Utente 223XXX
Buonasera
Sono una studentessa di medicina di 27 anni.
Da 8 anni ho parestesie alle braccia a livello del nervo ulnare fino alla spalla a destra e a sinistra, in regione sottomammaria e in regione interscapolare.
Il neurologo mi ha messo in lista d'attesa per una biopsia per sospetta neuropatia delle piccole fibre.
Tuttavia 4 mesi fa ho cominciato ad avvertire all'improvviso dolori in zona sacro-coccigea senza avere avuto traumi, spasmi a livello anale, dolore e aumento degli spasmi.
Quando premevo nella parte coccigea e a livello anche sacrale, gli spasmi si irradiavano a sella anche a livello genitale e, dopo la cura cortisonica effettuata, mi sono arrivati anche dei bruciori nella pianta dei piedi in entrambi i piedi e soprattutto lateralmente.
Il bruciore compariva subito dopo a rapporti sessuali.
Dopo una risonanza particolare e una visita Neurochirurgica mi è stata diagnosticata la sindrome del midollo ancorato occulto, o anche detto filum di terminale teso.
Il neurochirurgo mi aveva detto che c'era possibilità di infiammazione pelvica e di irradiazione ai piedi a causa dell'attrazione che il filum effettuava.
Tutto questo però poteva essere come non essere, in quanto mi è stato spiegato che non sempre un sintomo neurologico è patognomonico di una patologia precisa.
Tuttavia questi bruciori ai piedi sono molto strani: a differenza di quello che mi ha supposto il neurologo, ovvero una progressione della neuropatia (che ancora non è stata neanche accertata ancora e non ci sono i caratteri della neuropatia stessa ovvero bruciori costanti, notturni, difficoltà a dormire e impossibilità di mettere calze o essere a contatto con qualunque cosa), essi si manifestano diciamo in diversi modi. Aumentavano in posizione seduta, diminuivano nell'arco di due o massimo 5 minuti se mi alzavo in piedi e camminavo.
Di notte non ho problemi e riesco a riposare bene.
Non mi sveglio per il dolore.
Con tutti questi dubbi, ma comunque con una radiologia positiva e con una clinica positiva, sono stata operata una settimana fa per il disancoraggio dello stesso filum.
Quello che vorrei chiedere ad oggi è:
Dopo l'intervento i bruciori sono rimasti, anzi diciamo che sono più forti rispetto a quelli dell'ultimo mese.
L'inizio di questi bruciori l'ho sentito, essendo stato l'intervento in anestesia locale, appena il neurochirurgo ha messo mano al filum e lo ha disancorato.
1) può questo genere di problemi dare un infiammazioni a carico dei nervi periferici ai piedi?
2) è presumibile sia peggiorato il quadro in seguito alla manipolazione data dall'intervento e, quindi, si possa ricondurre a in qualcosa di transitorio?
3) può essere il bruciore ai piedi, come ha detto il medico, un segnale doloroso che ancora i nervi hanno e che dovranno smaltire col tempo e con gli integratori di vitamina B12 e l acetilcarnitina?
4) É possibile avere un'ipotesi medica sul miglioramento pelvico dopo cortisone e il concomitante arrivo dei bruciori ai piedi?
Grazie mille in anticipo

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Dr. Otello Poli

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Si rechi per una valutazione clinica e strumentale presso un Centro multi-disciplinare per la Terapia del Dolore.

Questo è un consulto a distanza e come tale non può sostitursi ad una visita medica di persona.
Dr. Otello Poli, MD
Neurologo-Algologo-Esperto in Medicina del Sonno
email: otellopoli@gmail.com - sito web: www.otellopoli.it