E' sbagliato chiudere la vescica durante una cistoscopia?
Buongiorno,
circa un mese fa, sono stato sottoposto ad una cistoscopia con endoscopio flessibile, richiesta dal mio urologo a seguito di uroflussometria con valori molto bassi (flusso max: 6, 6 ml/s; flusso medio: 1, 8 ml/s; ho dovuto ripetere la minzione poiché dopo la prima era presente un rpm di 186 ml).
La diagnosi all'accettazione era "Sospetta sclerosi del collo vescicale".
Il referto indica un'uretra pervia, un'ipertrofia della prostata e riporta il seguente testo "Agevole introduzione dello strumento, collo rigido, facilmente sanguinante, vescica nei limiti.
In retroversione collo chiuso, in uscita scarsamente imbutizzabile.
Tale aspetto non contrasta con una sclerosi del collo vescicale".
Questo referto è stato poi visionato dal mio urologo, che ha confermato la diagnosi di sclerosi del collo della vescica.
Al momento, sto seguendo una terapia con Urorec, Kubiker e Fluxonorm, grazie alla quale sto riuscendo ad urinare meglio (ho ripetuto da poco un'uroflussometria che ha riportato valori nella norma).
Per questo motivo, al momento è escluso l'intervento chirurgico.
Il mio dubbio, che purtroppo è sorto dopo aver visto il mio urologo, quindi non ho potuto chiedere a lui quando ci siamo visti, nasce dal fatto che, ripensando a come mi sono comportato durante la cistoscopia, ho chiuso parecchio la vescica poiché, tramite il cistoscopio, veniva introdotto nella vescica del liquido che mi faceva sentire lo stimolo di urinare.
Istintivamente, quindi, mi è venuto da chiudere la vescica, come quando si fa normalmente per trattenere l'urina (lo stimolo che sentivo era parecchio forte, quindi si è trattato di un riflesso quasi automatico).
Questo fattore potrebbe aver falsato l'esito della cistoscopia e la diagnosi, facendo apparire il collo più rigido di quanto non sia?
Come ho detto, purtroppo si tratta di un dubbio che mi è sorto solo dopo aver visto il mio urologo e ho con lui il prossimo appuntamento per il follow-up fra due mesi circa.
Grazie mille in anticipo a chi mi risponderà.
circa un mese fa, sono stato sottoposto ad una cistoscopia con endoscopio flessibile, richiesta dal mio urologo a seguito di uroflussometria con valori molto bassi (flusso max: 6, 6 ml/s; flusso medio: 1, 8 ml/s; ho dovuto ripetere la minzione poiché dopo la prima era presente un rpm di 186 ml).
La diagnosi all'accettazione era "Sospetta sclerosi del collo vescicale".
Il referto indica un'uretra pervia, un'ipertrofia della prostata e riporta il seguente testo "Agevole introduzione dello strumento, collo rigido, facilmente sanguinante, vescica nei limiti.
In retroversione collo chiuso, in uscita scarsamente imbutizzabile.
Tale aspetto non contrasta con una sclerosi del collo vescicale".
Questo referto è stato poi visionato dal mio urologo, che ha confermato la diagnosi di sclerosi del collo della vescica.
Al momento, sto seguendo una terapia con Urorec, Kubiker e Fluxonorm, grazie alla quale sto riuscendo ad urinare meglio (ho ripetuto da poco un'uroflussometria che ha riportato valori nella norma).
Per questo motivo, al momento è escluso l'intervento chirurgico.
Il mio dubbio, che purtroppo è sorto dopo aver visto il mio urologo, quindi non ho potuto chiedere a lui quando ci siamo visti, nasce dal fatto che, ripensando a come mi sono comportato durante la cistoscopia, ho chiuso parecchio la vescica poiché, tramite il cistoscopio, veniva introdotto nella vescica del liquido che mi faceva sentire lo stimolo di urinare.
Istintivamente, quindi, mi è venuto da chiudere la vescica, come quando si fa normalmente per trattenere l'urina (lo stimolo che sentivo era parecchio forte, quindi si è trattato di un riflesso quasi automatico).
Questo fattore potrebbe aver falsato l'esito della cistoscopia e la diagnosi, facendo apparire il collo più rigido di quanto non sia?
Come ho detto, purtroppo si tratta di un dubbio che mi è sorto solo dopo aver visto il mio urologo e ho con lui il prossimo appuntamento per il follow-up fra due mesi circa.
Grazie mille in anticipo a chi mi risponderà.
La contrazione del collo della vescica non è volontaria, pertanto la contrazione dei muscoli del pavimento dell’addome (perinèo) non può modificarne l’aspetto. La diagnosi di sclerosi congenita del collo vescicale è quindi assai evidente.
Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
https://paolopianaurologo.it/
Utente
Gentile Dott. Piana,
la ringrazio per la celere e chiara risposta.
Le auguro buone feste.
la ringrazio per la celere e chiara risposta.
Le auguro buone feste.
Questo consulto ha ricevuto 2 risposte e 598 visite dal 19/12/2024.
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