Prostatite abatterica cronica: compatibilità sport e terapie alternative?
Buongiorno gentili Dottori,
vi scrivo per chiedere un vostro parere in merito a una problematica che mi accompagna da circa due anni.
Ho 35 anni e soffro di prostatite abatterica.
Sono seguito da un urologo che ha confermato la diagnosi tramite visita transrettale e dopo di che è stato praticato un massaggio prostatico per ossigenare la zona.
Non mi sono stati prescritti ulteriori esami specifici; la terapia indicata consisteva in integratori a base di quercetina (Xinprox, una compressa al giorno, assunta per circa un anno) e supposte (Pentalog 500 mg suggerito dal dottore solo quando il dolore fosse eccessivo), che tuttavia non ho mai utilizzato.
In passato, a circa 21 anni, avevo già sofferto di prostatite abatterica, la sintomatologia era poi scomparsa dopo circa 4 anni, anche grazie a integratori come Serenoa Repens.
Attualmente i miei sintomi comprendono dolore ai testicoli, bruciore al pene e, talvolta, dolore nella zona sotto l’ombelico.
Nel frattempo ho modificato il mio stile di vita: seguo una dieta equilibrata, consumo poco alcol e cerco di mantenermi in forma (ai me fumo anche tanto dovuto anche allo stress che mi porta questo problema).
Mi alleno a casa due volte a settimana con esercizi a corpo libero (circa 40 flessioni) e pesi leggeri, evitando gli addominali per non sollecitare la zona già infiammata.
Ho inoltre integrato esercizi di rilassamento del pavimento pelvico.
Attualmente sono circa 5 mesi che non assumo alcun integratore o farmaci.
Tuttavia, nei periodi di maggiore stress, i sintomi tendono a riacutizzarsi.
Ho chiesto al medico che mi segue se una terapia con onde d’urto potrebbe apportare beneficio, ma vorrei avere anche un vostro parere specialistico su:
* la compatibilità dell’attività fisica che svolgo
* possibili terapie alternative o complementari (onde d’urto, fisioterapia mirata, integrazione, ecc.
)
Vi ringrazio anticipatamente per l’attenzione e per qualsiasi indicazione vorrete fornirmi.
Cordiali saluti
vi scrivo per chiedere un vostro parere in merito a una problematica che mi accompagna da circa due anni.
Ho 35 anni e soffro di prostatite abatterica.
Sono seguito da un urologo che ha confermato la diagnosi tramite visita transrettale e dopo di che è stato praticato un massaggio prostatico per ossigenare la zona.
Non mi sono stati prescritti ulteriori esami specifici; la terapia indicata consisteva in integratori a base di quercetina (Xinprox, una compressa al giorno, assunta per circa un anno) e supposte (Pentalog 500 mg suggerito dal dottore solo quando il dolore fosse eccessivo), che tuttavia non ho mai utilizzato.
In passato, a circa 21 anni, avevo già sofferto di prostatite abatterica, la sintomatologia era poi scomparsa dopo circa 4 anni, anche grazie a integratori come Serenoa Repens.
Attualmente i miei sintomi comprendono dolore ai testicoli, bruciore al pene e, talvolta, dolore nella zona sotto l’ombelico.
Nel frattempo ho modificato il mio stile di vita: seguo una dieta equilibrata, consumo poco alcol e cerco di mantenermi in forma (ai me fumo anche tanto dovuto anche allo stress che mi porta questo problema).
Mi alleno a casa due volte a settimana con esercizi a corpo libero (circa 40 flessioni) e pesi leggeri, evitando gli addominali per non sollecitare la zona già infiammata.
Ho inoltre integrato esercizi di rilassamento del pavimento pelvico.
Attualmente sono circa 5 mesi che non assumo alcun integratore o farmaci.
Tuttavia, nei periodi di maggiore stress, i sintomi tendono a riacutizzarsi.
Ho chiesto al medico che mi segue se una terapia con onde d’urto potrebbe apportare beneficio, ma vorrei avere anche un vostro parere specialistico su:
* la compatibilità dell’attività fisica che svolgo
* possibili terapie alternative o complementari (onde d’urto, fisioterapia mirata, integrazione, ecc.
)
Vi ringrazio anticipatamente per l’attenzione e per qualsiasi indicazione vorrete fornirmi.
Cordiali saluti
- è stato praticato un massaggio prostatico per ossigenare la zona - (!)
E' purtroppo noto che per per la cosiddetta prostatite cronica abatterica (o sindrome del dolore pelvico cronico) non esistano terapie specifiche di sicura efficacia. Per questo motivo, ogni urologo si arrangia in base alle proprie abitudini ed esperienza con le più varie combinazioni, talora fantasiose, dei prodotti più disparati. L'estratto vegetale di palma nana (serenoa repens) ha indicazioni nel controllo dei disturbi urinari legati all'ingrossamento benigno della prostata dell'età matura. Come tutti gli integratori aliemntari, ha un'efficacia tanto variabile quanto imprevedibile già nella sua indicazione principale, in altre condizioni abbiamo molti dubbi che possa dimostrarsi utile. Stesso discorso vale per altri integratori alimentari che abbondano negli scaffali del farmacista, il cui unico vero vantaggio è quello di non avere effetti collaterali significativi. La mesalazina in supposte è un farmaco gastro-enterologico indicato nelle malattie infiammatorie dell'intestino, non viene assorbito e non ha azione diretta sulla prostata.
Apprezziamo il suo impegno diretto allo stile di vita, che per noi è tradizionalmente da considerare il più importante, almeno nella maggioranza dei casi. Le raccomandiamo senza dubbio di smettere immediatamente di fumare. Concosrdiamo con le indicazioni alle onde d'urtro a bassa energia, con le quali abbiamo ottenuto risultati apprezzabili.
E' purtroppo noto che per per la cosiddetta prostatite cronica abatterica (o sindrome del dolore pelvico cronico) non esistano terapie specifiche di sicura efficacia. Per questo motivo, ogni urologo si arrangia in base alle proprie abitudini ed esperienza con le più varie combinazioni, talora fantasiose, dei prodotti più disparati. L'estratto vegetale di palma nana (serenoa repens) ha indicazioni nel controllo dei disturbi urinari legati all'ingrossamento benigno della prostata dell'età matura. Come tutti gli integratori aliemntari, ha un'efficacia tanto variabile quanto imprevedibile già nella sua indicazione principale, in altre condizioni abbiamo molti dubbi che possa dimostrarsi utile. Stesso discorso vale per altri integratori alimentari che abbondano negli scaffali del farmacista, il cui unico vero vantaggio è quello di non avere effetti collaterali significativi. La mesalazina in supposte è un farmaco gastro-enterologico indicato nelle malattie infiammatorie dell'intestino, non viene assorbito e non ha azione diretta sulla prostata.
Apprezziamo il suo impegno diretto allo stile di vita, che per noi è tradizionalmente da considerare il più importante, almeno nella maggioranza dei casi. Le raccomandiamo senza dubbio di smettere immediatamente di fumare. Concosrdiamo con le indicazioni alle onde d'urtro a bassa energia, con le quali abbiamo ottenuto risultati apprezzabili.
Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
https://paolopianaurologo.it/
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 1 visite dal 06/02/2026.
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