Utente 509XXX
Salve Dottori. Sono un ragazzo di 20 anni e da una decina di mesi ho una vena indurita al tatto sulla parte destra del pene che ipotizzo scaturita o agevolata dell'assunzione di farmaci vasodilatatori (alfalitici per prostatite) o per gli esami invasivi con cateteri cistoscopia ecc. Fatto sta che comunque mi ritrovo da diverso tempo quindi con questa vena dura che è come uno spaghetto/cordoncino che percorre il pene dalla base fino a metà asta facendo un giro finendo poco sotto al glande. I vari ecodoppler confermano flusso rallentato da processo tromboflebitici e vena pervia. Non sono stato ahimè coerente con l'astinenza poichè soffrendo pure di prostatite capiremo non è stato facile. Quello che mi preoccupa è che vari mesi di cardioaspririna e integratori per il microcircolo più crema antinfiammatori locale non hanno prodotto risultati e ancora oggi ho gonfiore anche da riposo e sento sempre benissimo (si vede anche bene a occhio nudo) il cordone. Vorrei sapere se quest'ultimo possa togliersi in qualche modo e che potrei fare arrivato a questo punto. Naturalmente evito di toccarmi il più possibile e premetto che il cordoncino certe volte lo vedo "pulsare" e gonfiarsi Anche alla minima erezione che bloccò subito con acqua fredda. Tengo anche il pene costantemente rivolto verso sopra in posizione verticale negli slip per la stasi venosa. C è risoluzione a questo problema? Il cordone potrebbe riassorbirsi anche a distanza di parecchi mesi? Ci sono farmaci più adatti o terapie per problemi di questa natura? Grazie mille, saluti.

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Dr. Paolo Piana

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Lei non ci riferisce per quale motivo lei sia stato sottoposto ad endoscopia e cateterismi, cui associa la comparsa di questa manifestazione al pene. Una volta risolta la fase infiammatoria acuta, le alterazioni di volume e consistenza della vena superficiale interessata si mantengono a lungo. La stessa va incontro ad una sorta di fibrosi che certamente si risolverà anche se in tempi certamente molto lunghi. Immaginiamo comunque che lei sia stato sottoposto a valutazioni dirette in cui sia stato opportunamente rassicurato.
Dr. Paolo Piana
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[#2] dopo  
Utente 509XXX

Grazie per la gentile risposta dottore. Quando lei dice che si risolverà intende dire che il cordone rientrerà in qualche modo? Anche se a distanza di parecchi mesi? Comunque gli accertamenti invasivi mi sono stati fatti per approfondire i problemi urinari sorti qualche mese prima appunto della tromboflebite. Una eco transrettale prostatica ha individuato delle vene varicose sulla prostata e il dottore che l'ha eseguita dice che è quello il mio problema (per l'aspetto urinario della prostatite). Secondo lei queste vene varicose possono essere magari una causa predisponente per il problema del trombo al pene? Tutti i dottori che hanno eseguito le ecografie dicono che ho un "problema venoso", una radiologia parlò pure di probabili vene dilatate nell'intestino. Io non ci capisco più niente sinceramente. Grazie, saluti.

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Dr. Paolo Piana

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Le vene superficiali del pene in genere vanno incontro a trombosi per fenomeni irritativi "traumatici", non le vediamo così direttamente collegate ad una possibile patologia venosa profonda che coinvolge il circolo venoso pelvico e (forse) emorroidario. Può darsi comunque che qualche traccia di questa tromboflebite tenda comunque a rimanere nel tempo, anche se in modo flebile.
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[#4] dopo  
Utente 509XXX

La ringrazio sempre per la disponibilità e la chiarezza. A breve rieseguiro un ecodoppler per controllare la situazione anche se in realtà mi sembra stabile da tempo. Se vuole La terrò aggiornata comunque. Ultima cosa, per caso è possibile che sia qualche fenomeno infettivo come causa della situazione flebitica? Grazie sempre, saluti.

