Utente 179XXX
Buonasera,

È da metà dicembre che ho un dolore al seno sinistro. Il dolore è localizzato al settore superiore esterno e talvolta si irradia anche alla scapola e al braccio fino alla mano sinistra. Non è un dolore invalidante tant'è che non mi impedisce di lavorare (non mi sono mai assentata da lavoro per questo ) e non è neppure costante. Se mi palpo sento più male e avverto il centro del dolore.
All'inizio ho pensato che fosse da collegarsi all'arrivo delle mestruazioni, ma non è stato
così : seppur diminuito il dolore è rimasto.

Ho fatto dunque una visita ginecologica e la dottoressa non ha avvertito noduli di nessun tipo. Mi ha però prescritto l'esame della prolattina, con l'indicazione di tornare da lei se il valore fosse fuori limite, e un'ecografia mammaria, da eseguire solo in caso di persistenza del dolore.

La prolattina è nella norma: 13.16 (tra 2.74 e 26.72).
Visto che il dolore continua il 25 gennaio ho fatto l'ecografia.
L'esito è stato:
"normale ecogenicità della cute e dell'adipe sottocutaneo. Ghiandole mammarie con prevalenza fibroghiandolare a carico dei QQSSEE. non immagini modulari, solide sospette né liquide, ecograficamente apprezzabili. Non segni di ectasia duttale. Nei cavi ascellari alcuni linfonodi di aspetto reattivo, di max a sin 15 mm circa. Salvo diversa indicazione clinica controllo tra 12 mesi".

Sono andata dal medico di base con questo responso e mi ha detto di stare tranquilla che non è niente. Sul perché del dolore non mi ha risposto perché dice che non emerge niente e che i linfonodi in genere non fanno male.
Visto che insistevo a volere una spiegazione, spazientito mi ha prescritto altre analisi:
Protidogramma
Proteina C reattiva
Emocromo
Ves.
Mi ha detto che se i valori vanno bene non devo più tornare da lui con questa storia del linfonodo e del dolore (testuali parole ed era pure alterato). In romanaccio mi ha pure detto:
"ma che te devo da' i tranquillanti? Non ce pensa', se c'hai l'ansia va' a na festa".

Ovviamente più che tranquillizzarmi questo mi ha messo più angoscia.

Il dolore può essere collegato ai linfonodi (sono di 151 e 154 mm)? Quanto ci mettono a sgonfiarsi? Oramai sono quasi due mesi.

Grazie, cordiali saluti.

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

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I linfonodi non c'entrano nulla e da quanto descrive (ma la verifica si può avere solo con la visita ) il sintomo sembra da ascriversi a mastalgia extramammaria. Problemi al rachide cervicale ?

Legga

https://www.medicitalia.it/minforma/senologia/72-dolori-seno-mastalgia-mastodinia.html
http://www.senosalvo.com/approfondimenti/cura_sintomo_dolore_mamario.htm
http://www.senosalvo.com/approfondimenti/dolore%20al%20seno...di%20competenza%20ortopedica.htm

Tanti saluti
Salvo Catania
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com

[#2] dopo  
Utente 179XXX

Egregio dottor Catania,
La ringrazio per la risposta e per i link (che già avevo letto e che mi avevano già aiutata a tranquillizzarmi - e poi dicono che cercare su internet fa male... ).
Effettivamente avviene proprio che quando spingo col dito sento più dolore.
Dunque Lei escluderebbe i linfonodi, ma può essere che questi hanno reagito e si sono ingrossati a seguito di una micosi a un dito della mano sinistra? In concomitanza con l'inizio del dolore mammario a sinistra ho il problema all'anulare sinistro su cui sto mettendo un fungicida da banco consigliatomi dal farmacista che sembra funzionare.
Per capire l'origine di questo maledetto dolore, che diventa acuto se cammino a passo svelto o se mi piego perché mi balla il seno, a chi mi dovrei rivolgere, un senologo, un ortopedico o un internista?

Mi scusi se Le pongo tutte queste domande che sarebbe più adatto fare al mio medico di base, ma, come dicevo, quello - forse per il burnout - non è un esperto di comunicazione, anzi mi ha detto di non tornare da lui per la storia del dolore se gli esami saranno ok.

Grazie, saluti.