Sentirsi stigmatizzato per le conseguenze di una brutta situazione familiare

Salve, ho 27 anni, la mia è una storia di sofferenze psicologiche inaudite.
Il matrimonio fra mio padre e mia madre è sempre stato uno schifo, litigavano continuamente fino a divorziare.
Più che un divorzio dal coniuge è stato un divorzio dai propri figli.
ognuno di loro o non si è interessato pienamente
ai figli oppure era preso dalla volontà di fare guerra all'altro coniuge...mi porto dentro un travaglio interiore che pesa quanto un macigno perché il fallimento della loro vita matrimoniale ha condizionato pienamente la mia vita, tanto da non avere più la serenità al liceo di studiare come volevo.
infatti sono caduto in una spirale depressiva e per due anni sono stato bocciato perché non frequentavo più, dato che non riuscivo proprio a concentrarmi
Poi alla terza volta sono riuscito a prendermi il diploma e avevo voti dal 7 al 10.
Mio padre (che è il genitore con una posizione economica più solida) viene da quell'antico sistema
tipico delle famiglie dedite al lavoro artigianale di una volta in cui i figli sin da bambini mettevano da parte lo studio per mantenere se stessi e la loro famiglia.
Purtroppo è cresciuto con questa "forma mentis" e praticamente sono costretto a mantenermi in tutto (studi, spese mediche e altre esigenze).
Per fare ciò ho dovuto fare il suo lavoro per alcuni periodi.
Ne consegue che in alcune cose mi sento indietro e stigmatizzato dalla nostra società:vorrei avere un auto, ma dovendola acquistare di tasca mia e mantenerla tutto l'anno è pesante.
Questo purtroppo mi limita nel fare nuove conoscenze, anche con le ragazze, perché se ci si dovesse vedere, mi vergogno di dirle che non ho una macchina e che non potrei passare a prenderla ed è difficilissimo raccontare all'altra persona il perché...
Mi ero iscritto all'università, ma vuoi perché a casa i miei familiari non mi davano pace, vuoi per ostacoli amministrativi dell'ateneo che mi hanno limitato in alcune coseho fatto la rinuncia agli studi perché volevo studiare all'estero in un contesto più tranquillo e in un ateneo migliore.

Purtroppo a causa della pandemia non mi è stato possibile e devo ripiegare sull'ateneo di prima, sistemando certe condizioni per studiare regolarmente e convalidare le materie date, per poter frequentare ciò che mi rimane e prendere questa triennale e svincolarmi da quest'inferno...Mi sento a disagio quando con amici o colleghi devo parlare di università, progetti, perché sono rimasto indietro e purtroppo non ho avuto le stesse possibilità di chi ha avuto i genitori che hanno investito nel loro futuro...a me piace molto studiare.
Mi sto dedicando alle lingue e mi piacerebbe poter credere che un giorno anch'io possa arrivare al traguardo, realizzarmi, avere una vita mia.
Ho ambizioni alte, sogno di poter lavorare con il mondo arabo, ma la realtà che vivo mette tutto a dura prova.
Come posso gestire questa sensazione di sentirmi indietro, stigmatizzato rispetto alla società in cui viviamo?
Quando esco, esco da solo purtroppo per evitare di ricevere domande indiscrete
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Dr. Stefano Maranto Psicologo 206 6
Gent.le ragazzo,

la strada verso l'autorealizzazione è spesso piena di tante prove ed ostacoli che la vita ci pone davanti e che spesso rallentano il cammino.
Da quello che ci racconta, lei ha già degli obiettivi da raggiungere, come completare la laurea triennale, pensa di studiare all'estero dopo la pandemia, lavorare con il mondo arabo.
Gli obiettivi sono fondamentali, perchè rappresentano la direzione che orienta il nostro cammino sulla strada della vita.
Seneca diceva: " Non c'è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare".
Avere degli obiettivi, sono il primo passo verso l'autorealizzazione.
I passi successivi sono trovare le migliori strategie per arrivare nel più breve tempo possibile agli obiettivi fissati.
In questo potrebbe essere di aiuto dei colloqui psicologici, che le consentirebbero di sviluppare maggiore consapevolezza di Sè e delle sue importanti risorse interne.