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Dr. Paolo Piana

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[#6] dopo  
Utente 509XXX

Grazie per il chiarimento gentile Dottor Piana. Vorrei Anche chiederle se faccio bene ad applicare acqua fredda sopra in particolare quando vi è una erezione spontanea. Noto che in tali fasi la vena/cordoncino è come se "pulsasse" è un pò strano visto che si può toccare pure. Grazie sempre. Saluti

[#7]  
Dr. Paolo Piana

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Se la situazione è ormai stabilizzata, non vi è più alcun accorgimento da consigliare che possa risultare veramente utile..
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[#8] dopo  
Utente 509XXX

Ho capito, grazie. Per caso un intervento sarebbe plausibile invece? Ho perennemente un gonfiore fastidioso anche da riposo e una minor "reattività" del membro. Sinceramente è una iattura a 20 anni questo problema non vorrei conviverci per il resto della vita. Grazie sempre, saluti.

[#9]  
Dr. Paolo Piana

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Siamo assolutamente certi che quanto ci riferisce non è da mettere in relazione con gli esiti della tromboflebite. Di interventi non se ne parla, poiché la cicatrice rischierebbe di portare davvero dei danni ben peggiori.
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[#10] dopo  
Utente 509XXX

Gentile Dottor Piana La ringrazio sempre per la sua cordiale disponibilità. Alla fine penso che una vasodilatazione eccessiva dovuta ai vari alfalitici che ho assunto per cercare di attenuare i sintomi urinari fi cui soffrivo mi abbia causato questo problema in quanto non ricordo alcun tipo di trauma o microtraumi ripetuti nel periodo in cui è sfociata la flebite. Anzi a dir il vero mi ricordo perfettamente che quando assumevi gli alfabloccanti avevo delle erezioni troppo "sostenute" e una mattina mi svegliai con questa situazione di flebite col cordoncino apprezzabile al tatto e che purtroppo ancora oggi ho. Ho eseguito terapie anticoagulanti e antinfiammatori locali nei mesi precedenti ma con zero risultati. Secondo la Sua esperienza sa dirmi se una flebite al pene possa risolversi anche in tempi cosi lunghi (circa 10 mesi)? Grazie sempre. Cordialità

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Dr. Paolo Piana

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Abbiamo già ripetutamente affermato che la risoluzione completa di questi quadri può essere molto lunga e talune tracce ridotte possano permanere anche a tempo indefinito. Se il potenziamento dell’erezione fosse un effetto degli alfa litici avremmo risolto con poco un grosso problema. Cosi purtroppo non è.
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[#12] dopo  
Utente 509XXX

Dottor Piana per la prostatite ho eseguito in mattinata una ecotransrettale e l'ecografista mi ha detto che ho varie microcalcificazioni alla prostata dicendomi che sono segno sicuro di pregresse infiammazioni e mi ha detto poi che ho delle "vene varicose" sempre sulla prostata, cosa che non ho mai sentito. Sempre durante l'eco transrettale mi ha detto che ho una uretrite (anche se non capisco come l'abbia potuta vedere attraverso il retto) ma io tra i vari sintomi urinari che ho il bruciore mentre urino non è tra questi. Mentre all'esame ecocolordoppler penieno eseguito sempre con lui subito dopo mi evidenzia un flusso rallentato da esiti tromboflebitici e la vena vena dorsale del pene che appare pervia con un calibro di 2,3 mm che sarebbe il cordoncino duro sulla destra che mi da fastidio. Al doppler del testicolo sx dice invece che ho un leggero varicocele (2* grado). Ora quello che vorrei chiederLe e se magari le "vene varicose" alla prostata e/o l'uretrite e il varicocele al testicolo sx possono essere in qualche modo correlati alla flebite peniena e quindi, se del caso, curare queste situazioni per risolvere anche la flebite o aiutarla nella risoluzione che da tanti mesi aspetto. Grazie sempre per tutta la disponibilità e l'attenzione. Un cordiale saluto.

