Utente 543XXX
Buonasera, scrivo per avere lumi sulla situazione renale di mio papà (69 anni, ipertensione arteriosa). Ha sempre sofferto di calcolosi renale (ossalato di calcio) recidivante trattata negli anni con eswl e intervento chirurgico open da giovane. A seguito di recente peggioramento della funzione renale, ultimamente con Creatinina 1.7 e Creatinina Clearance 66 ml/min , ha eseguito scintigrafia renale sequenziale (che conferma la riduzione bilaterale della funzionalità renale) e tac addome senza mezzo di contrasto che documenta "...calcolosi a corna di cervo bilaterale per la presenza di grossi calcoli a stampo a livello delle vie escretrici calicopieliche di entrambi i reni. A destra si apprezza dilatazione delle cavità caliceali del gruppo superiore di destra. Severo assottigliamento dello spessore parenchimale renale da nefropatia cronica ostruttiva. Ureteri di calibro aumentato ma non apprezzabili calcoli endoluminali. Vescica a pareti nette, prova di aggetti solidi endoluminali...".
Mi chiedo e vi chiedo, con il beneficio di non potere visualizzare le immagini tac in questa sede, cosa si potrebbe fare nel suo caso? A quasi 70 anni conviene trattare chirurgicamente questa situazione oppure il peggioramento negli anni sarà tanto lento da non influire sulla sua qualità di vita? Quali sono attualmente gli approcci più innovativi al trattamento di una calcolosi così importante? grazie mille

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Dr. Paolo Piana

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L’impossibilità di valutare direttamente le immagini limita molto le nostre possibilità di giudizio. Quando si tratta di calcoli superiori ai 2,5 - 3 cm non è più possibile il trattamento endscopico attarverso le vie urinarie naturali (uretero-renoscopia operativa o RIRS). Per calcoli tra 3 e 5 cm vi sono indicazioni alla litotrissia percutanea per puntura diretta del rene (PCNL). Per calcoli di dimensioni ancora maggiori o particolarmente complessi si pratica oggi la laparoscopia (o retro-peritoneoscopia). L’intervento chirurgico tradizionale a cielo aperto ha ormai indicazioni rarissime, attorno ad un caso su mille. Diremmo che se non vi sono gravissime controindicazioni all’anestesia (cosa che non ci pare) sia indubbiamente opportuno che i calcoli vengano rimossi.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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