Utente 205XXX
Salve ho 37 anni, la mi situazione è la seguente:

a causa di un dolore, non forte ma fastioso, al testicolo sx mi sono recato dall’ urologo dietro consiglio del mio medico curante.
Quest’ ultimo mi ha fatto una ecografia ai testicoli, vescica, riscontrando un varicocele di lieve entità, dicendomi che comunque secondo lui non è la causa del “doloretto” al testicolo.
Visto che c’ ero, ho chiesto dei consigli in merito al fatto che mio padre ha avuto un tumore (carcinoma) alla prostata circa 3 anni fa all’ età di 67 anni, per cui essendoci una familiarità volevo sapere la tipologia di controlli da fare e con che frequenza. L’ urologo mi ha consigliato una serie di controlli:
Esame urine completo, urinocultura, PSA totale, ecografia prostatica trans-rettale, uroflussimetria.
A valle di questi controlli, purtroppo, gli esiti non sono dei migliori, di seguito riporto il referto medico:
Vescica poco distesa, esente da grossolane lesioni vegetanti parietali e da formazioni litiasiche endoluminali al limite del potere di risoluzione della metodica.
La prostata studiata per via trans-rettale con sonda biplana, appare di dimensioni (D.T.=50 mm, D.A.P.= 30 mm, D.L.= 35 mm), ad ecostruttuta disomogenea con volume stimato in 27 cc e peso in 30 gr.
In sede mediana, nodulo di 24 x 19 x 20 mm da riferire ad adenomioma con volume di 5 cc e peso di 7 gr.
In sede sottocervicale posteriore sono presenti numerose microcalcificazioni.
Il mantello periferico si presenta disomogeneo su tutto l’ ambito ghiandolare per la presenza di alcune zone ipercongena che conferiscono al parenchima un aspetto a carta geografica come si rileva, verisimilmente, nelle flogosi.
Vescicole seminali, morfo-volumetricamente normali
Residuo post-minzionale valutabile in 0 cc, indici Uroflussometrici normali.

L’ urologo ha cercato di tranquillizzarmi, dicendomi che l’ adenoma è un qualcosa quasi normale per il sesso maschile, anche se è strana una tale dimensione alla mia età (37).
Mi consiglia di ripetre l’ esame del PSA con frequenza semestrale (oggi il valori sono i seguenti: PSA totale 1.07, PSA complessato 0.80, PSA free non significativo.
Alla luce di tutto questo, oltre a tenere sotto controllo il PSA, cosa mi suggerite di fare ??
Grazie mille per la disponibilità.

[#1] dopo  
Dr. Roberto Mallus

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Gent.le utente,
capiscp che una certa familirità sia presente nella patologia tumorale della prostata ma non alla Sua invidiabile età di 37 aa!
Ma è certo di aver capito che deve eseguire il PSA ogni 6 mesi?
Se è così ,si fidi, cambi urologo.
Cordiali saluti
Dott.Roberto Mallus

[#2] dopo  
Dr. Daniele Masala

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caro signore, trattandosi di un giovane i controlli dovrebbero essere più "flessibili", tuttavia il suo urologo le ha giustamente indicato una maggiore scrupolosità dettata dal caso di familiarità per cancro della prostata. Il fatto che la sua prostata sia più grossa del normale non implica nessuna relazione col caso di suo padre, si tratta di una patologia assolutamente benigna che al max potrà darle qualche sintomatologia di tipo ostruttivo per la minzione, o il ripetersi di tipiche sintomatologie da prostatite (sembra dall'ecografia che lei abbia sofferto più volte di prostatite viste le calcificazioni intraprostatiche).
Comunque stia tranquillo e continui a segire i consigli del suo urologo che ha perfettamente iquadrato il caso e la guiderà al meglio nei suoi controlli futuri. Non ho altro da aggiungere.
Tanti saluti,
dott. Daniele Masala.
Cordiali saluti,
dott. Daniele Masala.
Dirigente Medico Urologo UOC Urologia Pozzuoli
Perfezionato in Andrologia