Cordiali Saluti
Dr. Stefano Maranto - Psicologo
Consulenze e formazione on-line

[#2]
dopo
Utente
Utente
Grazie per la risposta,dottore..
Condivido sul fatto che ho degli obiettivi da seguire.. addirittura nei mesi scorsi mi è pure venuta la curiosità di vedere se in giro ci fosse qualche corso sul business nei paesi arabi..
Il problema è soprattutto il non avere una famiglia alle spalle..
Praticamente l'ideale sarebbe trovare un modo per studiare regolarmente,senza interruzioni, per tutta la triennale.
Negli anni scorsi,dato che nessuno dei genitori mi mantiene in ciò che mi spetterebbe,ho lavorato per alcuni periodi presso l'attività di famiglia,ma ho dovuto più volte mettere da parte l'università e di conseguenza ho perso un sacco di appelli..
Adesso vorrei incominciare meglio di prima.
Avevo avvisato mio padre del fatto di voler lavorare con lui mettendo soldi da parte in estate per ri-iniziare l'università meglio di prima. Purtroppo è stato un susseguirsi di prese in giro da parte sua,a tal punto da sentirmi veramente offeso,tante volte diceva di si e poi alla fine mi lasciava sbattere..Ogni volta che ha problemi con i suoi familiari(mia madre,mio fratello,i suoi genitori ecc. ),se la prende col mondo intero e a farne le spese è sempre l'anello più debole.. È successo più di una volta che ha mandato in fumo i miei progetti. Quindi la mia vita personale è totalmente condizionata da queste dinamiche familiari purtroppo..
Da quel momento in poi ho pensato di cercare un altro tipo di soluzione e cioè affidarmi al reddito di cittadinanza, uscendo dal nucleo familiare e condividendo un appartamento con altri studenti (questo mi consentirà di vivere in un contesto tranquillo, silenzioso,privo di umiliazioni ecc) e fare la richiesta per la borsa di studio..
Purtroppo ,non avendo se spalle una famiglia attenta alle esigenze dei propri figli,mi assalgono determinati dubbi:"E se il reddito di cittadinanza in questi 3 anni dovesse essere abolito come potrei andare avanti"?
La borsa di studio al primo e secondo anno posso prenderla facilmente,ma al terzo,per me,diventa più difficile, perché dovrei dare 6 materie in tutto per prenderla.. praticamente so cosa voglio,ma in certe condizioni è difficile capire quale sia la strada giusta per ottenerlo.
Tutti questi dubbi purtroppo non mi lasciano studiare serenamente per fare il test d'ammissione perché mi assilla giorno e notte un dubbio: è meglio rimandare nuovamente l'iscrizione e nel frattempo mettere altri soldi da parte oppure iniziare adesso? Se scelgo la prima opzione, il fatto che in giro si guadagni poco ed eventuali restrizioni covid che affliggono gli altri lavori,mi costringerebbero purtroppo a lavorare con mio padre,ma in questo momento al solo pensiero di riavere a che fare con lui mi viene l'ansia (soffro di attacchi d'ansia da un anno e mezzo)..
Se scelgo la seconda, inizio l'università adesso,ma ho sempre quei dubbi di cui parlavo..
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dopo
Utente
Utente
Riguardo una possibile psicoterapia,non potendomi permettere un percorso con uno psicologo privato,dopo aver parlato col mio medico,ho cercato alcuni consultori..
Bhe,devo dire che è stato deludente, perché in uno permettevano 2-3 sedute di psicoterapia gratis,ma per continuare bisognava pagare il ticket (60 euro) per ogni seduta di psicoterapia individuale,in un altro il servizio era limitato ai soli ragazzi del quartiere della sede del consultorio,in un altro ancora mi hanno detto che avrebbero chiuso per il momento..
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Dr. Stefano Maranto Psicologo 206 6
Gent.le ragazzo,

comprendo che non è facile trovare delle risposte alle sue domande sulle scelte di vita da intraprendere. Ma il primo passo per darsi delle risposte e cambiare aspetti della nostra vita è porsi delle domande e lei lo sta già facendo.
Per quanto riguarda l'iniziare un percorso psicologico, in questo momento le potrebbe essere di aiuto, pertanto, continui a cercare nella sua città un consultorio pubblico che eroghi prestazioni psicologiche non ha pagamento o ad affidarsi, eventualmente, a dei colloqui psicologici online, che consentono una maggiore flessibilità di gestione degli appuntamenti, e in alcuni casi hanno costi inferiori rispetto alle sedute in studio.

Cordiali Saluti
Dr. Stefano Maranto - Psicologo
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[#5]
dopo
Utente
Utente
Grazie per la risposta..
Per il momento vivo dai miei nonni,ma conto di trasferirmi.
I miei familiari mi hanno sempre fatto sentire un peso,come se la mia esistenza fosse un peso per loro..
In questi anni mi è stato rinfacciato perfino il costo del cibo che consumavo a casa o quello della luce,se mi capita di studiare anche dopo cena( per un periodo vissi in un appartamento con altri studenti e con loro,pur essendo estranei,questi discorsi non c'erano). Purtroppo soffro di attacchi d'ansia con conseguente innalzamento della pressione, quando ricevo certe parole o certi atteggiamenti,ma loro sono persone così vuote che non lo capiscono.. sto studiando per il test d'ammissione, ma per studiare nel periodo delle lezioni e degli esami mi sistemerò altrove,in un luogo più tranquillo e dove non mi facciano "sentire di troppo"..
Infatti sto pensando di condividere un appartamento con studenti..
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Dr. Stefano Maranto Psicologo 206 6
Gent.le ragazzo,

viviamo la nostra vita costantemente all'interno di gruppi sociali, che influenzano, in molti casi, il nostro stato psicologico. Concordo con il suo progetto di andare a vivere altrove e ritengo che un clima abitativo sereno, possono influenzare positivamente il suo disagio psicologico.
Resto a sua disposizione.

