Utente 454XXX
Buongiorno,
lunedì pomeriggio sono stata sottoposta ad ureteroscopia per rimozione di un calcolo incuneatosi in uretere. Il chirurgo mi ha riferito che il calcolo ero più piccolo di quello che sembrava dalla tac (era stato valutato 8 mm) e che non appena lo ha toccato con lo strumento si è rotto e non è più stato in grado di trovare i frammenti. Mi ha poi segnalato che il mio uretere fa una sorta di curva stretta e che per questo motivo il calcolo non avrebbe potuto procedere il suo percorso. Alla fine mi è stato posizionato uno stent (polaris), dovrò fare una tac senza mdc tra una settimana circa e portarne i risultati il 12 luglio, momento in cui valuteranno se lo stent può essere rimosso (non ho capito in base a cosa).
Avevo letto tra tutte le vostre risposte che è normale che lo stent provochi fastidi come stimolo frequente e dolori al rene durante la minzione, il fatto è che io il dolore al rene ce l'ho COSTANTEMENTE. È come se avessi una colica continua, sto molto peggio di prima visto che almeno prima coricandomi il dolore passava, ora peggiora addirittura tanto che stanotte l'ho passata quasi in bianco. Sto allattando quindi posso prendere solo tachipirina e brufen senza esagerare, mi danno sollievo per 1-2 ore ma poi il dolore torna.... Da cosa può dipendere? Sono preoccupata.
Vi ringrazio molto fin da ora.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Lo stent è percepito come un corpo estraneo in modo estremamente vairiabile in base ai livelli di sensibilità soggettivi. Quanto per alcuni è un lieve fastidio, per altri è un dolore insostenibile. Per questo motivo l'impegno dello specialista è di inserire lo stent solo quando indispensabile e lasciarlo in sede per il minor tempo ragionevole. Questo talora si scontra con le disponibilità operative delle strutture pubbliche, su questo purtroppo non c'è molto da fare. Con la TAC si avrà la certezza sulla presenza di eventuali residui di calcolo, la loro posizione e le loro dimensioni. In base a questo si deciderà se lo stent potrà essere rimosso (cosa che le auguriamo) ovvero si debba pensare ad un secondo tempo operativo endoscopico. In questo caso nel frattempo lo stent avrà "fatto la strada" e la procedura sarà certamente facilitata. Se nel frattempo non si potesse fare a meno di una terapia antidolorifica maggiore, si dovrà valutare se sospendere almeno temporaneamente l'allattamento. Su questo si confronti con il suo urologo di riferimento.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 454XXX

La ringrazio molto, quindi posso stare "tranquilla", sono solamente tra gli sfortunati che percepisce lo stent in maniera importante....
Le chiedo un'altra cosa: cosa posso fare per evitare infezioni? L'urologo mi ha spiegato che le infezioni sono dovute al reflusso di urina nel rene, io sto bevendo molto (3 litri al giorno vanno bene?) e faccio spesso pipì come mi è stato consigliato, assumo ciproxin (ancora per 2-3 gg)....posso fare altro?
La ringrazio moltissimo.

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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L'infezione è possibile nella misura in cui vi sono urine infette in vescica, fatto che non è un destino inesorabile. D'altronde non avrebbe senso proseguire l'antibioti ad oltranza, anzi potrebbe essere controproducente a lungo termine. Tre litri d'aqua al giorno sono forse anche eccessivi, non sempre fa bene esagerare. Dremmo che in assenza di perdite eccessive (sudorazione) un paio di litri siano già assai.
Dr. Paolo Piana
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