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Dr. Paolo Piana

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Come le abbiamo già scritto, pur rimanendo nell’ambito dell’apparato genitale, non vi sono collegamenti ragionevolmente diretti tra la vascolarizzazione profonda e le vene superficiali del pene. In medicina, voler unificare vari problemi ad una sola causa può essere allettante, ma spesso impossibile, pertanto ci si deve arrendere all’evidenza di affrontare le cosa una alla volta.
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[#14] dopo  
Utente 509XXX

Gentile Dottore grazie sempre per i cortesi interventi. Sono andato anche dallo specialista e mi ha dato clexane 4000 per un mese più reparil. Il medico di base però non è convinto della cura che dice troppo forte e soprattutto a distanza di tanti mesi con un problema ormai stabilizzato anche io non so che effetto possano avere. Ho letto inoltre tantissimi consulti sullo stesso problema e noto con grande dispiacere che molte persone soffrono di questa condizione e a tanti è rimasto un cordone sclerotico sul pene apprezzabile anche a riposo. Proverò lo stesso la cura datami dallo specialista urologo con fiducia sperando che il tutto passi quanto prima anche perchè i fastidi legati alla flebite li sento ancora anche dopo tanti mesi dall'avvento. Se vuole La terrò aggiornata sullo sviluppo. Di nuovo grazie per la disponibilità datami. Cordiali saluti.

[#15] dopo  
Utente 509XXX

Dottore sono quasi due settimane che sto seguendo la terapia anticoagulante che mi ha dato l'ultima volta l'urologo e ho ripetuto l'ecocolordoppler ma purtroppo è uscito identico a quello precedente effettuato mesi fa e I'ecografista ha detto che la vena è completamente trombizzata e che il problema è come se si fosse stabilizzato così. Sono molto amareggiato dalla cosa e mi chiedo se il trombo possa sciogliersi in tempi anche più lunghi di 10 mesi e far in qualche modo riassorbire o togliere il cordone duro e palpabile che ancora non capisco bene cosa sia. È possibile che manco l'eparina sottocutanea riesca a risolvere questa cosa? Scusi l'insistenza ma non vivo bene questa situazione essendo molto giovane e l'urologo mi dice sempre di continuare con l'astinenza ed di evitare pure le erezioni possibilmente. Capirà che per un ragazzo giovane questa situazione non è il massimo. Inoltre questa astinenza forzata mi stia dando dei dolori alla prostata e noto che quando faccio dei minimi sforzi esce del liquido trasparente dal pene soprattutto dopo defecato. Grazie sempre comunque.

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Dr. Paolo Piana

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La situazione pare dunque stabilizzata definitivamente, a questo punto ci parrrebbe abbastanza vano pensare che l'astinenza possa ancora giocare un ruolo positivo. Il fastidio che le può dare codesta vena superficiale trombizzata è senz'altro molto soggettivo e difficile da valutare, tantopiù a distanza. L'opzione chirrurgica pare difficile da percorrere, comunque potrebbe essere giudicata solo da un nostro Collega esperto in chirurgia genitale che la valutasse direttamente.
Dr. Paolo Piana
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[#17] dopo  
Utente 509XXX

Gentile Dottore ma il trombo che rimane è pericoloso? È possibile che non si sciolga?

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Dr. Paolo Piana

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Un trombo in una vena superficiale non può mai essere seriamente pericoloso, tantomeno in giovane età. Il trombo organizzato aderisce alle pareti della vena occlusa che diventa quindi un sorta di cordoncino. A lungo termine in genere le dimensioni e la consistenza sono destinate a ridursi.
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[#19] dopo  
Utente 509XXX

Dottore ma come mai lo vedo pulsare? È molto fastidioso e in erezione da tensione su quella zona. Poi in flaccidità mi da gonfiore dell'organo che è come se perdesse anche di elasticità. Io non penso sia un problema superficiale specie per un ragazzo. Inoltre un lieve deficit erettile lo da è assurdo dover rimanere così soprattutto senza aver avuto traumi o microtraumi io in quel periodo come "trauma" subii solo una uretrocistoscopia e assumevo alfalitici come farmaci non praticavo manco la masturbazione perchèse molto giù di morale in quel periodo e quelle rare volte certo non era "eccessiva" o tantomeno spinta. L'idea ora di rimanerci per il resto della vita cosi mi rattrista ancora di più avendo tra l'altro a che fare anche con una prostatite cronica. Scusi per lo sfogo e grazie sempre per i gentili chiarimenti.