Cordiali Saluti
Dr. Stefano Maranto - Psicologo
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dopo
Utente
Utente
Si dottore,sto cercando di sbrigare anche la pratica per il reddito di cittadinanza e stare in un'altra casa. Il problema è che ogni Caf dice una cosa diversa,di conseguenza non so come agire,sto proprio perdendo la testa,ho attacchi d'ansia, difficoltà nello studio...se dovessi rinunciarci,visto che non si sa chi ha ragione e chi torto, significa non avere una grande possibilità..a quel punto Io mi salverei solo nel caso in cui risulterei assegnatario di borsa di studio perché avrei,oltre la no tax area, i soldi che mi permettono di pagarmi l'affitto.
Per il vitto rimedierei con la mensa..l'isee di mia madre è basso, ci sono buone probabilità di risultare assegnatario però anche se dovessi risultare idoneo,sono costretto a rinunciare comunque all'iscrizione.
A questo punto non so più come giocarmi questo mese:se provare ad entrare facendo il test o lavorare..
In quest'ultimo caso il non aver trovato nulla mi porta a ripiegare sul lavoro di mio padre,cosa che suonerebbe anche come un'umiliazione,per il semplice fatto che tornerei dalla persona che mi ha causato tutta questa enorme confusione,mi ha distrutto i miei programmi più volte
Sempre se è d'accordo, perché,come vede, è impossibile prendere accordi con lui,si diverte nel prendermi in giro:un giorno mi dice sì e un altro no..
Che vita disgraziata che mi è toccata!
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Dr. Stefano Maranto Psicologo 206 6
Caro ragazzo,

lei ha degli importanti progetti da portare avanti nella sua vita, non si lasci scoraggiare dagli ostacoli che sta incontrando lungo la sua strada e concentri la sua attenzione nel trovare la soluzione.
Voglio ricordarle una frase di un importante autore francese Moliere: "Maggiore è l'ostacolo, maggiore è la gloria nel superarlo".
Rimango a sua disposizione.

Cordiali Saluti
Dr. Stefano Maranto - Psicologo
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dopo
Utente
Utente
Salve dottore,ho fatto il test d'ammissione e sono riuscito a superarlo occupando un'ottima posizione. Nel frattempo mi è arrivata una certificazione linguistica di un corso svolto qualche mese fa e ho ottenuto quasi il massimo del punteggio. In questi giorni ho cominciato a cercare un appartamento da condividere con altri studenti (ognuno si prende la sua stanza).. speriamo bene per tutto,ogni tanto ammetto di avere qualche timore,paura di non riuscire ad ottenere ciò che voglio
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Dr. Stefano Maranto Psicologo 206 6
Continui con questa determinazione a portare avanti i progetti che si è posto di realizzare. Se i consulti, gli sono stati utili, le chiedo di lasciare una valutazione. Grazie.

Cordiali Saluti
Dr. Stefano Maranto - Psicologo
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[#11]
dopo
Utente
Utente
Speriamo.. purtroppo la vita è stata un'atroce tortura nei miei confronti e mi ha fatto capire che una persona può avere tutta la determinazione di questo mondo,ma se non ha certe possibilità e la sorte gli rema sempre contro, è fin troppo difficile ottenere ciò che si vuole(motivo per cui penso che il famoso "volere è potere" abbia determinati limiti). Sto cercando un appartamento da condividere con altri studenti,ma finora non ho trovato proprietari disposti ad accettare il cambio di residenza presso l'appartamento,cosa che non mi permetterebbe di fare la pratica per il reddito di cittadinanza e in quel caso non avrei i mezzi per frequentare l'università..
L'ultimo proprietario inizialmente ha acconsentito,poi mi ha detto che facendo il cambio di residenza gli arriverebbe un aumento della tari..
Non so più che fare..
Comunque si,i consulti li trovo
abbastanza utili, grazie mille
[#12]
dopo
Utente
Utente
Mi sento come se il destino o qualsivoglia forza superiore , attraverso il pessimo andamento di certi eventi della mia vita,mi stia dicendo che a me non è permesso occupare un posto in questo mondo..
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Dr. Stefano Maranto Psicologo 206 6
Gent.le ragazzo,

attraverso il consulto, le ho dato degli spunti su cui riflettere per affrontare il suo disagio interiore. Purtroppo, non si può andare oltre. Le consiglio di approfondire tali aspetti con uno psicologo.

Cordiali Saluti
Dr. Stefano Maranto - Psicologo
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