Utente 433XXX
Salve,
Scrivo per un consulto, mi è stata diagnosticata la fibromialgia (causata molto probabilmente da un'iperlassità tendinea) a novembre e come tutti i fibromialgici il mio percorso per arrivare alla diagnosi è stato lungo.
La mia terapia attualmente consiste in flexiban prima di coricarsi, palexia 50 2 vte die e mialgil al mattino....ad oggi l'unico miglioramento è il progressivo liberarmi dalla mia dipendenza da rinazina, per il resto mi sento quasi peggio.
Il mio reumatologo mi ha proposto in prima visita l'utilizzo di cannabis in caso di fallimento della terapia ma non riesco a contattarlo al cellulare ne via mail quindi non so come spiegargli il decorso, sapere se è presto o se la terapia non é adatta!
Tralaltro in farmacia mi hanno detto che esiste un medicinale apposta che agisce a monte sulle cellule e che il palexia non è una strada efficace (così mi han detto).
Può essere che questi medicinali mi abbiano "indebolito" ulteriormente?
Altro dubbio, ho sentito parlare di spondilite e ho letto che i sintomi sono molto simili a quelli di un quadro fibromialgico, potrebbe esserci stata un'errata diagnosi visto che i miei problemi ricadono maggiormente sulla schiena ed in particolar modo su bacino ed anche?
Tutti gli esami che ho fatto sono negativi PCR, ANTIGENE VES ecc ecc
Grazie per le vostre risposte.

[#1] dopo  
Dr. Marco Bonelli

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Buonasera ,
la fibromialgia è una patologia che deve soddisfare diversi criteri per poter porre diagnosi esatta .
Non ho motivo di dubitare che il suo reumatologo abbia posto la giusta diagnosi ,del resto a fronte dei numerosi dolori diffusi non sono presenti articolazioni con infiammazione e tutti gli indici di laboratorio o altre evidenze strumentali sono negativi .
La fibromialgia è molto vicina ad una somatizzazione ansiosa a carico dell'apparato muscolo scheletrico, la terapia non è ancora ben definita ma si può avvalere oltre che di analgesici anche di farmaci antidepressivi e di un supporto psicologico per aiutarla a tranquillizzarsi e confinare i suoi disturbi ad un ambito più accettabile in modo di da non incidere negativamente sulla sua vita .
Non demorda e soprattutto si affidi da un solo medico evitando del turismo sanitario.
Un saluto
Dr. Marco Bonelli
MedicoChirurgo
Specialista in Reumatologia