[#3] dopo  
Dr. Diego Pozza

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Caro lettore,

è difficile esprimere giudizi e consigli senza conoscere direttamente il paziente ed il suo caso.
A consigliare di fare il PSA con estrema frequenza, magari ogni mese, non si sbaglia mai ma,allora perchè non fare un emocromo ogni 15 giorni o un ECG ogni 20 giorni ???
Un controllo annuale mi sembrerebbe sufficientemente adeguato.
cari saluti
Dott. Diego Pozza
www.andrologia.lazio.it
www.studiomedicopozza.it
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[#4] dopo  
Dr. Giuseppe Benedetto

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la familiarietà per cr prostatico consiglia controlli annuali dall'urologo con PSA annuale dopo i 40 anni
negli altri casi cioè in assenza di familiarietà dopo i 50 anni una volta l'anno; l'ecografia transrettale non serve a nulla per la diagnosi di tumore prostatico se non per fare una biopsia
nel suo caso l'adenoma non ha nulla a che fare con il tumore prostatico ma è un aumento di volume prostatico della parte centrale della ghiandola
dr Giuseppe Benedetto
www.giuseppebenedetto.netfirms.com

[#5] dopo  
Dr. Nino Pignataro

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Gentile utente, sicuramente non è stato baciato dalla dea bendata: a 37 anni è raro riscontrare una prostata di dimensioni come la sua. Comunque non si disperi: innanzitutto non è sintomatico ( urina normalmente, la notte non si sveglia per urinare ed ha un buon flusso: mi conferma?), non necessariamente , infatti, una prostata di dimensioni aumentate, produce sintomi. Al contrario alcune più piccole della sua possono darli. Le consiglio comunque di contattare uno specialista urologo perchè quello che ci sarebbe da consigliarle richiede tempo e non mi è sufficiente questo spazio a me riservato. Consigli comportamentali ed alimentari in questa fase sono indispensabili per ridurre i sintomi (qualora ci fossero), controllo ecografico della prostata anche annuale con uno sguardo allo spessore della parete vescicale ( per valutare se è aumentato segno che deve "spingere" di più per svuotare. Questi sono solo alcuni esempi, ma c'è molto altro da comunicarle, per questo le consiglio di consultare un urologo che la imposti e la segua nel tempo. Buona domenica. Dott. Nino Pignataro

[#6] dopo  
Prof. Giovanni Martino

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Gentile Utente,
concordo con quanto espresso nella risposta dal Collega PIGNATARO. Non condivido proprio per nioente invece il fatto che la "l'ecografia transrettale non serve a nulla per la diagnosi di tumore prostatico se non per fare una biopsia". Se questa informnazione passasse, tutto il discutere di prevenzione della patologia tumorale dove va a finire? Considero l'ecografia transrettale periodicamente eseguita in funzione dell'età anagrafica l'unica metodica in grado di consentire il sospetto precoce di cancro della prostata. E' ovviamente il mio parere.
Affettuosi saluti.
Prof. Giovanni MARTINO
Prof. Giovanni MARTINO
giovanni.martino@uniroma1.it

[#7] dopo  
Dr. Pietro Pappa

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MESSINA (ME)

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Caro Utente
a mio parere, dovrebbe soltanto fare ,dato che non è sintomatico, un PSA ogni anno a partire dai 45 anni di età considerando la familiarità per carcinoma.
Cordiali saluti.

[#8] dopo  
Utente 205XXX

Intanto, un ringraziamento a tutti voi per la cortesia e la disponibilità dimostrata, dopo di che ne approfitto per dei chiarimenti che mi avete chiesto:

Sulla frequenza di effettuare il controllo del PSA (semestrale), si, purtroppo ho capito bene, infatti anch’ io come molti di voi, sono rimasto abbastanza perplesso, per cui ho richiesto più volte, all’ urologo, la frequenza dell’ esame in oggetto.
Inoltre, in merito all’ esigenza di urinare spesso la notte, confermo che non ho di questi problemi, anche se quando urino, adesso che ci faccio caso, mi rendo conto che spesso devo “spingere” di più.
L’ ultima considerazione riguarda l’ approccio “reattivo” relativo a questa problematica, nel senso che devo aspettare che la cosa peggiori prima di poter fare qualcosa !!!! possibile che non si possa avere un approccio di tipo “proattivo”, ossia cercare di fare qualcosa per contenere il problema (mi riferisco all’ adenoma).
Mi sta bene il regime alimentare, anche se personalmente, da sempre ,ci sto abbastanza attento, visto che ho il colesterolo tendenzialmente alto. Considerate che sono un 1,78 e peso 74 Kg.)

