i presupposti affinché noi restassimo insieme (la bambina non è mai stata valutata ma la dottoressa si è basata su quello che raccontavamo di lei entrambi, per concludere che sembrava avere uno sviluppo sano e un attaccamento sicuro).
Nel frattempo sono rimasta nuovamente incinta ma ho avuto un aborto e il mio compagno (che non desiderava il bambino) non si è presentato in ospedale né mi ha accompagnata alla successiva visita di controllo. Da quel giorno per me è come se lui non esistesse.
Abbiamo riprovato con una terapeuta diversa, la quale ha però ritenuto che non potessimo intraprendere un percorso di coppia perché tra noi c'era troppa incomunicabilità e avremmo dovuto quindi prima fare una terapia singolarmente, ma il mio compagno non era d'accordo e quindi ci siamo fermati lì.
Sono certa che entrambi vogliamo la separazione per noi stessi, perché davvero il nostro rapporto non è più niente, non condividiamo niente a parte nostra figlia, che è quella che ci tiene legati per il grandissimo amore che entrambi abbiamo per lei. Io resto per la paura di causare disagi a mia figlia e il padre perché sa che poi non la vedrebbe più tutti i giorni. Avevo provato lo scorso anno a separarmi ma non riuscivamo ad accordarci sui giorni di frequentazione di nostra figlia e lui mi ha fatto intendere che il tutto sarebbe sfociato in una guerra giudiziaria e non me la sono sentita di procedere, anche perché ero alle prese già con un nuovo lavoro che mi assorbiva completamente e non ne avevo la forza. E' una situazione di blocco per entrambi, secondo me, ma io adesso ho una situazione lavorativa consolidata e sono veramente esausta, non voglio neanche che mia figlia viva una finzione (anche perché tra noi non ci sono gesti di affetto e una volta è capitato che il mio compagno mi desse un bacio e ho visto mia figlia guardarci e sorridere...la cosa mi ha fatto davvero pensare)....
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Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 2,2k 125
Gentile utente,
al suo chiarimento rispondo che considero ancora valida l'idea di far leggere al suo compagno la sua prima email; anche la seconda, ma in un altro momento; meglio davanti ad un terapeuta di coppia, perché possiate essere aiutati a comprenderne tutti i nodi problematici e le eventuali repliche.
Per lungo esercizio della professione so quanto sia facile equivocare quando invece si crede di condividere certe idee ("Sono certa che entrambi vogliamo la separazione per noi stessi, perché davvero il nostro rapporto non è più niente"...) o si crede di interpretare correttamente certe reazioni (le ire del suo compagno quando lei si opponeva all'invadenza della madre di lui).
Una buona terapia di coppia ha come base, non come obiettivo centrale, il ripristino della comunicazione: fondamentalmente deve raggiungere il nucleo dei bisogni inespressi e disattesi, coi risentimenti che ne sono derivati.
La seconda terapeuta, parlando di percorso individuale, ha messo il dito sulla piaga, infatti ha reso palese che il suo compagno non vuole mettersi in discussione. Lei stessa accetta un percorso individuale, ed è consapevole che molti puntelli della sua visione della realtà verrebbero meno?
Alcune cose che lei riferisce appaiono violenze psicologiche che è difficile immaginare scaturite da una parte sola: il compagno che non la supporta durante l'aborto (è stato un evento del tutto involontario?) o che lascia intendere una possibile guerra giudiziaria in caso di separazione.
Di questi fatti avete parlato alla terapeuta di coppia?
Una soluzione, per la bambina e per voi due, va cercata. Di questo dovreste essere entrambi consapevoli, e una buona terapia può orientarvi a trovarla.

Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


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