È possibile essere privi di identità?

Buonasera,
chiedo aiuto per una strana sensazione che ormai mi accompagna ogni giorno, da più di anno.

Ho 28 anni e non riesco più a relazionarmi con le persone.
Per il lavoro che faccio, comunicare è indispensabile e io non ne sono più capace.
L'ansia e l'insicurezza mi accompagnano dai tempi della scuola, ma questa volta è diverso.

Quando mi trovo in pubblico, con estranei ma anche con conoscenti, avverto costantemente una sensazione di ansia mista a paura di non sapere chi sono, di non sapere qual è la mia identità.
Sembrerà assurdo, ma mi sento anonima, vuota, senza significato, inutile.

E' come se non ci fosse nulla di interessante in me, come se fossi senza caratteristiche che possano contraddistinguermi o essere rilevanti per gli altri.

L'unico paragone che mi viene in mente è quello di un contenitore vuoto, ecco come mi vedo.

Non mi sento mai all'altezza di nessuno e questo mi spinge a chiudermi ancora di più in me stessa, ad evitare interazioni con gli altri e nuove opportunità.

So che il discorso può sembrare confuso e senza alcun senso.
Ho provato a non pensarci, a prenderla alla leggera, a dirmi che non è vero.
Ma adesso davvero non ci riesco più, quest'ansia e questa paura stanno invalidando anche il mio lavoro.

Grazie per la disponibilità, spero possiate aiutarmi a capire cos'ho che non va nella mia testa.
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Dr.ssa Laura Koelliker Psicologo 15
Buongiorno Giselle, immagino per Lei quanto possa essere difficile confrontarsi con questa ansia. Dalle Sue parole noto, quanta energia sta investendo però per combatterla , negarla, ignorarla, piuttosto che accoglierla.
La paura è un’emozione molto importante, ci avvisa dei pericoli, è utile alla nostra sopravvivenza. Nel momento in cui la paura è generalizzata, non legata a nulla di specifico, diventa invalidante, proprio come ha descritto Lei. Le consiglio di prendersi cura della Sua paura e della Sua ansia, che hanno un significato molto profondo.

Dr.ssa Laura Koelliker - Napoli (Na)