[#9] dopo  
Dr. Giuseppe Benedetto

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VICENZA (VI)
GIOIA DEL COLLE (BA)

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in letteratura urologica non sono riportati studi dove si testimona che la ecografia transrettale è diagnostica per tumore prostatico
se ci fossero sarei ben felice di leggerla
prof Martino qual è la percentuale di noduli ipo e anecogeni che alla biopsia si confermano neoplasie e viceversa?
dr Giuseppe Benedetto
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[#10] dopo  
Dr. Giuseppe Benedetto

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VICENZA (VI)
GIOIA DEL COLLE (BA)

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Iscritto dal 2004
come urologo della scuola padovana del prof Pagano mi permetto di aggiungere che la diagnostica di una neoplasia prostatica si basa sulla visita urologica ed il PSA ed in caso di sospetto sulla biopsia
dr Giuseppe Benedetto
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[#11] dopo  
Prof. Giovanni Martino

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ROMA (RM)

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Iscritto dal 2005
Gentile Utente,
perchè è ovvio che all'Utente posso e devo rivolgermi in questa sede: per discutere fra Colleghi esistono le sedi opportune congressuali.
Per chiarire a Lei il mio pensiero posso dirLe che l'ecografia transrettale, ai fini della valutazione del tessuto prostatico, resta la tecnica di immagine più comune, più diretta e meglio tollerata. Offre una visione parenchimale eccellente e, sebbene come tutte le metodiche ecografiche, sia strettamente operatore dipendente, si è dimostrata in grado di raddoppiare il tasso diagnostico del carcinoma prostatico in associazione con la semplice esplorazione rettale e di diagnosticare, cosa che a me preme sottolineare in questa sede, .....i tumori non palpabili, cioè quei tumori che anche alla più accurata ed esperta esplorazione rettale non si "sentono".
A me non interessa diagnosticare il tumore già palpabile alla visita digitale, voglio sospettarlo prima che lo diventi.
Solo PSA? All'incirca un 25% dei soggetti con PSA nel range di normalità può presentare un carcinoma della prostata non palpabile. Valori del tutto normali di PSA possono associarsi a tumori addirittura in fase di metastatizzazione ossea (3%).
Purtroppo, altrimenti avremmo fatto passi da gigante nel campo della prevenzione del tumore prostatico ad uno stadio ancora non palpabile, è vero che il carcinoma ha nella gran parte dei casi un aspetto ipoecogeno ma non è trascurabile una quota di neoplasie iperecogene e, ecco il punto dolente, un 40% (facendo una media fra le più vaste casistiche) di tumori è isoecogeno. In tale evenienza ovvio il limite della metodica.
A parte questi elementi, forse troppo tecnici, l'impiego dell'ecografia transrettale rappresenta un mezzo irrinunciabile per il calcolo del volume prostatico finalizzato sia alla determninazione della densità del PSA sulla ghiandola in toto (PSAD) o sulla zona di transizione (PSAD TZ) e sia per stabilire i valori del cut-off del rapporto PSA libero/totale. Sono dati essenziali alla luce del fatto che il PSA ha limitate possibilità anche nel discriminare una IPB da un cancro confinato ancora alla ghiandola.
Insomma, l'ecografia transrettale utilizzata in sinergia con l'esplorazione rettale e il PSA, costituisce un significativo fattore di amplificazione diagnostica.
Se vogliamo parlare di costi, è un discorso che nemmeno voglio fare. L'esame è e deve essere completamente mutuabile.
Io personalmente, sempre, nel proporre ai miei pazienti il programma di screening propongo l'ecografia transrettale. Questo è il mio parere. Spero di non averLe aumentato la confusione sull'argomento.
Affettuosi saluti.
Prof. Giovanni MARTINO
Prof. Giovanni MARTINO
giovanni.martino@uniroma1.it

[#12] dopo  
Dr. Giuseppe Benedetto

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VICENZA (VI)
GIOIA DEL COLLE (BA)

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come specialista in UROLOGIA!! non concordo assolutamente con il collega dr martino
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