Utente 376XXX
Buongiorno,

A Marzo del 2015 inizio a sentire fascicolazioni alla mano sx che poi si sono diffuse in tutto il corpo (dalla lingua alla pianta dei piedi, alla cute del cranio, insomma ovunque) e a queste si sono aggiunti sporadici tremori alle mani (che si risolvono da soli nel giro di qualche ora) e soprattutto sensazione di debolezza e rigidità forte alle gambe (ogni tanto anche braccia) e bruciori o dolorini (come se si "accavallassero" i nervi, come si suol dire erroneamente).

E' 2 anni che vivo in questa condizione, ho fatto 3 visite neurologiche (tutte con esito negativo), 2 EMG complete negative, RMN encefalo e tronco encefalico (senza contrasto) negativa, CPK controllato 3 volte negativo. Ogni neurologo mi ha detto che non ho nulla e devo stare tranquillo. Ho vissuto i primi mesi con il terrore di SM e SLA, essendo un soggetto molto ipocondriaco. A distanza di 2 anni non ho più queste paure, o meglio: la SLA la escludo per ovvi motivi (si sarebbe già presentata in modo prepotente dopo tutto questo tempo), la SM mi han detto che posso escluderla sulla base di tutti gli esami che ho fatto negativi.

Devo premettere che sono un tipo MOLTO ansioso, ho 26 anni e ho passato gli ultimi 6 anni tra medici perchè ho sempre temuto e sentito somaticamente le malattie più paurose (arrivai a fare una risonanza perchè dal nulla mi sentivo sbandamenti e mi ero convinto di avere un cancro al cervello, poi sentivo il nodo in gola e pensavo di avere un tumore alla laringe... potrei citarne a decine di altri casi)

Questa condizione limita molto la mia serenità e la mia vita. Mi sveglio con fascicolazioni ovunque e se solo mi piego per prendere qualcosa in un punto basso o per terra sento subito una debolezza enorme alle gambe, stessa cosa alle braccia. I neurologi dicono che questa debolezza è solo percepita e non oggettiva, e posso condividere.

Sabato sono stato in visita da un reumatologo che ha diagnosticato una "sindrome Fibromialgica su base ansiosa-ossessiva", ma ha eseguito la visita senza testare i tender points e soprattutto io informandomi ho letto che questa sindrome provoca dolore, cosa che a me non capita, al massimo ho dei bruciori muscolari ma solo alle gambe.

Non riesco a capire se questa condizione che limita la mia serenità a livello totale sia qualcosa di somatoforme o la Fibromialgia, che so che comprende una percentuale di aspetto psicologico importante.

Da 4 anni seguo un percorso di psicoterapia analitica (psicanalisi) che ho appena sospeso perchè non accetto di stare ancora così male dopo 4 anni e mezzo di terapia. Ho letto che per questi disturbi è inefficace o addirittura controproducente come tipo di terapia, non sono mai stato meglio in questi 4 anni di sintomi diffusi. Voglio risolvere questi problemi ma spesso piombo nello sconforto, ho 26 anni, vorrei la mia vita e non so quale delle ipotesi accreditare e come uscirne. Ultimamente dormo 3 ore a notte, mi addormento ma mi sveglio alle 4 e poi non mi addormento più.

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Le diagnosi si fanno per inclusione ed esclusione, in quest'ordine, se si va per esclusione si alimenta l'ansia delle malattie che magari c'è già in partenza.

I tender point andrebbero testati, altrimenti quella diagnosi non si pone. Peraltro, il fatto di avere percezioni dolorose o preoccupazione per i dolori, senza tender points, è sintomo comune dei disturbi d'ansia o depressivi.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 376XXX

Gentilissimo Dottore,

la ringrazio per la risposta velocissima. Sono d'accordissimo con lei, il mio storico "ossessivo" non mi fa pensare di avere la fibromialgia infatti.

Secondo lei un approccio psichiatrico (quindi farmacologico) + psicoterapia cognitivo-comportamentale potrebbe essere la soluzione?

E' possibile secondo lei che questo disturbo mi provochi debolezza forte alle gambe dopo uno sforzo anche piccolo? Intendo, a livello psichiatrico possono accadere situazioni simili?

Grazie mille

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Inizierei con una diagnosi e un trattamento che, a seconda del disturbo, può variare come prima scelta. Un trattamento farmacologico può essere valutabile in un tempo di 1-3 mesi.
A livello psichiatrico è possibile sia che ad uno stato ansioso o depressivo concomiti una serie di sintomi corporei, sia che una preoccupazione per il corpo renda intollerabile e contemporaneamente oggetto di controllo continuo una parte del corpo, un parametro, una sensazione.
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[#4] dopo  
Utente 376XXX

Quando parla di diagnosi intende una diagnosi psichiatrica giusto?

Andai qualche mese fa da uno psichiatra, mentre facevo ancora terapia analitica, e il solo fatto di essere andato da lui e parlare mi aveva fatto stare meglio per qualche giorno. Non ci sono più tornato perchè non capivo quale terapia continuare e purtroppo continuai quella analitica, senza risultati. Mi aveva consigliato una terapia con lui + cognitivo comportamentale.

Prendendo l'ipotesi somatica, ora la situazione è molto più avanzata.

Perciò mi consiglia di andare da uno psichiatra della mia zona e farmi indirizzare?

Grazie mille davvero

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Si, da uno psichiatra. Il suo storico ossessivo già potrebbe corrisponde alla diagnosi, solo che da come ne parla sembra una cosa che ha sentito su di sé, ma che non sa se sia poi la parola "chiave" della diagnosi.
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[#6] dopo  
Utente 376XXX

Non so se sia la parola chiave perché i miei sintomi quotidiani (fascicolazioni e tremori e debolezza) mi fanno tornare ogni giorno il pensiero di una malattia neuromuscolare. Forse sta proprio qui l'ossessione. Anche ora mentre scrivo mi sembra incredibile che possa essere solo ansia quel che sento ma d'altronde ho fatto moltissime visite tutte negative.

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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" mi fanno tornare ogni giorno il pensiero di una malattia neuromuscolare"

Potrebbe però essere viceversa, perché nelle fasi conclamate l'ipocondria produce sintomi nel senso che la persona ritiene di essere preoccupata a causa dei sintomi, e invece sostanzialmente riferisce con allarme il nulla. Se si è ansiosi può anche darsi che poi ci siano sintomi, si suda, si sentono formicolii, etc e questo può cortocircuitare poi il rapporto tra sintomi e ansia.

Una visita psichiatrica chiarisce questo discorso e le indica la terapia adatta.
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[#8] dopo  
Utente 376XXX

mi scusi non ho capito questo passaggio

"Potrebbe però essere viceversa, perché nelle fasi conclamate l'ipocondria produce sintomi nel senso che la persona ritiene di essere preoccupata a causa dei sintomi, e invece sostanzialmente riferisce con allarme il nulla. "

[#9]  
Dr. Matteo Pacini

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L'ipocondria rende sintomo anche il nulla. Però chi ne soffre alla fine presenta il problema in maniera invertita, ovvero: io ho l'ipocondria secondariamente alla presenza di alcuni sintomi che non mi lasciano in pace.
Dr.Matteo Pacini
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