Utente 614XXX
buonasera, mi affido alla vostra disponibilità e cortesia, in quanto devo assolutamente provare a risolvere o quanto meno a capire la catena di problemi immunologici che lega la mia famiglia.
Mia nonna materna è stata colpita, negli ultimi anni di vita, da una connettivite e dal lupus eritematoso sistemico.
Mio nonno materno ha sofferto per lunga parte della sua vita di eczemi e dermatiti affermati in ogni parte del corpo.
Io ho 30 anni e due figlie, avute da due uomini diversi.
La prima figlia (10 anni), all'età di 3 anni e mezzo è stata colpita da Porpora di Schonlein-Henoch, fortunatamente manifestatasi in un unico episodio e regredita senza necessità di farmaci. Soffre inoltre di asma e dermatite atopica.
La figlia minore invece, 5 anni, è affetta da sindrome nefrosica a lesioni minime,corticosensibile ma corticodipendente, da due anni, trattata con Levamisolo e Deflazacort.
Alla fine del 2007 a mia mamma è stato diagnosticato un abbassamento delle piastrine, dovuto a una "disfunzione" degli ASA, sulla quale stanno ancora indagando, in quanto sembra persistere da circa 8-10 anni, senza che nessuno gli abbia dato la giusta importanza.
Mio zio, fratello di mia madre, è affetto da asma bronchiale molto grave...
Mi viene spontaneo chiedermi...cosa mi può succedere, nella giungla di queste malattie che hanno un chiaro filo conduttore nella parte femminile della famiglia materna e che fino ad oggi solamente io (asmatica, comunque...e con dermatiti fino all'età della pubertà) sembro essere riuscita a "scansare"?
Vorrei fare qualche controllo, mi è stato consigliato di rivolgermi ad un reumatologo, ma non so dove poter andare, nè quali esami sia bene o non bene fare. Inoltre, mi piacerebbe poter avere un terzo figlio...ma con quale rischio? Ho la sensazione di essere io la portatrice di disfunzioni immunologiche, poichè le mie figlie hanno entrambe disturbi, pur avendo padri diversi.
Mi chiedo altresì se quest'eventuale trasmissione possa essere degenerativa, in quanto la secondogenita è stata colpita in modo molto più importante rispetto alla primogenita...come sarebbe un eventuale terzo? Vorrei poter risolvere tutti questi dubbi e fare qualche controllo. Qualcuno di voi riesce a darmi qualche consiglio?
Un grazie di cuore!
Mamma Chiara

[#1] dopo  
10161

Cancellato nel 2009

Egregia Mamma Chiara, la sua famiglia esprime molte patologie autoimmuni che nella loro insorgenza riconoscono un errore compiuto dal sistema immunitario, chiamato mimetismo molecolare, per una predisposizione genica, HLA dipendente e fattori ambientali, di cui l’innesco infettivo è il principale. Conoscendo la tipizzazione HLA di classe I e II, è possibile prevedere quale patologia autoimmune, la persona, potenzialmente potrebbe sviluppare, incontrando un ben determinato agente patogeno; pertanto individuando precocemente gli agenti patogeni, è possibile prevenire le patologie autoimmuni.

Ogni volta che un agente patogeno “entra” nell’organismo viene riconosciuto e “processato”, confrontandolo con il “self” se stesso, antigene umano linfocitario HLA, da qui poi parte la produzione degli anticorpi; ma se a livello molecolare, l’agente patogeno presenta una sequenza amminoacidica nelle proteine, uguale a cinque, sei amminoacidi della sequenza delle proteine dell’HLA, può avvenire l’errore, chiamato appunto, mimetismo molecolare, per cui vengono prodotti anticorpi, non solo contro l’agente patogeno entrato, ma anche contro le cellule dello stesso organismo, piastrine, connettivo, glomerulo, apparato enterico, stomaco, mielina, innescando così le malattie autoimmuni. Capisce bene che conoscendo l’antigene umano linfocitario, gli agenti patogeni presenti, è possibile prevedere e quindi prevenire, eliminando prontamente questi, le patologie autoimmuni, senza aspettare che si verifichino. Le malattie, non devono accadere, non è possibile aspettare che si verifichino, ma va impedita la loro insorgenza, questa è vera prevenzione. Conoscendo la tipizzazione HLA di classe I e II della famiglia, è possibile prevedere come sarà l’eventuale terzo figlio, ma occorre anche individuare precocemente quali agenti patogeni, potenzialmente possono innescare il mimetismo molecolare, se presenti, eliminarli velocemente, senza permetterne la permanenza; molti di loro hanno la capacità di permanere latenti e persistenti, in forma attiva, pertanto stimolare continuamente il sistema immunitario a compiere l’errore.

