Utente 421XXX
Salve,

Negli ultimi mesi sono stato da due diversi dottori nel tentativo di risolvere il mio problema di disfunzione erettile.
Il problema non si presenta in caso di masturbazione, ne' di sesso orale.
Tuttavia, mi risulta molto spesso difficile mantenera una buona erezione al momento della penetrazione (soddisfacente solo in alcuni casi)
Il primo dottore mi ha prescritto una dose giornaliera di Cialis 5m dopo aver effettuato le analisi del sangue (tutto nella norma compreso testosterone).
La visita e' stata molto sommaria (15') e dopo due mesi la situazione non era migliorata, alla seconda visita si e' limitato a prescrivermi nuovamente il Cialis in attesa di miglioramenti.
Dopo un altro meso e mezzo, senza sviluppi di rilievo, sono stato presso una clinica specializzata che mi ha effettuato analisi piu' approfondite: tutti gli esami sono andati bene tranne l'ultimo.
L'ultimo esame avrebbe dovuto analizzare il flusso sanguigno nel pene in stato eretto e cosi mi hanno fatto una puntura.
La puntura, tuttavia, che dovrebbe risultare in un'erezione di 30-60' non ha avuto effetto (solo una marginale erezione di 10').
Il dottore mi ha quindi chiesto di riprovare a fare il test tra 10 giorni e ha intenzione di prescrivermi iniezioni di Trimix per 3-6 mesi in quanto i vasi saguigni del mio pene sono deboli.

Mi sto documentando in quanto la pratica mi sembra un po' rischiosa vorrei quindi sapere:
- quali sono gli effetti collaterali di queste iniezioni?
- le iniezioni servono effettivamente a "fortificare" i vasi sanguigni? da quanto leggo in giro mi sembra di capire il Trimix e' semplicemente un Cialis/Viagra molto piu' potente
- Considerando il quadro esposto al dottore, inizialmente propendeva fortemente per un problema puramente psicologico, mentre ora sembra ci sia anche una componente fisica. Le iniezioni di Trimix aiutano in entrambi i casi?

Mi scuso per la lunghezza e ringrazio in anticipo,

Stefano

[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettore,

se è un problema prevalentemente psicologico, la prima strategia che si propone è sempre quella di una consulenza con esperto psicologo.

Comunque , quando vi è un problema vascolare, prima dell’introduzione delle terapie orali e nei pochi casi in cui oggi queste non funzionano, viene consigliata anche una autoiniezione nei corpi cavernosi di farmaci vasoattivi. Metodica questa complessa e per questo i pazienti vengono accuratamente informati di tutte le fasi della procedura, dei possibili effetti collaterali e delle eventuali complicanze. Viene sempre fatta sottoscrivere una dichiarazione di consenso informato.

I pazienti interessati alle autoiniezioni seguono un breve corso di addestramento di tre sedute in cui imparano a praticarsi una iniezione nei corpi cavernosi del pene evitando di bucare l'uretra e il fascio neurovascolare dorsale.

Una iniezione nei corpi cavernosi è molto diversa da una iniezione sottocutanea o intramuscolare. Non è necessario aspirare sangue dal corpo cavernoso prima di iniettare il farmaco; il paziente deve essere sicuro di essere nel corpo cavernoso e deve imparare a percepire il cambio di resistenza offerto dai tessuti quando l'ago passa attraverso la tunica albuginea. Si è visto che l'incidenza di fibrosi diminuisce se non si fanno iniezioni al di fuori dei corpi cavernosi.

Uno dei problemi più delicati per l'andrologo è la messa a punto del corretto dosaggio e del tipo di farmaco da utilizzare. E' molto importante che il paziente non esegua più di una o due autoiniezioni settimanali.

Detto questo ancora, se desidera poi avere più informazioni dettagliate su queste tematiche, le consiglio di consultare, se non ancora fatto, anche gl’articoli pubblicati sempre sul nostro sito e visibili agl'indirizzi:

https://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/184-erezione-fare.html

https://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/1234-nuove-terapie-emergenti-trattamento-disfunzione-erettile-de.html

https://www.medicitalia.it/giovanniberetta/news/1580/Fitoterapie-e-deficit-dell-erezione

https://www.medicitalia.it/salute/andrologia/111-disfunzione-erettile.html

Un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
http://www.andrologiamedica.org
http://www.centrodemetra.com

[#2] dopo  
Utente 421XXX

Gentile Dottor Beretta,

La ringrazio molto sia per la risposta, che per gli articoli davvero esaurienti.

