Utente 464XXX
Salve, da qualche anno soffro di un disturbo molto antipatico: la minzione frequente.
Non è fisso e ho riscontrato i primi problemi (durati quasi due mesi) dopo un grave lutto. Ho fatto analisi delle urine, ecografia, tampone e non avevo nulla, le analisi non presentavano nemmeno una piccola infezione. Il medico di base mi disse allora che doveva trattarsi semplicemente di un fattore ansioso. Dopo qualche mese la situazione migliorò. Io però ho continuato a notare che ad esempio il periodo prima del ciclo (circa 7-10 giorni prima) la minzione diventa più frequente (tipo stimolo ogni mezz'ora), dura per qualche giorno di fila (notte compresa) e poi torna alla normalità. Oppure un giorno mi sveglio e nel pomeriggio mi accorgo di essere andata al bagno spesso dalla mattina, minimo ogni ora, senza alcuna ragione. La cosa può andare avanti anche più giorni di fila, poi passa. Assumo da qualche mese delle pillole alle erbe per ridurre ansia e stress e agevolarmi il sonno (dato che soffro anche di insonnia), associato ad un percorso con uno psicologo, tuttavia negli ultimi tre giorni ho ricominciato ad andare al bagno ogni mezz'ora, pur non avendo particolari problemi che possano causarmi ansia. Aggiungo che manca più di una settimana all'arrivo del ciclo mestruale. La mia domanda a questo punto è: potrebbe NON trattarsi affatto di un disturbo legato all'ansia, o almeno non solo, ma essere qualcosa di più serio che non risulta dalle analisi e dagli esami che ho fatto? Grazie dell'attenzione.

[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettrice.

le conclusioni diagnostiche a cui sono giunti i medici e gli specialisti, da lei consultati, sono tutte condivisibili e da seguire.

Detto questo si ricordi comunque poi che sempre la visita medica specialistica in diretta rappresenta il solo strumento valido per poterle dare un’indicazione diagnostica mirata e poi eventualmente una prospettiva terapeutica corretta e che le informazioni fornite via internet vanno sempre intese come meri suggerimenti clinici e di comportamento.

Un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
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