Utente 272XXX
Salve, premetto che mio padre ha 60 anni e soffre di acido urico è stato ricoverato mesi fa e ora fa un alimentazione sana quindi è probabile che questo calcolo è stato dovuto all'espulsione dell'acido urico. Venerdì 27 alle 6:00 di mattina ha avvertito un forte dolore che partiva dalla schiena zona rene sinistro e si espandeva alla pancia e allo stomaco e aveva la nausea. Abbiamo subito prenotato un ecografia che ha fatto alle 11:00, da li non è uscito nulla di anomalo, ci hanno detto che era potuta essere una colica ma dall'ecografia non risultava nulla neanche una dilatazione, l'unica cosa ha detto che la prostata era lievemente ingrossata 4,2 per 2,5 ad ecostruttura disomogenea (ma ha detto che non aveva nulla di preoccupante). Il pomeriggio del 27 e il giorno dopo cioè sabato 28 ha avuto gli stessi sintomi di venerdì ma il dolore era lievissimo. Domenica 29, appena finito di pranzare gli è riniziato un dolore fortissimo al fianco sinistro, alla pancia e allo stomaco, ha rimesso parecchie volte e siccome non riusciva più a stare in piedi siamo andati al pronto soccorso. Gli hanno fatto elettrocardiogramma (tutto normale), alcune analisi del sangue ed è risulto solo il valore del fegato alto, siccome anche li il dolore era fortissimo gli hanno fatto tre flebo (1 fis. 100 cc + 1 fl artrosilene, 1 fl spasmi, 1 fl ranidil.. 1 fis. 100 cc + 1 fl plasil.. 1 fis. 250 cc + 1 fl contramal). Poi ci hanno fatto andare a un altro ospedale per fare la tac e il risultato è stato questo:
- formazione litiraca di 5 mm nel tratto lombare dell'uretere modesta idroureteronefrosi a monte, lieve inebizione del tessuto adiposo perirenale sinistro;
- microlitiasi in un gruppo caliceale inferiore rene sinistro;
- minuta formazione ipodensa di 5 mm tra VII e VIII segmento epatico di natura microcistica;
- formazione nodulare a pareti calcifiche di 11 mm nella veschichettavseminale destra.
Poi mentre stava tornando a casa si è dovuto fermare di nuovo all'ospedale perché avvertiva di nuovo dolore e gli hanno fatto una flebo (fisiol. 100 cc + ketoprofene 1 fl + spasmi 2 fl). Questa mattina lunedì 30 di nuovo dolore forte e hanno fatto tre flebo ( spasmex 2 flin 100 cc..toradol 1 fl ev).
Ora il dolore non è forte come questa mattina ma avverte molto dolore alla pancia e da oggi pomeriggio ha la febbre a 38. Le urine sono chiare e limpide come sempre, non hanno odore, non ha gocciolamenti di urina dopo urinato, ne bruciore e ne urgenza di urinare la notte. Secondo lei:
la prostata di quelle dimensioni è grave? Quel nodulino al testicolo è qualcosa di preoccupante? Perché ora ha mal di pancia? Perché il dolore quando torna è così forte? Perché ora ha la febbre?
Mi scusi per le domande ma vorrei avere un parere in più anche perché mi sto preoccupando molto.
Ps.: Abbiamo già prenotato una visita con un urologo per domani pomeriggio martedì 31.
Mi scusi per il disturbo..la ringrazio in anticipo della risposta.

[#1]  
Dr. Paolo Piana

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Il probelma è essenzialmente sorretto dal piccolo calco in transito che fa fatica a procedere. Tutto il resto in questo momento passa in secondo piano. Le consigliamo la lettua di questo nostro articolo che sintetizza il comportamento da tenere in questi casi, secondo il nostro parere:

https://www.medicitalia.it/minforma/urologia/1194-coliche-renali-trattare-i-sintomi-o-risolvere-il-problema.html

In estrema sistesi, tutto dipende dall'entità e dalla frequenza dei sintomi. Se la situazione è accettabile (dolore lieve, controllabile con i farmaci) vi è spazio per l'attesa di una espulsione spontanea, aiutata da una idonea terapia d'appoggio (vedi articolo). Se invece i dolori sono importanti e ripetuti, vi sono l indicazioni ad un intervento endoscopico risolutivo (ureteroscopia operativa), eseguibile anche in urgenza in cetri con particolare competenza su questo tipo di problemi.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 272XXX

Da questa mattina dopo essere stati al pronto soccorso fino ad ora il dolore fortissimo dietro la schiena alla zona del rene e allo stomaco non c'è più, la nausea neanche non c'è più. Solo che si lamenta perché avverte un dolore e un gonfiore alla pancia (ha paura anche di non aver defecato dall'altro eri, ma secondo me è dovuto anche perché l'altro ieri dopo pranzo ha rimesso varie volte e la sera ha bevuto solo il thè, stesso ieri ha mangiato solo un po' di pasta a pranzo e la sera ha bevuto solo il thè). Vorrei sapere se quando una persona ha un calcolo nonostante il dolore acuto è passato ha mal di pancia. E poi per quanto riguarda l'altro problema devo preoccuparmi?

[#3]  
Dr. Paolo Piana

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Se il dolore acuto è passato, per ora tanto meglio, resta sempre il dubbio se la situazione sia veramente risolta o meno. Sarà quindi da valutare attentamente nel corso dei prossimi giorni, se si manifestassero nuovamente disturbi acuti bisognerà eseguire la TAC. In caso contrario, che vi auguriamo, sarà comunque opportuno ripetere l'ecografia entro una settimana.
Dr. Paolo Piana
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[#4]  
Dr. Paolo Piana

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Le raccomandiamo di non aprire mai una nuova richiesta di consulto per uno stesso caso trattato del tutto recentemente, ma di proseguire con eventuali ulteriori aggiurnamenti lungo lo stesso flusso di domande e risposte.
La manifestazione più tipica della presena di un calcolo in transito tra rene e vescica è la classica colìica renale, ma vi possono essere altri tipi di manifestazioni, ad esmpio qualdo il calcolo è molto prossimo allo sbocco in vescica. In una situazione come quella che ci descrive - come guià le dicemmo - noi consiglieremmo di eseguire comunque una TAC senza mezzo di contrasto per chiarire oltre ogni possibile dubbio posizioe e dimensioni del calclolo. Questo è indispensabile per poter prevedere quale sarà la ragionevole evoluzione, se è accettabile attendere ovvero sia il caso di porre delle indicazioni operative.
Per venire alle sue ultime domande:
1) I sintomi all'apparato digerente potrebbero anche essere dovuti agli effetti collaterali dei farmaci antidiolorifici somministrati;
2) Quando il calcolo scende e si avvicina alla vescia, il dolore lobare tipico da colica può mutare in un dolore più vago ed anteriore. tralora accompagnato da disturbi vescicali irritativi;
3) L'andamento del dolore dipende essenzialmente dal comportamento del calcolo, che è appunto valutabile - come si è detto - solo se se ne conoscono bene le caratteristiche
Dr. Paolo Piana
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