Vorrei porLe tre domande:

Mi sono effettivamente posto a tutti gli esami descritti nel Suo articolo "Quando l'erezione è difficile o non c'è. Che cosa fare?". Tutti sono andati "bene" (il Dottore che mi ha visitato ha giudicato nella norma i risultati), tranne l'iniezione intracavernosa di farmaci vasoattivi che non ha prodotto un'erezione soddifacente per l'ecografia (fatta solo quando il pene era a riposo): il dottore si aspettava un'erezione prolungata e forte (30/60'), mentre e' durata solo 10/15' ed era solo del 50%.
Il Dottore mi ha quindi chiesto di tornare per ripetere il test e mi ha diagnosticato dei vasi sanguigni deboli, che vanno appunto fortificati attraverso iniezioni di TriMix.

Senza entrare nel merito della diagnosi:

1) Le iniezioni di TriMix si rivelano efficaci per risolvere problemi vascolari? Dall'articolo mi sembra di capire che le iniezioni vanno fatte appena prima del rapporto sessuale (una sorta di Viagra piu' potente), mentre il mio Dottore me le ha descritte come rimedio al problema vascolare, da fare 2 volte a settimana a prescindere dall'attivita' sessuale

2) La risoluzione, secondo la sua esperienza, e' definitiva o il problema tende a ripresentarsi? Mi sono dimenticato di menzionare che ho 31 anni e non vorrei trovarmi a fare iniezioni a vita

3) Secondo la Sua opinione per la risoluzione di un problema vascolare le iniezioni sono la terapia migliore?

La ringrazio nuovamente

[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettore,

nessun lavoro scientifico, da me conosciuto, propone le iniezioni intracavernose come un metodo capace di risolvere in modo definitivo un problema erettivo.

Secondo la mia esperienza clinica, "per la risoluzione di un problema vascolare", le iniezioni intracavernose sono l'ultima spiaggia terapeutica prima di arrivare all'inserimento di una protesi peniena nei corpi cavernosi e quindi bene eventualmente ridiscutere, sempre con il suo andrologo, la strategia che lei sta intraprendendo.

Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta M.D.
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[#4] dopo  
Dr. Gabriele Antonini

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Il trimix non ha nessun effetto terapeutico.
Alla sua età l'unica cosa che può darle,oltre ad una fibrosi del pene per le eventuali ripetute punture sulla tunica albuginea, un priapismo che potrebbe richiedere un trattamento in pronto soccorso.
Se con un buon psico-sessuologo non riesce a risolvere il problema e gli inibitori della PDE5 non l'aiutano l'unica possibilità terapeutica alla sua età è l'impianto di una protesi idraulica.
Le allego un link dove, se vuole, potrà vedere un video di un paziente con problemi di disfunzione erettile che ha deciso di impiantare una protesi peniena.E' un vero e proprio documentario che ripercorre tutte le tappe dalla visita medica passando per l'intervento chirurgico descritto nei suoi passaggi tecnici fino alla completa ripresa dell'attività sessuale.
http://www.antoniniurology.com/primo-documentario-sullimpianto-di-una-protesi-al-pene/
Spero le sia utile
In bocca al lupo
Dr. Gabriele Antonini
Urologo Andrologo
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[#5] dopo  
Utente 421XXX

Ringrazio entrambi ed effettivamente la terapia mi e' sembrata decisamente esagerata.
Mi pare di capire che gli effetti collaterali siano troppo pericolosi e forse una terapia differente possa essere piu' adeguata.

Mi spiace disturbarvi ancora, ma vi e' mai capitato che un paziente non risponda ad un 'iniezione intracavernosa di farmaci vasoattivi? Anche in questo caso puo' trattarsi di un problema psicologico e non vascolare?

Purtroppo sono un po' confuso: il primo dottore ha sempre pensato fosse un problema psicologico, il secondo era della stessa opinione, ma dopo questo test (che ripetero') si e' orientato verso il trimix.

Devo affidarmi ad un terzo dottore quindi?

[#6] dopo  
Dr. Gabriele Antonini

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Può succedere raramente se c'è un forte stato emotivo che determini un ipertono adrenergico ovvero una forte vasocostrizione per la presenza di elevati livelli ematici di adrenalina.Se succede sempre vuol dire che non risponde a questo tipo di farmaci ed è arrivato il momento di di fare qualcosa di più.
Saluti
Dr. Gabriele Antonini
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