In medicina non convenzionale, con il ragionamneto omeopatico, ad ogni agente patogeno, corrispondono sintomi particolari, specifici e peculiari in quell’organismo, indicando il farmaco idoneo per aiutare il sistema immunitario nel suo compito di eliminazione e radicazione dell’agente patogeno, riportando l’organismo al suo funzionamento regolare e fisiologico impedendo l’errore e l’innesco del mimetismo molecolare.

[#2] dopo  
Utente 614XXX

Gentile dott. Moschini, anzitutto la ringrazio davvero di cuore per l'esauriente risposta che mi ha voluto dare.
Una risposta che oltre ad esauriente ho trovato interessante e che le dirò, m'incuriosisce al contempo.
Diversi reumatologi, ascoltato il mio caso mi hanno detto "se lei non ha niente, cosa devo fare?" o "cosa devo curare se lei non ha nessuna malattia?"...queste risposte mi hanno resa scettica ed ancor più impotente ed amareggiata...come se dovessi proprio rassegnarmi ad essere una passiva vittima del mio destino.
Credo nelle medicine alternative, con le quali mi sono curata e con le quali ho tentato di curare la mia secondogenita, anche se credo che la principale difficoltà sia trovare un "vero" medico alternativo...la parola "alternativo" nasconde spesso venditori di aria fritta, purtroppo.
Credo però in lei, ho letto diverse cose sul suo conto e mi piacerebbe approfondire il discorso aperto.
Secondo lei dovrei sottopormi solamente io ad esami o anche altri famigliari? E nel caso, quali dei famigliari sarebbero necessari per capire la tipizzazione HLA della famiglia?
Quali esami sarebbe bene fare nell'immediato?
Capisco che in tutti noi ci sia qualcosa di "recidivo", come se fosse davvero lo stesso errore che continuando ad essere compiuto e represso sfoci in un errore maggiore.
La mia primogenita, nell'anno in cui ha manifestato la Porpora di Schonlein -Enoch, era in terapia antibiotica per un focolaio polmonare...fanalino di coda di una lunga serie di bronchiti (8 in meno di un anno).
Allo stesso modo, la secondogenita ha manifestato il primo episodio di sindrome nefrosica mentre era in terapia antibiotica per un'otite a seguito di laringofaringite, in lei talmente frequenti da dimenticarmi persino il numero!
Io e mia mamma soffriamo invece di tonsilliti ricorrenti, mi ritrovo spesso con placche bianche sulle tonsille senza nemmeno avere dolore...

Vivo a Mantova, non siamo vicini, ma nemmeno tanto lontani da non permettermi di venire da lei, se lo ritiene opportuno.
Come mi consiglia di muovermi?

Grazie davvero!

Chiara
chiara.milani@tele2.it

[#3] dopo  
10161

Cancellato nel 2009

Egregia Mamma Chiara, come vede, ha trovato il fattore scatenante delle patologie autoimmuni della famiglia, agenti patogeni che vanno individuati ed eliminati dall’organismo, per impedire il continuo stimolo al mimetismo molecolare, con la susseguente produzione di anticorpi; la azione va compiuta sempre sull’errore compiuto dal sistema immunitario, impedendo che lo effettui continuamente.
“per un focolaio polmonare...fanalino di coda di una lunga serie di bronchiti (8 in meno di un anno).
un'otite a seguito di laringofaringite, in lei talmente frequenti da dimenticarmi persino il numero!
di tonsilliti ricorrenti, mi ritrovo spesso con placche bianche sulle tonsille senza nemmeno avere dolore...”
Chiaramente, dovrebbe essere effettuato il riscontro di tutta la famiglia con la tipizzazione HLA in modo da fare un riscontro, ma soprattutto per prevenire altre patologie autoimmuni ai futuri bambini, le sue giglie avranno certaemnte bambini, l’obiettivo è non permettere lo sviluppo di altre patologie autoimmuni.