PSA alto per IPB: è normale o c'è qualcosa di più grave?

Buonasera, ho 53 anni e da circa una decina soffro di problemi prostatici.
Tutto è iniziato con una infiammazione poi sempre peggiorata nel corso del tempo tant'è che negli ultimi il mio PSA si è sempre aggirato tra 8 e 10.
Ho periodicamente fatto controlli che hanno diagnosticato una IPB con il cosiddetto terzo lobo.
Ad ottobre 2024 mi sono sottoposto a RMN multiparametrica che ha confermato IPB mentre l'ultima visita dall'urologo l'ho effettuata nel luglio scorso.
Premetto quindi che ho sempre avuto dei disturbi legati alla minzione ed anche dei periodi di bruciore (fino all'ano) specie dopo eiaculazione.
La terapia che sostengo da tempo è ofuxal e Prostaflog.
Nel mese di gennaio ho avuto dei sintomi forti: difficoltà/impossibilità ad urinare e forti bruciori con un PSA 11.
Il mio urologo mi ha prescritto 10 giorni di Agile 500.
La situazione a livello di sintomi è migliorata ed il PSA è 9.
Vorrei sapere se una IPB importante come la mia giustifica un PSA perennemente alto e se, dopo i controlli sopra descritti posso escludere qualcosa di più importante.
Aggiungo poi che sono parecchio ansioso e soffro di colon irritabile.
Grazie della vostra risposta.
Dr. Paolo Piana Urologo 50.9k 2k
Il PSA è un marcatore tumorale (l'unico per la prostata), purtroppo di cattiva qualità, in quanto sufficientemente sensibile, ma assai poco specifico. Tende infatti ad elevarsi anche a causa di infiammazione ed ingrossamento benigno, imbrogliando parecchio le carte e rendendo la vita difficile sia all'urologo che al paziente, tra dubbi ed incertezze. La sua situazione pare ormai ampiamente definita, anche con l'esito della risonanza magnetica multiparametrica, non riterremmo necessario ripetere il PSA più spesso di quanto si farebbe normalmente, alla sua età una volta l'anno, ad essere già molto prudenti. Se i suoi disturbi hanno una cospicua componente ostruttiva, si potrebbe rompere gli indigi e dare indicazione ad un intervento disostruttivo endoscopico, abbastanza raro, ma non inverosimile alla sua età.

Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
https://paolopianaurologo.it/

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La ringrazio della risposta che mi tranquillizza tanto e approfitto della sua gentilezza per un paio di chiarimenti. Quindi avendo fatto la risonanza a fine 2024 e la visita nel luglio scorso dove non sono emerse zone di dubbio è già sufficiente ? Poi volevo chiederle: ok ingrossamento della prostata, ma perché soffro di continui bruciori e infiammazioni e soprattutto può essere che le cure, a cui mi sottopongo da anni, hanno solo un effetto temporaneo e non definitivo ?
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Dr. Alessandro Sciarra Urologo 796 42
Buongiorno,
un elevazione del PSA totale e' un indice di sospetto per tumore della prostata ma puo' essere anche legata ad una crescita importante dell'ipertrofia prostatica o a processi infiammatori.
La cosa piu' importante e' escludere la presenta di una neoplasia prostatica. L'esame di risonanza magnetica multiparametrica della prostata, se eseguita in un centro ad elevata esperienza ( e' infatti un esame molto dipendente dalla macchina utilizzata e dall'esperienza dell'operatore), e' molto attendibile soprattutto se descrive assenza di aree sospette e da' una classe di rischio bassa PIRADS 2.
Se questo e' il caso specifico, il valore elevato del PSA totale e' legato all'importante adenoma trilobato ed alla infiammazione presente al suo interno.
Per rispondere alla sua ultima domanda, quando l'ipertrofia prostatica aumenta molto di dimensioni, questo tessuto solido, benigno ma solido fibroghiandolare, contiene sempre al suo interno infiammazione se non anche infezioni.
Quando l'ipertrofia prostatica cresce molto, si altera la circolazione intraghiandolare e questi processi infiammatori intraprostatici cronicizzano e si estendono progressivamente.
In queste condizioni, e' sempre utile considerare con il proprio specialista l'opportunita' di passare ad un intervento endoscopico disostruttivo rispetto al proseguire la terapia medica.
L'intervento permettera' di risolvere questa situazione, riportare i valori del PSA totale alla normalita', ridurre quindi la necessita' di controlli con nuove risonanza, eliminare l'infiammazione cronica all'interno del tessuto prostatico, oltre a prevenire un danno funzionale vescicale legato al lavoro sotto sforzo a cui un grande adenoma costringe la vescica.

Prof Alessandro Sciarra
Professore Prima Fascia Urologia
Chirurgia Robotica
Universita' Sapienza di Roma
https://alessandrosciarra.it

Prof. Alessandro Sciarra
Prof I fascia Universita' Sapienza di Roma
Specialista in Urologia-Chirurgia Robotica
alessandro.sciarra@uniroma1.it

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Grazie infinite Prof. Sciarra, io ripeto che effettuo visite dal mio urologo ogni 8/10 mesi e, a parte ingrossamento della prostata, lo specialista non ha mai trovato nulla di dubbioso. Però vorrei capire se, per questi sintomi flogistici, esiste una terapia farmacologica definitiva e non temporanea. Quanto all'intervento, il mio urologo, primario in un ospedale della mia regione, in un primo momento mi aveva proposto il rezum mettendomi persino in lista di attesa, ma, viste le mie continue infiammazioni ha preferito evitare in quanto le cose andrebbero a peggiorare. Però, visti i miei 53 anni, un intervento endoscopico in cosa potrebbe limitarmi ?
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Dr. Paolo Piana Urologo 50.9k 2k
Concordiamo nel dubbio di intervenire su una prostata con in atto una documentata infiammazione su base infettiva, ma in tutti gli altri casi, se vi è ostruzione evidente, questa deve essere risoltata prima che la vescica ne abbia a soffrirne, anche in modo irreversibile. La presenza di un cospicuo lobo medio ingrossato dovrebbe essere una controindicazione al REZUM, restano comunque disponbili tutte le altre tecniche, dalla classica elettroresezione (TURP) agli interventi che utilizzano il laser (olmio, tullio e ktp-verde).

Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
https://paolopianaurologo.it/

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