Intervento tulip collo vescicale
Ho tolto il catetere dopo 24 ore e ho subito riscontrato problemi alla minzione, tanto che la sera mi sono bloccato ed ho dovuto mettere un altro catetere di dimensioni più piccole tenuto per altre 36 ore.
ieri dopo la rimozione del catetere continuo ad avere problemi come flusso basso più basso del pre operazione e necessità di effettuare più minzioni per svuotare bene la vescica.
Da cosa può essere dovuto?
Ho letto che sia sclerosi recidiva che stenosi uretrale sono eventualità che si svilupperebbero con più tempo... questo vale anche per un eventuale stenosi della fossa navicolare?
O sarebbe più propenso pensare ad un edema infiammatorio come sostenuto dal mio urologo?
Premetto che non ho molti fastidi, un po' sotto lo scroto e un po' di bruciore mentre urino
Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
https://paolopianaurologo.it/
Se questa è la descrizione, ci pare troppo sintetica per giudicare cosa sia realmente stato fatto.
Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
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questo e' un argomento ed una problematica che si incontra spesso nei pazienti che eseguono chirurgia endoscopica per sclerosi del collo vescicale.
Per prima cosa' e' importante capire che ad una eta' inferiore a 40 anni raramente e' presente una crescita della ghiandola prostatica ( ipertrofia prostatica) causa di ostruzione allo svuotamento vescicale. La prostata e' di dimensioni nella norma e non necessita di asportazione , enucleazione od altro nel suo tessuto ghiandolare.
Ad una eta' inferiore a 40 anni invece puo' essere presente una sclerosi del collo vescicale. La sclerosi del collo vescicale non e' " tessuto solido adenomatoso". E' una sostituzione delle fibre muscolari elastiche del collo vescicale con tessuto cicatriziale che rende rigido il collo vescicale e determina una ostruzione allo svuotamento vescicale. E' una patologia da non sottovalutare perche' nel tempo, se non risolta, puo' creare danni funzionali anche maggiori della prostata sulla vescica.
Nell'intervento endoscopico, non e' presente tessuto da enucleare ma lo scopo e' di incidere in uno o piu' punti il collo vescicale cosi' da rilasciare ed ampliare lo stesso e risolvere l' ostruzione. In casi particolarmente stenotici si puo' decidere di asportare questo tessuto cicatriziale per ampliare il collo vescicale.
L'effetto collaterale che frena molti pazienti dall' eseguire l'intervento e' la perdita dell'eiaculazione. Per questo motivo sono nati degli interventi che cercano di mantenere l'eiaculazione, pur riducendo l'effetto di rigidita' ed ostruzione del collo vescicale. Spesso questi interventi sono pero' parziali e, per mantenere l'eiaculazione, in realta' non risolvono l'ostruzione e costringono a successivi interventi piu' completi.
Un altro punto importante e' il tempo di mantenimento del catetere vescicale. Qui gli urologi operatori non sono concordi. Molti preferiscono rimuovere il catetere velocemente dopo 24-48 ore dall'intervento.
A mio parere questo risulta spesso un problema perche' il paziente non riesce ad urinare bene, a volte e' costretto a riposizionare il catetere e piu' frequentemente ha una recidiva della sclerosi del collo vescicale.
Dobbiamo considerare che parliamo di tessuto cicatriziale che viene inciso o parzilamente ( mai totalmente) asportato. Il catetere vescicale, mantenuto per un periodo lungo di 7-14 giorni a seconda del grado di cicatrizzazione trovata sul collo vescicale, permette una riparazione protetta dal passaggio diretto delle urine, riducendo fenomeni infiammatori acuti che poi nel tempo si trasformano in recidiva della sclerosi.
Quindi, nel suo caso, la rimozione precoce del catetere vescicale, ha provocato edema ed infiammazione con nuovo effetto ostruttivo e riduzione del getto minzionale. E possibilmente questo effetto , potrebbe produrre nel tempo una nuova sclerosi ostruttiva cicatriziale.
Il tentativo e' di ridurre questa infiammazione farmacologicamente e monitorare con uroflussometria . Se non migliora e si normalizza, eseguire una uretrocistoscopia per documentare eventuali recidive da sottoporre a nuovi interventi.
Nelle recidive, si valuta rispetto ad un nuovo intervento laser, una dilatazione con palloncino medicato della stenosi.
Prof Alessandro Sciarra
Professore Prima Fascia Urologia
Chirurgia Robotica
Universita' Sapienza di Roma
https://alessandrosciarra.it
Prof. Alessandro Sciarra
Prof I fascia Universita' Sapienza di Roma
Specialista in Urologia-Chirurgia Robotica
alessandro.sciarra@uniroma1.it
Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
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Paolo Piana
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Ora sempre con xatral in corso post operazione ho come risultato:
qmax 18.2 ml/s
Flusso medio 7 ml/s
Volume vuotato 245 ml
Volume residuo 17 ml
Come le sembra come risultato a 30 giorni? Ho ancora dei bruciori ogni tanto. Urinocoltura negativa
Paolo Piana
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